Posts Tagged ‘teatime’

Drink tea & eat cake

Ogni tanto dedico un post a un teatime con le amiche. Per cui non vi stupirà se dedico anche questo ad un evento del genere. In un mondo pieno di fretta, di chat veloci, di rapidi incontri e di ritmi forsennati, un pomeriggio con le amiche a bere una tazza di té e a mangiare una fetta di torta è un evento sempre più raro.

Raro, e prezioso.

Così, non vi stupirà se dedico un post all’ultimo pomeriggio tra amiche (e colleghe, evento raro che le due cose coincidano) che ho trascorso. Il protagonista in effetti non era il té, ma una torta. La torta, nello specifico, era una creazione bellissima di Alice di Pane Libri e Nuvole, la quale ci ha invitato a casa ed ha organizzato il teatime apposta per farcela provare. Questo è affetto sincero, io ve lo dico.

Teatime with Alabama Lane Cake

La torta in questione è la Alabama Lane Cake. Una torta bellissima da vedere, una di quelle che le hai sempre visto sulle riviste o in tv, ma che seriamente non pensi che possano esistere davvero. Non credi che sia davvero possibile prepararle. Poi però ti ritrovi l’amica foodblogger che te la fa trovare lì davanti sul tavolo della cucina di casa sua. E ti commuovi.

teatime with Alabama Lane Cake

L’Alabama Lane Cake è una torta bellissima, americana, con un’interessante storia alle spalle. Alice nel suo blog racconta molto bene la storia e la ricetta, per cui rimando direttamente al suo post e non sto a farne un doppione. Ciò che Alice nel post non racconta (e infatti tocca a me farlo) è dire come ha servito la torta, con quale accompagnamento in tazza. Perché vi ricordo che l’invito era per un té delle cinque con annesso dolciume.

La Alabama Lane Cake ci è stata servita con un té nero al maple syrup, ovvero allo sciroppo d’acero, ingrediente fondamentale dei pancakes tipici del breakfast americano. Questa scelta è stata particolarmente azzeccata, per via dei legami geografico/culturali che lo sciroppo d’acero ha con il popolo degli Stati Uniti, al pari di questa torta. Mancavano sul tavolo bandierine americane e poi l’illusione sarebbe stata perfetta. Ma per fortuna non siamo negli USA oggi, e ci siamo godute la torta, il té e le ciane (le chiacchiere) in tutta tranquillità, come una torta così elegante richiede.

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Christmas Teatime. Con le amiche, ovviamente

Amo le tradizioni. Sono così rassicuranti!

christmas teatimeCosa fa sì che un gesto, o un evento, diventi tradizione? Lo scambio dei regali a Natale, a cena fuori (pago io) per il compleanno, un pic-nic per ricordare l’anniversario dell’assunzione a lavoro, un pranzo in inverno tra amiche nel luogo più accogliente che esista: una bella casa antica, già addobbata per le feste, con la tavola apparecchiata, tante leccornie da gustare e a seguire lo scambio di pensierini di Natale e immancabile il té a metà pomeriggio. Sono queste, le rassicuranti tradizioni che amo.

Tra chiacchiere, scambi di complimenti (“Che buono…” “Che brava!” “Oh che bellino!”), coccole al bel micio vanesio e le immancabili grasse risate, tra porzioni abbondanti di dolce (sì, è Alice di Pane Libri e Nuvole che prepara la torta ogni volta, e ogni volta supera il concetto di slurp!), regalini DIY (sempre made in Fancyhollow by Silvia, sennò che Natale sarebbe?), tra la risata spontanea e contagiosa di Chiara, la parola saggia, ma che nasconde quel pizzico di rompete-le-regole di Barbara, tra l’ospitalità della padrona di casa, Ada, che ci tratta sempre da principesse quando, con la sua forza carismatica potrebbe rovesciar governi, e la bellezza di Irene+1, che ci ha trasformato tutte in zie prima del tempo (però troviamoglielo un nome a ‘sto figliolo, eh?), anche quest’anno la tradizione si è rinnovata. E abbiamo avuto il nostro pranzo a Sinalunga.

Siamo nella Valdichiana, ma molto vicino alla Valdorcia. Nella bella campagna toscana insomma, quella delle dolci colline, dei campi di grano e dei prati in cui pascolano le vacche chianine, dei bei borghi medievali appoggiati sulla cima dei colli, e di un antico passato etrusco che nessuno qui dimentica. Poi noi siamo tutte archeologhe, tranquilli che ce l’abbiamo ben presente. In un paesaggio antico, in un paese che ha ritmi ben diversi dalla Firenze di tutti i giorni, la gita a Sinalunga è sempre una gioia.

È una gioia il pranzo, ed è una gioia il té.

il mio té di NataleQuest’anno è stata Irene ad animarlo. Il suo regalo di Natale è stato un bellissimo vasetto di vetro riempito del blend Il sogno di Michelangelo de La via del Té. Non potevamo farlo passare inosservato, così l’abbiamo subito provato: pinoli, petali di fiori  (fiordaliso e girasole) un lieve sentore di cioccolato ci hanno riscaldato l’anima. Ada ha tirato fuori, come tradizione, la sua collezione di favolose tazze a tema natalizio (quest’anno abbiamo contribuito noi colleghe a incrementarla). Presto fatto: metti una cassapanca, un vassoio, le tazze da té, i biscotti spekulaas preparati da Barbara e il christmas teatime scocca improvvisamente!

E tra una tazza di té e un biscotto, scorrono come l’acqua le chiacchiere e le risate di cuore; i problemi e le incognite lavorative gettano ogni tanto un’ombra, ma come una nuvola passeggera vengono spazzate via dalla prima battuta, dal primo starnuto, o dalla coda del gatto che si struscia su una gamba. Basta poco per donarci il sorriso, in fondo.

E a pensarci bene, non è il blend che rende tale il té di Natale. Ma è l’atmosfera, il luogo, la compagnia, la disposizione d’animo. E io sì, a Sinalunga con le amiche mi sono goduta il mio té di Natale.

Auguro a tutti voi di passare momenti come questo. Fanno bene all’anima.

Buon Natale

Marina

 

Chat&Tea: un té con le amiche… 2.0

Potenza di WhatsApp: la possibilità di chiacchierare insieme, mediante chat di gruppo, mettendo in collegamento in tempo reale persone distanti fisicamente è qualcosa di semplicemente meraviglioso. E ormai non se ne può più fare a meno, c’è poco da fare. Le conversazioni prendono pieghe incredibili, e mentre tu nel mondo virtuale stai chiacchierando amabilmente, nel mondo reale stai facendo tutt’altro: chi lavora, chi fa le pulizie, chi guarda la tv, chi studia, chi cucina… la casistica è infinita, ma quello che conta è che tutte le persone coinvolte nella chat, ognuna impegnata nella propria attività del momento, è presente alla conversazione, partecipa, non perde il filo del discorso o, se lo perde, lo recupera velocemente scorrendo tutti i messaggi precedenti. WhatsApp, poi, consente di condividere video e foto, il che aumenta a dismisura le possibilità della conversazione, e rende ancora di più l’illusione, meglio, la finzione, di essere tutti insieme appassionatamente.

Tutto questo noioso cappello su come funziona WhatsApp (cosa che peraltro tutti sapete) per dirvi di come una chat di gruppo, se organizzata con le persone giuste e all’ora giusta, possa diventare l’occasione per un té con le amiche.

Ed ecco come, dal nulla, oggi con le mie amichette di chat ci siamo inventate improvvisamente un teatime da trascorrere insieme. E’ bastato che una dicesse “Se tra un po’ volete venire per un té con il dolce“, l’altra (che sarebbe Silvia del Fancyhollow) rispondesse “io mi sono fatta il té. Per bere e leggere whatsApp contemporaneamente mi sono versata tutto addosso!” la terza (cioè io) aggiungesse “tra un po’ me lo fo anch’io il té. Anzi no, me lo fo subito” e l’ultima (che poi è Barbara, la cactusblogger che si fa chiamare Piumino) dicesse “Vai, té per tutte! Poi ci mandiamo le foto delle tazze da brave social addicted?” e il gioco è fatto!

Ne nasce questo post, da un’idea di Piumino, dunque, che raccoglie le foto che poi ci siamo mandate mentre preparavamo e bevevamo il té. Nel nostro salottino virtuale non è mancato anche il dolce. E si fa presto a fare merenda insieme, anche se siamo tutte lontane tra di noi.

Nuove frontiere della pausa del té. Abbiamo appena inventato la Chat&Tea! E sono sicura che sarà la prima di una lunga serie… 😉

Degustazione di té homemade

La location non sarà stata delle migliori (una fredda e anonima stanza con 4 tavoli quadrati) e senz’altro gli oggetti utilizzati lasciavano a desiderare, ma lasciatemelo dire: quando c’è la voglia di bere un té, e di berlo buono, si può anche fare finta di essere in una favolosa tearoom, di bere da preziose tazze di porcellana finissima e di servirsi da pregiate teiere di manifattura francese…

Si è appena conclusa la prima vera degustazione di té organizzata da Ilmiote – cioè da me – su ispirazione di una mia collega e amica che è stata la cavia di tutta quanta la celebrazione: devo anzi a lei l’ispirazione per questo piccolo evento.

L’idea è nata negli scorsi giorni, ieri su what’s app abbiamo concordato i dettagli: che preferenze hai? le ho chiesto, té nero? té verde? fruttato? speziato? floreale? esotico? Confusa in mezzo al bene, la mia amica ha optato per té nero fruttato e speziato.

Così oggi mi sono presentata con un favoloso sacchetto di Mariage Frères (perché io non butto via nulla!) pieno dell’offerta di té in serbo per la mia degustatrice.

Alle 5, perfetto orario di ogni teatime che si rispetti, abbiamo messo su l’acqua. Il bollitore lasciava alquanto a desiderare, per cui sorvolerò sull’oggetto che abbiamo utilizzato, così come sulle tazze, per concentrarmi sulla scelta di té a disposizione.

Innanzitutto, per accompagnare la degustazione, ho portato dei biscotti al burro di produzione inglese, i classici shortbread di forma circolare dal caratteristico burrosissimo sapore, acquistati al Mercatino di Natale di Firenze, che ogni anno si svolge in Piazza Santa Croce, presso il banco di prodotti tipici inglesi che personalmente adoro! E la scatola di latta che celebra il Diamond Jubilee ha fatto bella mostra di sé. Insieme ai té della degustazione.

Ed eccoli: per la categoria té nero fruttato ho portato – e abbiamo assaggiato – il Bonheur prodotto dalla Fauchon e un té alla fragola della Whittard. Per la categoria té nero speziato mi sono buttata su una tipologia che è specifica di questo periodo: il té  Canto di Natale de La via del Té e un Weihnachtstee proveniente dal mercatino di Natale di Monaco di Baviera: entrambi sono un trionfo di spezie quali chiodi di garofano e cannella cui nel primo caso si aggiunge pepe e coriandolo, nel caso tedesco la scorza d’arancia. Infine, ho osato con il té più speziato in cui io mi sia mai imbattuta finora: il té dal souk di Dubai, talmente ricco di spezie (pepe rosa, cardamomo, cannella, chiodi di garofano) che il té nero fa quasi perdere le sue tracce.

La degustazione è stata un piacevole momento conviviale, casereccio quanto volete ma conviviale. La possibilità di poter sentire uno dietro l’altro té dai profumi tanto diversi è stata sicuramente un’esperienza interessante, diversa dal semplice “annuso e bevo”: perché qui si è trattato di far confronti, confronti dai quali risaltava ora questo ora quell’ingrediente segreto, a decidere quale sia il più buono (la mia amica propende per Bonheur, seguito da Canto di Natale, io  invece… non ve lo dirò mai!)

teatime

…siamo belline, vero? 🙂

Non importa il luogo, non importa il modo, importa chi e cosa: una tazza di té con le persone con cui si ha piacere di passare del tempo insieme.