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Alexandra David-Néel: il mio té preferito

mariage freresDi té ne ho bevuti tanti. Alcuni mi hanno incuriosito, alcuni mi hanno attratto, alcuni li ribevo sempre volentieri. Alcuni, ancora, se mi capita l’occasione li cerco e li bevo con rinnovato piacere ogni volta. Ma c’è un té, o meglio un té aromatizzato, che per me è il meglio in assoluto: Alexandra David-Neel di Mariage Frères.

Un té nero speziato, niente più. Eppure, è un té potentissimo, che unisce in sé la potenza delle spezie, il pizzicore del pepe e la dolcezza dei frutti e dei fiori. Annusarlo è una gioia, perché il mix sapiente di spezie e fiori delizia e solletica al tempo stesso. In tazza, poi, è il pepe a farla da padrone, anche se l’essenza floreale non si perde, e le altre spezie danzano in cerchio in tazza.

Scoprii quasi per caso il té Alexandra David Neel sul catalogo di Mariage Frères qualche anno fa. Poche righe che spiegavano chi fosse la donna che dà il nome a questo blend, donna che io non conoscevo e che invece è un’eroina francese molto nota nel suo Paese. Fu una viaggiatrice instancabile, femminista, molto decisa e sicura delle sue azioni: fu la prima donna ad attraversare il Tibet e ad entrare nella città proibita di Lhasa. Città proibita agli stranieri e ai non buddhisti, e proprio per questo meta ancora più ambita. Il viaggio che compì durò anni e fu ai limiti della sopportazione umana, ma alla fine riuscì nell’intento e rimase a vivere nella regione himalayana, che all’epoca, sullo scorcio della metà del Novecento, attraversava profondi mutamenti politici, per 17 anni, raccontando nei suoi diari e libri tutto ciò che avveniva laggiù con uno sguardo critico e piuttosto pragmatico. Da quando ne ho scoperto la storia, Alexandra David-Néel è entrata di diritto nella mia top 5 delle donne viaggiatrici, donne caparbie, da cui trarre ispirazione.

Il mio té Alexandra David-Néel by Mariage Frères

Il mio té Alexandra David-Néel by Mariage Frères

Tornando al té, da quando l’ho bevuto, quasi per caso, la prima volta, fidandomi di poche righe scritte su un libretto, è stato amore, così ogni volta che torno da Mariage Frères in Rue du Bourg-Tibourg a Parigi, nel cuore del Marais, lo ordino. L’ultima volta, poco tempo fa no, in effetti, ho voluto provare qualcos’altro. Ma l’Alexandra David-Néel l’ho acquistato: una scatola da 30 sacchettini in mussolina, che quando si apre sprigiona tutto il suo fenomenale profumo.

È incredibile come un semplice té abbia fatto così tanto: grazie ad esso ho conosciuto la storia di una donna incredibile; in più è l’esatta combinazione di spezie che per me raggiunge la perfezione, o comunque ci va molto vicino.

Così, ogni volta che me lo preparo, rinnovo quel momento di puro piacere, di sorpresa ogni volta, allo scoprire quante tonalità di spezie vi sono e quella nota fruttata che avvolge e si fa avvolgere.

Alexandra David-Néel è senz’altro il mio té preferito.

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Un té con le amiche in un pomeriggio di pioggia

Gli ingredienti ci sono tutti: un pranzo pantagruelico da un’amica che abita a un’ora di macchina dalla città, in una bellissima casa che ha il sapore di antico, quell’antico romantico che piace a tutte noi; il tempo piovoso anzi piovosissimo che ci invita a stare in casa al calduccio, mentre passano le ore tra una chiacchiera, una battuta e una risata. Il tempo vola quando si sta bene insieme; non si è finito di sparecchiare dopo il caffé che già si appressa l’ora del té. E che fai, rinunci forse al più conviviale di tutti i momenti che delle giovani donne possono passare insieme in una giornata di assoluto relax, unite dal solo piacere di stare insieme? Assolutamente no! L’acqua viene messa sul fuoco, si sceglie insieme il té, si prepara il vassoio con le tazze e si attende.

Il té è quel fantastico Alexandra David-Néel di Mariage Frères che la nostra ospite si procurò a Parigi dopo averlo assaggiato dalla mia teiera circa un anno fa, quando per l’appunto andammo a farci un viaggetto a Parigi, nel cui programma ebbi cura di inserire una visitina alla sala da té di Rue du Faubourg-Tibourg… per le tazze invece la scelta ricade su un divertente servizio di tazze natalizie, che la nostra ospite colleziona…è il tempo autunnal/invernale che ce lo impone!

un té con le amiche

Grazie a Irene per la foto…

 

Ma la cosa più sensazionale del nostro Five O’Clock Tea è costituita dai biscotti a forma di bustina di té. Qualche giorno fa girovagando su Pinterest ho trovato l’immagine e l’ho condivisa subito pensando “Belli! Prima o poi li faccio”, poi è arrivata Silvia/Fancyhollow che ha visto l’immagine e ha detto “Belli! Che ci vuole? Li faccio!” E così è stato! Del resto io è da un anno che dico che voglio fare i cupcakes, se si sta dietro a me non se ne esce…. I biscottini sono tanto belli quanto buoni! L’impasto è una frolla normale tagliata col coltello e forata a imitazione di una bustina da té, pucciata nel cioccolato fuso e, una volta raffreddata decorata col classico filo da bustine, al quale è fissato il piccolo logo della bustina. Un lavoro di fino, questo, decisamente degno di Silvia.

dolci bustine di té

Le dolci bustine di té preparate per l’occasione da Silvia/Fancyhollow. Grazie ad Ada per la foto…

Il risultato è un altro gradevolissimo momento di convivialità, di risate e chiacchierate, nell’atmosfera calda e un po’ ovattata della luce bassa, la stufa accesa, la pioggia fuori mentre ormai cala la notte, noi accoccolate in divano e in poltrona, con in mano la nostra calda tazza di té. Un’atmosfera senza tempo, un’immagine di calore umano che scalda il cuore. E con quello che succede là fuori, ogni tanto ce ne vuole.

five o'clock tea

Julius Leblanc Stewart, Five O’clock Tea, 1883

Da Mariage Frères, ancora una volta

Ci sono pochi posti al mondo ai quali sono particolarmente affezionata. Posti nei quali torno sempre volentieri, posti nei quali voglio tornare a tutti i costi quando capito da quelle parti. La sala da té di Mariage Frères in Rue du Faubourg-Tibourg, nel Marais, a Parigi, è uno di quei posti. Ed è, peraltro, il posto in cui due giorni fa ho proprio fatto questa riflessione: in pochi posti al mondo mi sento così a casa, così a mio agio, realizzo ogni volta un piccolo sogno personale. In fondo, e chi mi conosce lo sa, ci vuole veramente poco per donarmi il sorriso: e andare da Mariage Frères quando passo da Parigi è una di quelle cose che mi trasforma in una bambina felice.

Così è stato due giorni fa. Sono andata a Parigi a passare il week-end con alcune colleghe e, tra un giro alle Tuileries e uno sugli Champs Elisées, tra una puntata al Mercato delle Pulci di Porte de Clignancourt e una mostra alla Pinacothèque, non ci siamo fatte mancare una passeggiata, breve certo, ma intensa, nel Marais. Passeggiata che è iniziata subito con una sosta, una sosta di piacere nel Salon de Thé di Mariage Frères.

Eravamo in tre. Io, cartina alla mano, le ho guidate fino alla vetrina, dove già al solo vedere l’insegna gli occhi mi brilavano come ad una bimba davanti al negozio di caramelle! Che ci volete fare, sono fatta così! Sono le 16.30 di domenica pomeriggio, tra poco scatta l’ora del té, ma per fortuna siamo ancora in tempo per trovare un bel tavolino al piano di sopra. Ci viene dato insieme al menù il mitico libro “L’arte francese del té” che funge da guida nella scelta del té da degustare. Conoscevo già il libro, e personalmente so già cosa prenderò: quel té Alexandra David-Néel che presi già l’anno scorso, e che mi è rimasto nel cuore. Ma le mie colleghe? Sono confuse in mezzo al bene! Si lasciano guidare dalle spiegazioni del libro, spiegazioni più evocative che precise, veri capolavori di letteratura piuttosto che mero elenco di ingredienti;  di fatto è questo che fa il té: evoca sensazioni, non rivela precise le sue componenti, ma si lascia piuttosto indovinare, attraverso le atmosfere che crea.

Mariage Frères

Dunque, per me un té Alexandra David-Néel, (té che ho già descritto in un post dedicato alla mia ultima visita da Mariage Frères un anno fa), té nero complesso, fortemente speziato, ma in cui prevale il pepe, talmente persistente da prevalere in gola e quasi coprire qualsiasi tentativo successivo di assaggiare altri té. Ma assolutamente irrinunciabile, per chi l’ha assaggiato una volta: non ha i soliti frutti, non ha i soliti fiori, anche le spezie sono diverse, insomma, è qualcosa di assolutamente nuovo per i nostri palati già di per sé – nonostante gli sforzi – poco abituati al caleidoscopico mondo del té.

Una delle mie colleghe, dai gusti decisamente non comuni, alla ricerca di un té affumicato, è piacevolmente inciampata in un té Amateur,  un bel matrimonio tra té nero e té verde, delicatamente affumicato e ravvivato leggermente da fiori di gelsomino (molto ricercato dai conoscitori, dice la guida). L’altra mia collega sceglie invece un té Casablanca, un altro bel matrimonio, questa volta tra té verde alla menta marocchina e té al bergamotto, fresco e profumato.

Del resto bisogna osare, in un posto del genere, e le mie compagne d’avventura non si fanno sfuggire l’occasione! Mi danno molta soddisfazione! Le vedo contente, soddisfatte, divertite dall’ambiente e dalla situazione. Mi fa proprio piacere vederle perfettamente a loro agio, curiose e attente a leggere la guida dei té: rispetto al té che ci prepariamo di solito in pausa al lavoro, questa è tutta un’altra storia!

E non finisce qui: perché una volta bevuto il té e uscite dal Salon de Thé, si attraversa la strada e si entra nel Comptoir! Qui si scatenano i  nostri istinti di shopping estremo represso! Io personalmente, e contrariamente ad ogni pronostico, mi trattengo (ma solo perché la scorta che ho fatto in Australia solo un mese fa è decisamente troppo abbondante!), quindi acquisto un té Wedding Imperial (che le più attente, o le più assidue, tra voi sanno essere il nome che ho dato al tavolo degli sposi al mio matrimonio), al cioccolato e caramello, in elegante boite nera con logo di Mariage Frères, e una petite boite in vetro di bonbons au thé. Ah, e un trattato sul té del 1693 ritradotto e pubblicato solo ultimamente da Mariage Frères. Le mie colleghe invece si sdanno (come direbbe mio marito) e fanno spese pazze! Non vedo l’ora (sembra assurdo dirlo) di tornare al lavoro per poter provare durante la pausa ciascuno dei té acquistati da loro: le pause, e il lavoro, saranno più piacevoli, sia per l’accompagnamento del té, sia per i ricordi che ci susciterà!

acquisti mariage freres

A Mariage Frères va ancora una volta il merito di avermi fatto passare un’ora di pura meraviglia nella sua bella atmosfera calda e gialla, tra camerieri in livrea (anche se –eh-ehm– sbagliano ad assegnare il té nonostante lo abbiano preventivamente annusato!), dolci bellissimi, in foglia d’oro e composta di lamponi, ambiente raffinato ed elegante, una gioia per gli occhi e per lo spirito!

Mariage Frères, ma passion

Sono tornata di nuovo da Mariage Frères, nella splendida sala da té del Marais.
Ci sono pochi posti al mondo a me così cari da farmi illuminare gli occhi quando vi arrivo davanti: Mariage Frères é uno di questi, con il suo ambiente profumato, signorile e accogliente, una gioia per gli occhi e per lo spirito, per i sensi in generale.
É una gioia tornarvi ogni volta.

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