In attesa della primavera… voglia di té al gelsomino

fiori e boccioli di gelsomino

fiori e boccioli di gelsomino

Qualche mattina fa camminavo per strada col mio solito passo: veloce, la testa riparata sotto il cappello, sguardo fisso avanti a me a godermi qualche timido raggio di sole. A un certo punto qualcosa mi ha bloccato. Esatto, mi sono arrestata di colpo, come se qualcosa mi avesse trattenuto. Questo qualcosa era un profumo, un profumo inaspettato, che mi ha costretto a fermarmi, ad annusare l’aria e a tornare indietro sui miei passi alla ricerca della fonte di provenienza. Non ho dovuto indietreggiare di molto: un arbusto di gelsomino con qualche piccolo fiore già sbocciato si trovava alla mia destra, abbarbicato ad un pilastro che d’estate fa da ingresso al cinema all’aperto del paese. Pochi pochissimi fiori, poche stelline bianche e molti boccioli, ma un profumo intenso, di quelli che potrebbero far starnutire i nasini più fini. Ho sorriso all’idea, mentre nella mia testa associavo quel profumo a quello del té al gelsomino. E ovviamente quest’associazione me ne ha fatto subito venir voglia.

Il té al gelsomino è uno dei té aromatizzati più noti e diffusi, nonché apprezzati al mondo. Un classico dei té verdi, questo té è molto delicato, lievemente amarognolo, molto fresco. Se al profumo potessi associare un colore (non prendetemi per pazza) lo vedrei di un lievissimo viola chiaro.

Il té verde aromatizzato al gelsomino si prepara mettendo direttamente a essiccare le foglie di té verde insieme ai boccioli freschi di gelsomino i quali, rilasciando il loro profumo intenso, riescono a “contaminare” le foglie di té. La tecnica, inventata in Cina, è molto antica, e il processo di essiccazione insieme ai fiori di gelsomino può essere ripetuto più volte, fino a che non si è sicuri dell’avvenuta profumazione delle foglie. In questo senso è diverso dagli altri té aromatizzati, ai quali l”ingrediente profumato, la spezia, il frutto, il petalo di fiore o qualunque altra cosa viene aggiunto a essiccazione (e fermentazione, nel caso dei té neri) già avvenuta. In questo post è spiegata fase per fase la preparazione del té al gelsomino: tutt’altro che un’operazione semplice.

Una delle fasi di preparazione del té al gelsomino. Fonte: Taotea

Una delle fasi di preparazione del té al gelsomino. Fonte: Taotealeaf.com

Per gustare il té al gelsomino, che sì è profumato, ma anche molto delicato, il consiglio è quello di lasciare poco le foglie di té in infusione, perché altrimenti in tazza risulta inutilmente amaro. Mi è capitato di assaggiare svariati jasmine tea nel corso degli anni, ma due sono quelli che più mi sono rimasti impressi, legati a “due prime volte”.

jasmine dragon pearls

Jasmine dragon pearls tea

Il primo è il primo té verde al gelsomino che ho assaggiato in vita mia: in bustina, della Twinings, circa 10-15 anni fa: ricordo la confezione, nella quale erano 5 differenti té verdi variamente aromatizzati. Il té al gelsomino era uno di questi, la bustina era verde con una banda viola (forse da lì mi è rimasta l’associazione di colore… uhm…): per me che iniziavo appena ad avvicinarmi al magico mondo del té dovette sembrare una scoperta eccezionale; e pensare invece che in Cina lo preparano e lo consumano da secoli…

Il secondo té al gelsomino che mi viene in mente è un té verde in perle di produzione californiana. Ebbene sì, il Jasmine Dragon Pearls Tea, di cui peraltro ho già parlato in altre occasioni, è stato invece il mio primo approccio al té in perle, piccole palline di té che messe in infusione lentamente si srotolano diventando lunghi e sinuosi filamenti profumatissimi.

Se poi parliamo di bubble tea, uno dei primi che ho bevuto, nel corso del mio primo viaggio a New York era un bubble tea al gelsomino! Me lo ricordo ancora, distribuito da TenRen a China Town: conservo da qualche parte il bicchierone di plastica col logo del té. E anche questa, se vogliamo, può essere inserita tra le mie “prime volte”.

Del té al gelsomino, e dell’effetto che mi fa sentire il profumo dei fiori, ho parlato anche in un altro post di qualche anno fa (che non ricordavo di aver scritto, ma che è stato un piacere rileggere). In realtà, ultimamente è da tanto che non ne bevo: sono attratta da sempre nuove infusioni o esperimenti, per cui lascio da parte i té per così dire tradizionali. Ogni tanto, però, un ritorno alle origini male non fa…😉

A voi piace il té al gelsomino? L’avete mai bevuto?

3 responses to this post.

  1. L’ho scoperto solo da un anno. Prima non l’avevo mai bevuto.
    In effetti, come dici, la sua bontà dipende molto da come lo prepariamo e da quali tè al gelsomino adoperiamo.
    Io personalmente preferisco il tè Wulong/Oolong al gelsomino.
    Le infusioni sono brevi e si ripetono fino a quando, le foglie arrotolate su se stesse, non si aprono bene.
    Buona tazza di tè🙂

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