L’avvincente storia della coltivazione delle camelie in Europa

La camelia – nome scientifico camellia – è oggi una delle piante da fiori più belle e note nei nostri giardini. La camelia d’altra parte è anche la pianta del té. In realtà si tratta di due varietà ben distinte: la camellia Japonica è la camelia da fiore, la camellia sinensis invece è la camelia della quale il fiore non interessa, ma interessano le foglie per ricavarne il té.

Storia della coltivazione delle camelie in Europa

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Un bocciolo di camellia japonica in fiore

Le prime piante di camelia giunsero in Europa intorno al 1739. Per lungo tempo si ritenne che esse fossero state introdotte dal missionario boemo appassionato di botanica, Georg Joseph Kamel, che era solito firmarsi alla latina – secondo la moda del tempo – come Camellus. Questo perché Carl Linnaeus, Carlo Linneo, lo studioso svedese che ha inventato la classificazione scientifica del mondo vegetale e animale (seguita ancora oggi) e che ha di fatto inventato l’anagrafe botanica, attribuendo nomi di specie e di varietà alle varie famiglie delle piante, pensò bene di chiamarne una Camellia, in onore del botanico missionario che evidentemente Linneo aveva molto in stima. Da qui si ingenerò la confusione.

Infatti non può essere stato il missionario Kamel ad aver introdotto la camellia in Europa dall’Asia per almeno due motivi: innanzitutto fu missionario sì in Asia, ma nelle Filippine, dove il clima tropicale non consente la coltivazione della camellia; in secondo luogo, nel 1739 Kamel era morto da 30 anni.

Rimane pertanto il dubbio di chi abbia effettivamente introdotto la pianta in Europa.

camellia stampa antica
Tavola botanica di Camellia Japonica. Credits: wikipedia

Quel che è certo è che in Europa, in particolare in Inghilterra, interessava molto riuscire a portare la pianta di camelia, per poter autoprodurre il tè. Ma la Cina, il principale esportatore di tè, era decisamente restìo a fornire le piante, rischiando così di perdere questo fiorente mercato. Ad un certo punto però sembrò che un giardiniere cinese si fosse convinto, perché fornì delle piante di camelia da portare in Inghilterra. Ma quelle camelie si rivelarono essere della varietà Japonica: bellissimi fiori, senza dubbio, ma di foglie adatte al tè nemmeno una.

Di quanto la Cina si opponesse alla diffusione delle piante da tè oltre i propri confini per non perdere il proprio monopolio e di quanto al contrario l’Inghilterra ne avesse bisogno per cominciare ad autoprodurlo e a liberarsi dall’obbligo dell’acquisto sul mercato cinese, è significativa l’avventura di Robert Fortune che con l’inganno riuscì a ottenere delle piante da tè in Cina e a piantarle in India, dando il via alle coltivazioni intensive di tè da parte degli Inglesi nelle Colonie. Di questa vicenda parla, tra gli altri, lo scrittore inglese Bill Bryson nel suo libro “Breve storia di quasi tutto”.

⇒ Per approfondire: Bill Bryson e la storia del tè

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Splendida fioritura di una camellia japonica

Tornando alla cara vecchia Europa, una volta capito che le piante di camelia giunte dalla Cina non avrebbero mai fornito tè, ma piuttosto bellissimi fiori per i giardini inglesi, si iniziò a porre il problema di come coltivarle. Il primo fu Lord Petre, appassionato di botanica e proprietario di un grande giardino nel sud dell’Inghilterra. Ma anche lui fece un madornale errore: pensò che siccome le piante arrivavano dall’Asia, dovessero essere esotiche e quindi abituate a climi tropicali. Niente di più sbagliato invece per la camelia, che ha bisogno piuttosto di temperature fredde con alto livello di umidità. Lord Petre invece sistemò queste povere camelie in serra con le orchidee. Ed esse morirono in breve tempo.

Esistono tantissime varietà di camelia da fiore. Alcune sono varietà piuttosto antiche, altri sono invece ibridi di creazione più recente. I fiori, che siano bianchi o al contrario colorati, in tutte le varie sfumature del rosa e del fucsia, sono sempre enormi e bellissimi. La camellia sinensis, invece, la pianta del tè, al contrario ha un fiorellino bianco piccolo e poco appariscente. Direi anzi che è proprio insignificante. Ma la forza della camellia sinensis, lo sappiamo, è nelle foglie…

Consigli di lettura: La camelia di Angela Borghesi

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La Camelia, a cura di Angela Borghesi, Laterza Ed.

Per approfondire la conoscenza delle camelie consiglio la lettura del volume “La camelia” di Angela Borghesi nella serie “La nazione delle piante” curata per Editori Laterza da Stefano Mancuso.

⇒ Per approfondire: Non tutte le camelie sono uguali…

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