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Fresche infusioni per sere d’estate

Infine giunse l’estate.

E noi, amanti di quelle caldissime e corroboranti tisane alla mela e cannella rimaniamo orfani indifesi. Come fare a continuare a bere qualcosa di diverso dall’acqua e che ci dia la stessa soddisfazione di un infuso profumato?

La soluzione c’è: preparare degli infusi che, bevuti freddi, diano altrettanta soddisfazione che bevuti d’inverno caldi.

In questo post non parlo di té, ma mi rivolgo a ciò che té non è, anche se ogni tanto qualcuno tende a confonderli.

In particolare, per quest’estate  ho tre soluzioni da proporvi. Prendete appunti!

fresche infusioni per sere d'estate

 

 

Karkadé

Il karkadé è perfetto per chi da un’infusione fredda si aspetta un carattere particolarmente pungente e proprio per questo dissetante. Il karkadé, di colore rosso rubino, si ottiene dal fiore di ibisco. Spesso si trova in unione con la rosa canina, che contribuisce al carattere pungente dell’infusione e contribuisce al colore rosso. Potete preparare il karkadé con il normale procedimento che usate per il té, ovvero portando ad alta temperatura l’acqua, mettendo in infusione e poi aspettando che si raffreddi. Per rendere le cose più veloci potete preparare un’infusione particolarmente concentrata, quindi piuttosto forte, usando almeno due cucchiaini per tazza in luogo di uno (come prevederebbe un’infusione normale), dopodiché per raffreddare più velocemente buttate dentro cubetti di ghiaccio in modo da raddoppiare il volume dell’infusione. Il karkadé non ha bisogno di essere zuccherato. Tuttavia, se proprio non potete farne a meno, zuccherate appena pronta l’infusione calda, in modo che lo zucchero possa sciogliersi subito.

Cubetti di ghiaccio al karkadé

Un’alternativa è preparare cubetti di ghiaccio al karkadé: sono bellissimi, rossi rossi! Preparate anche in questo caso un’infusione molto concentrata, aspettate che si raffreddi e mettete nelle formine del ghiaccio. Quando i cubetti sono formati potete utilizzarli per aromatizzare e raffreddare un comune bicchiere d’acqua. Bella idea, vero? 😉

Rooibos

Il rooibos, ne ho già parlato in altre occasioni, è l’infuso di un arbusto sudafricano che per comodità viene chiamato té rosso, ma che con il té vero non ha niente a che vedere. Il suo colore in infusione è ambrato, dolciastro al sapore; solitamente viene aromatizzato con profumi dolci, come i frutti rossi, la ciliegia o la fragola, oppure delicati come la mandorla e il pistacchio: si tratta di profumi che non vanno in contrasto con la base rooibos. Anche il rooibos si presta ad essere bevuto freddo. Come nel caso del karkadé, va preparato come se fosse un’infusione calda e poi lasciata raffreddare. Tenete solo conto che a differenza del karkadé, il rooibos ha un aroma più delicato, per cui diventa difficile farlo risaltare se lo allungate con acqua o ghiaccio. Potete invece addizionarlo con frutta fresca in infusione: fragole, albicocche, ciliegie, pezzi di mela, ananas: una sangria analcolica che potrebbe stupirvi.

Frutta di stagione e rooibos: e l’infuso estivo è servito!

Tisana alla menta

La mia proposta, poco originale, forse, è la tisana alla menta. Conosciamo tutti il té alla menta, ampiamente bevuto nel Maghreb e associato ai Berberi o ai Beduini, comunque alle genti del Sahara. Il té alla menta solitamente è un té verde (per la precisione viene utilizzato un gunpowder cinese). Ma basta togliere il té verde per ottenere ugualmente un infuso fresco e dissetante. Le proprietà della menta sono note, per cui è inutile che vi dica quanto sia balsamica e profumata. A me non fa impazzire, sono onesta, ma mi piace utilizzarla in cucina in alcune preparazioni, come con le zucchine, proprio perché ha la capacità di svegliare alimenti che altrimenti alla lunga sarebbero mosci o stucchevoli al palato. Preparare una tisana alla menta è semplicissimo: acqua e qualche rametto di menta lasciato in infusione. Man mano che l’acqua raffredda la menta rilascia il suo profumo e caratterizza tantissimo l’infusione. La tisana fredda alla menta è pronta. Se preferite la versione dolce (del resto il té alla menta marocchino va bevuto zuccherato) ricordatevi di zuccherare subito, quando l’infusione è calda.

Il mio té alla menta a Tangeri

Volendo, se siete ggiovani e seguite le tendenze, potete stupire i vostri ospiti con una tisana mojito: semplicemente aggiungete a quanto vi ho detto qualche fettina di lime e lasciate in infusione. Oppure, e qui mi sconfesso subito, potete preparare un té verde mojito: té verde gunpowder, oppure bancha in infusione con menta e lime, zuccherato con zucchero di canna e servito nei bicchieri con ghiaccio tritato. Il té verde al posto del rum bianco è senz’altro l’alternativa analcolica che stavate aspettando, ne sono certa 😉 Altrimenti, se lo volete alcoolico, potete seguire la ricetta che ho scovato qui.

té verde Mojito. l’ideona dell’estate. Credits: achillea.com

Queste sono le mie proposte per affrontare al fresco questa lunga estate calda. E voi? Avete qualche tisana preferita per l’estate? Qualche ricetta segreta che volete condividere qui? Dai, dai, raccontatela nei commenti!

Fiori di ibisco e karkadé

imageQuest’estate in vacanza mi sono imbattuta spesso e volentieri nel fiore dell’ibisco. Non che non lo conoscessi, anzi. Ma per la prima volta, passando tutti i giorni davanti ad una serie di piante nel percorso dall’appartamento al mare, non ho potuto fare a meno di osservarli, di notarne le varietà differenti e di pensare, inevitabilmente, complice la sete perenne e il caldo drammatico che ci stanno accompagnando nel 2015, al karkadé, bevanda dissetante che si può gustare sia calda che fredda, che sovente viene accostata al té, anche se té non è, e che deriva proprio dal fiore dell’ibisco.

Così mi sono documentata, perché mi son chiesta, nella mia ignoranza, “possibile che dai fiori di una pianta ornamentale si tragga il karkadé? E come si fa?” Oh, avevo sete, in quei momenti avrei fatto qualsiasi cosa, sarei persino stata capace di produrre karkadé se ne avessi avuto la possibilità.

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E invece…
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È bastato un giro su Wikipedia, supportato dal confronto con altri link recuperati online, ed ecco svelato perché non basta avere una pianta di ibisco sul balcone per poter bere il karkadé.
Innanzitutto il karkadé si ottiene dal calice carnoso e rosso della varietà di hibiscus sabdariffa, diffusa in Africa nelle regioni subsahariane, e poi nei Caraibi e in India. Apprendo che in epoca fascista, quando l’Abissinia era colonia italiana, il karkadé era molto apprezzato e diffuso in Italia e sostituiva il té, la cui importazione era vietata.
Il fiore dell’hibiscus sabdariffa ha il calice rosso e i petali gialli. Il fiore è un po’ diverso da quello classico dell’ibisco rosso che noi tutti conosciamo, molto più diffuso nei nostri giardini, ma è ugualmente riconoscibile.
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In infusione si mettono i calici rossi del fiore, essiccati dopo la raccolta, che rilasciano il colore rosso e conferiscono alla bevanda quel sapore a metà strada tra l’aspro e il dolciastro, molto stuzzicante per togliere la sete. Il karkadé non contiene caffeina, ed ha diverse qualità: oltre ad essere rinfrescante e dissetante è un diuretico, digestivo, ricco di vitamina C.

Abbinato alla rosa canina, poi, costituisce la base di molti infusi a base di frutta: il colore è sempre rosso, mentre mutano i profumi in funzione di questo o quel frutto o fiore abbinato.

Tra l’altro, ora che ci penso, è da molto che non bevo un bel bicchiere di karkadé puro. Appena ne avrò l’occasione vedrò di rimediare, intanto però mi godo questi bei fiorelloni che sanno di estate, di sole e di belle giornate.
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Il Karkadé

Visto che siamo in estate, è giusto parlare di quelle infusioni che sono un po’ più “estive”, se ricordate il post sul té d’estate che ho pubblicato qualche tempo fa. Oggi, pertanto, voglio parlare del Karkadé, una bevanda dissetante che deriva dall’ibisco o, per essere più precisi, dall’Hibiscus Sabdariffa, una varietà di Ibisco che cresce prevalentemente in Nordafrica,  Caraibi e America Tropicale. E’ dall’infusione dei suoi petali essiccati che si ottiene il Karkadé, bevanda rossa leggermente acidula che è conosciuta in Europa fin dal XVIII secolo, ma che ha raggiunto il “successo” in Italia nel Novecento, tra le due Guerre. Questa è una curiosità storica: in epoca fascista vigeva il divieto di consumare prodotti non italiani, come il té, per esempio, mentre il karkadé, che era prodotto in Eritrea, all’epoca colonia italiana, fu considerato degno di essere importato e bevuto in grande quantità.

ibisco

il fiore dell'ibisco, della stessa famiglia della pianta del Karkadé

Non contiene caffeina, è un ottimo rinfrescante e dissetante, diuretico, digestivo, ricco di vitamina C. Si beve sia caldo che fresco e costituisce anche la base per numerosi infusi aromatizzati, solitamente in abbinamento con la rosa canina e frutta essiccata di vario tipo: in questo caso avremo infusioni il cui colore predominante è il rosso intenso e in cui si avverte una più o meno forte nota acidulata. Il rischio infatti, per molte infusioni di questo tipo, è che si senta solo il karkadé, mentre il resto degli ingredienti dell’infusione passa in secondo piano. Il karkadé ha un sapore molto intenso, una personalità molto forte, se vogliamo definirla così, per cui non va d’accordo con tutti i tipi di abbinamento, ha bisogno di contrasti piuttosto forti, altrimenti prevale solo lui. E questa è una considerazione che faccio a partire dall’esperienza di tante e tante tisane assaggiate ai frutti o ai fiori più disparati, ma che poi riconducevano ad un unico solo flavour: quello del karkadé.

karkadé

il rosso intenso del karkadé

credits: le informazioni per scrivere quest’articolo sono tratte da uno dei fogliolini informativi a disposizione dei clienti de La via del té di Firenze, e che io, naturalmente, mi sono procurata. 

È ESTATE: CI BEVIAMO UNA TAZZA DI TÈ?

Una bella tazza di tè caldo è l’immagine che normalmente si associa all’inverno, magari ad una giornata piovosa e buia. D’inverno il tè caldo dà ristoro, sollievo, fa compagnia, tiene caldo. Alcuni blend  sono poi tipicamente invernali: prendiamo il classico arancia e cannella, per esempio.

inverno

Vi fa venire caldo questa foto, eh? 😉

E d’estate? Non vorrete mica bere un tè nero arancia e cannella d’estate? Il solo pensiero già vi fa sudare! Per fortuna hanno inventato il tè freddo. Non parlo di quello in bottiglia o di quello liofilizzato che si compra al supermercato e si scioglie nella bottiglia di acqua minerale. Sto parlando di tè freddo fatto in casa. Come? È molto semplice: si fa sobbollire quant’acqua si vuole, si mette in infusione il tè che si preferisce (il classico è il tè alla pesca, naturalmente, ma anche altri frutti, in particolare quelli estivi ed esotici, possono regalare delle soddisfazioni). Ora zuccherate, se ritenete opportuno farlo, e quindi lasciate raffreddare. Certo, dovrete pensare un paio d’ore prima che vorrete bere il tè freddo, ma, come vedete, prepararlo è semplicissimo. Poi sceglierete voi come servirlo, se freddo di frigo o con cubetti di ghiaccio, fettine di frutta e un rametto di menta per guarnire.

ice tea

Ice tea! La risposta al caldo dell’estate

A proposito di menta, il tè alla menta del mondo arabo, anche se caldo, è la bevanda preferita dai beduini del deserto, e se non fa caldo lì…! Perché la menta ha un alto potere rinfrescante e soprattutto dissetante ed è l’ideale per affrontare il deserto mediorientale o sahariano. Provatelo la sera, dopo cena, molto zuccherato, e non ve ne pentirete.

Turkish tea and delights on wooden background

Turkish tea. Credits: pinterest

Infine, prima vi dicevo di non rivolgervi al tè liofilizzato. A meno che non vi troviate in Turchia. Lì va molto il tè in polvere alla frutta (alla mela, principalmente, ma l’ho bevuto anche al limone, all’arancia e alla ciliegia), che può essere preparato caldo o freddo. Io personalmente l’ho bevuto solo freddo e posso garantire che non è poi così male. In più è naturalmente zuccherato, per cui si rivela un’ottima bevanda per rinfrescare i caldi pomeriggi estivi.

Se invece non potete proprio rinunciare al tè o all’infuso caldo anche d’estate, potete comunque ricorrere a quei flavours che, anche se caldi, sono naturalmente rinfrescanti. Mi riferisco agli infusi ai frutti estivi o tropicali, quali la pesca, il mango, l’ananas; oppure al karkadé, anch’esso bevanda tipica del mondo arabo nord sahariano, di un bel rosso vivo e dal sapore lievemente acidulo, quindi stuzzicante. Se volete il tè, consiglio il tè bianco eventualmente aromatizzato al melograno, oppure il tè verde al gelsomino o, nuovamente, ai frutti esotici. Anche se caldo, vi deve ricordare l’estate!

Che sia caldo o che sia freddo, il tè è comunque un utile apporto in estate: già sapete quanto sia importante bere acqua col caldo per contrastare la disidratazione. Se invece che acqua pura assumiamo qualche buona sostanza in più, zuccheri e quant’altro sa contenuto nel tè e negli infusi, non può farci che bene contro l’afa e il caldo torrido.