La farinata di ceci e il té alla salvia

La mia amica foodblogger Alice di Pane Libri e Nuvole mi ha invitato ad un bel contest che mi calza a pennello: l’ora del tè, promosso dai blog The Spicy Note e Sapori e dissapori Food. Non potevo non partecipare, anche se mi sono ridotta all’ultimo (il contest scade oggi 30 novembre). Ho solo quel piccolo problema che i dolci, che a me piace abbinare con il té, non mi riescono mai particolarmente bene. Non sono una foodblogger, del resto, l’ho sempre detto e sempre lo ribadirò! Tuttavia mi piace cucinare con il té, che utilizzo spesso in alcune preparazioni salate, come nel pollo al Lapsang Souchong, o nel risotto (ebbene sì, lo uso al posto del brodo!).

Women Taking Tea (oil on canvas), Lynch, Albert (1851-1912) / Museo de Arte, Lima, Peru / Giraudon / The Bridgeman Art Library

Insomma, non so fare i dolci; me la cavo meglio con i salati; per fare bella figura ci vuole allora una ricetta adatta alla bisogna, che esca dritta dritta dal mio piccolo bagaglio di “questo lo so fare bene!”. Uhm… ma sì, certo, perché no? Una ricetta per nulla difficile, neanche troppo diffusa, e che in genere nessuno penserebbe mai di abbinare con un té. Ma siccome nella vita bisogna sperimentare… ci sono!

Preparo la farinata di ceci, tipica della Liguria, mia terra di origine, e vi abbino un té alla salvia. Vi ho incuriosito?

Prepariamo intanto la farinata.

La mia farinata a base di farina di ceci e porri

Si tratta di una ricetta non semplice, di più! Basta mettere in acqua per una mezza giornata almeno la farina di ceci (250 g per 750 g di acqua). Bisogna mescolare con cura, soprattutto all’inizio, per rompere tutti i grumi che la farina inevitabilmente forma, anche se per versarla nell’acqua la setacciamo. Ogni tanto nell’arco della giornata torniamo a controllare lo stato della nostra preparazione: le diamo qualche mescolata per farla riprendere, e ritorniamo alle nostre faccende quotidiane.

Quando s’appressa l’ora, puliamo, affettiamo e soffriggiamo un porro. Non deve cuocere tantissimo, visto che poi terminerà la cottura in forno, ed è importante che rimanga il più asciutto possibile.

A questo punto prendiamo una teglia, o una leccarda da forno, e la ungiamo con olio. Io metto anche la carta da forno, che ungo ugualmente, perché la farinata quel po’ di olio lo ama. Versiamo nella teglia la nostra preparazione che è, naturalmente, piuttosto liquida. A seconda di quanto la vogliamo spessa verseremo più o meno impasto (a me per esempio piace piuttosto sottile, ma quella tradizionale è lievemente più spessa). A questo punto versiamo sopra il porro già saltato in padella, distribuendolo in maniera abbastanza capillare. Spolveriamo con un po’ di pepe, se ci piace, e un pizzico di sale. L’impasto della farinata è per sua natura neutro. Se però ci piacciono le cose salate, possiamo aggiungere il sale già nella preparazione di farina di ceci e acqua. Infine mettiamo in forno caldo. Non deve cuocere a lungo: l’ideale è che venga dorata sopra, ma morbida dentro, se optate per la versione spessa. Quando la farinata è cotta possiamo scegliere se farla raffreddare o meno; in ogni caso la tagliamo a rombi o quadrati, in modo da poterla servire in tavola come fingerfood.

È il momento di pensare al té.

La farinata è un piatto ligure, che si trova col nome di cecina anche lungo la costa toscana. Con la farina di ceci in Sicilia si fanno le panelle, mentre i ceci frullati sono alla base dell’hummus marocchino. Tutto ciò mi fa pensare al Mediterraneo, ai suoi profumi e ai suoi sapori che, nonostante le distanze, si richiamano un po’ ovunque, da Nord a Sud, da Occidente al Medio Oriente. Ed è proprio in Medio Oriente che trovo la soluzione.

té nero alla salvia

Vi accennavo ad un té alla salvia. Non l’avete mai bevuto? Io sì, in Giordania, e l’ho trovato splendido: dissetante anche se la salvia di per sé ci richiama sapori sapidi dovuti all’impiego che ne facciamo in cucina.

Per ottenere il nostro té alla salvia possiamo usare un té nero qualunque (un ceylon andrà benissimo) ricordandoci di mettere in infusione con esso alcune foglie di salvia fresche. Se vogliamo prepararci per tempo, possiamo addirittura pensare di creare noi il té alla salvia mescolando insieme foglie essiccate di salvia alle foglie di té nero. La salvia donerà al té tutto il suo profumo, e in tazza sprigionerà un aroma delicato.

Vi ho convinto? Oh, il risultato è splendido, parola mia!

7 responses to this post.

  1. bellissima ricetta e bella anche la collaborazione che hai tenuto con altre amiche blogger tea fan 🙂 bello davvero
    daniela

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  2. Che piacere conoscerti, il tuo blog è interessantissimo e una chicca per noi appassionate!!! Grazie ad Alice per averti suggerito di partecipare e grazie a te per averci donato un abbinamento tanto inconsueto quanto fine, intelligente, prezioso come un tè alla salvia. Questa erba “da arrosto” nel tè, mai pensato: grazie di avermi insegnato qualcosa di nuovo 🙂
    A presto!!! Ciao!
    Lidia

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    • Wow! Grazie a voi! Lo scambio è sempre fondamentale: io non conoscevo voi, ma sono arrivata grazie ad Alice… quant’è bello fare rete! Poi fatemi sapere se provate il té alla salvia e se vi piace! è un po’ particolare, ma ha il suo perché

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  3. Ma me lo ero perso! Sono contenta che sei riuscita a partecipare, e con una proposta davvero originale…da vera intenditrice 😉

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