Edonè l’ora del tè

C’era una volta una sala da té nel centro di Casteggio (PV) che indisse un concorso letterario dedicato al té. Io partecipai (non poteva essere altrimenti), ed ebbi anche l’onore di vincere il primo premio!

Il primo premio consisteva in una favolosa confezione di tè a tema colore: infatti all’interno c’è il té bianco, il té blu, il té giallo, il té rosso, il té verde e il té nero. Un arcobaleno di té!

Il premio più bello, però, è stato alla fine della premiazione, andare proprio alla sala da tè che aveva bandito il concorso.

Un té da Edonè l’ora del tè

Si chiama Edonè l’ora del tè, ed è davvero un dono d’amore. L’amore che Marina (toh, si chiama come me: sono segni?) mette in ogni singolo gesto quand’è lì nel suo mondo, dalla mattina quando tira su la serranda fino alla sera, quando invece la tira giù. Amore e passione per una cosa bella. Glielo si legge negli occhi, c’è poco da fare.

La saletta da té

La sala da té/negozio di té non è grande, anzi, è un piccolo angolo tranquillo e intimo. Si accede dapprima nella sezione negozio: un lungo bancone dietro al quale stanno le inconfondibili latte piene di preziosissime foglie, mentre una bacheca di fronte sorregge teiere, tazze e accessori per il tè.

La saletta retrostante accoglie alcuni tavolini e un altro banco, il vero e proprio banco delle meraviglie, dietro il quale Marina prepara il té. Questo è davvero il suo regno. Qui prepara le infusioni per i clienti, e già me l’immagino che mentre l’acqua è nel bollitore, o il té è in infusione, lei si sofferma a chiacchierare del più e del meno, o del té che sta preparando.

L’arredamento è davvero di gusto, shabby chic ma non troppo: il luogo ideale in cui sorseggiare una tazza da té in un’atmosfera soffice e retro.

Marina di Edoné l’ora del té prepara il té Benifuuki

Nella sua sala da té Marina mi ha fatto assaggiare un té Benifuuki (chiamato Wakoucha in giapponese): una varietà pregiata di té giapponese che, mi spiega, deriva dalle foglie di una cultivar di camelia ibrida di sinensis e assamica (due varietà di camelia usate per la produzione del té). Utilizzata principalmente per la produzione di té neri e oolong, in minima parte è utilizzata anche per produrre il té verde: per ognuno dei casi cambia, ovviamente, il modo di produzione (ossidazione per il nero, totale assenza di ossidazione per il verde, ossidazione parziale per l’oolong) e il periodo della raccolta. Piace ai produttori di té per la sua resistenza alle temperature più fredde e perché rende molto in fase di raccolto, grazie alle sue foglie grandi.

Esco dalla sala da tè di Marina davvero arricchita. Arricchita perché ho vinto un premio letterario, arricchita perché ho assaggiato un té pregiato che non conoscevo, arricchita perché ho incontrato una persona speciale, che ama e fa amare ciò che fa.

Grazie di cuore, Marina!

2 responses to this post.

  1. spettacolare posto! grazie d avercene parlato:)
    buon pome
    daniela

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