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Dolce-tour a Galatina, a mangiare il pasticciotto

Sono appena rientrata da un educational tour in Salento. Anche se l’aspetto gastronomico non era quello rilevante, tuttavia io e le altre blogger e influencer non abbiamo avuto di che lamentarci, anzi. Il top l’abbiamo raggiunto a Galatina, dove abbiamo assaggiato il dolce tipico salentino: il pasticciotto.

dolce tour a galatina

Il pasticciotto

pasticciotto

Pasticiotto mon amour

Narra la leggenda che il pasticciotto sia nato a Galatina. Per la precisione lo inventò nel XVIII secolo il pasticcere Nicola Ascalone che, durante la festa della Taranta, essendo rimasto a corto di pasta frolla e di crema pasticcera con cui stava realizzando torte, decise di realizzare dei dolcini piccini. Non ne doveva essere molto soddisfatto, visto che da subito definì questo dolciume un “pasticcio”: ma lo regalò a un passante che evidentemente non la pensava come lui e che immediatamente sparse la voce di un nuovo strepitoso dolce. In breve tempo il pasticciotto si diffuse in tutto il Salento e la pasticceria Ascalone continua a portare avanti questa tradizione.

Il pasticciotto è appunto un piccolo dolciume di pasta frolla riempito di abbondante crema pasticcera. Servito caldo è davvero una libidine, ve l’assicuro, ma pure freddo ha il suo perché.

La pasticceria Ascalone a Galatina

Interni d’altri tempi, con la moquette rossa alle pareti, il pavimento a mattonelle bianche e nere, il bancone decisamente vintage: Ascalone ha mantenuto l’aspetto di un bel caffè del Novecento, anche se in realtà è piuttosto piccolino. Non produce soltanto pasticciotti, ma naturalmente chi viene qui, soprattutto da fuori, una sola cosa vuole. E una sola cosa porta via, tutto goduto.

Il dolce-tour di Galatina quindi ha solo una tappa: questa pasticceria; e ha un solo dolce: il pasticciotto. Va detto, però, che durante il mio soggiorno in Salento, ho assaggiato la torta pasticciotto, ovvero un trionfo di pasta frolla ripiena di crema pasticcera. La gioia la mattina a colazione. E un 10 al B&B Manipinta di Corigliano d’Otranto che me l’ha proposta.

pasticceria ascalone galatina

La Pasticceria Ascalone a Galatina: qui è nato il pasticciotto

Non c’è pasticciotto senza té

Lo so, lo so, il pasticciotto è un dolce della tradizione salentina e io arrivo qui ad abbinarci una bevanda che col Salento non c’entra nulla. Ma questo è un teablog, quindi non posso limitarmi a dirvi che in Salento si prende il caffé con ghiaccio e latte di mandorle, che è una delizia rinfrescante senza pari. Ci abbino perciò un té, com’è giusto che sia, e come questo blog prevede.

Il pasticciotto è un dolce che soprattutto a colazione dà il meglio di sé. Dunque ci abbino molto bene un blend di té neri, come ad esempio un English Breakfast (senza limone, mi raccomando!) oppure un té nero aromatizzato alla vaniglia, già lievemente più dolce e profumato, che va nella direzione del nostro dolciume. No a té agrumati, né speziati, che rischiano di snaturare la percezione al palato del pasticciotto. Potremmo chiamare questa colazione Salentinian Breakfast, che ve ne pare?

I due prodotti, pasticciotto e té, devono essere complementari, nella misura in cui l’uno esalta il profumo e i sapori dell’altro e viceversa. Un moderato equilibrio che dia quella sensazione che noi tutti abitualmente chiamiamo in un solo modo: goduria.

torta pasticciotto

La torta pasticciotto: ideale per il mio Salentinian Breakfast al B&B Manipinta di Corigliano d’Otranto

PS: questo non è in alcun modo un post sponsorizzato. Piuttosto, è un post in cui mi permetto di parlare di esercizi commerciali e ricettivi a mio parere validi. Siete liberi di seguire i miei consigli oppure no.

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Un dolce-tour a Prato

Non sono brava a preparare dolci. Però sono bravissima a mangiarli! E ad abbinare i té giusti. Così mi è venuto in mente che potrei iniziare a fare qualche dolce-tour alla scoperta dei dolci tipici e più buoni delle nostre città suggerendo, insieme, i té giusti per ciascuno di essi. Comincio con Prato, in Toscana, città nota in Italia per i cantuccini, ma che in realtà vanta una tradizione dolciaria e di pasticceria non indifferente! Armatevi di forchettina e cucchiaino virtuale: non vi sale già l’acquolina in bocca? Si parte!

Dolce-tour a Prato

Cantuccini

cantuccini al cioccolato Mattei e il mio té al cioccolato: la colazione dei campioni

I biscotti di Prato, o cantuccini, sono la vera specialità della città: sono biscotti secchi, nel cui impasto, secondo la ricetta tradizionale, si trovano le mandorle. Il massimo è gustarli con un bicchierino di vinsanto (il massimo del massimo è pucciarli nel vinsanto!). Esistono, come sempre, numerose varianti alla ricetta originale, sviluppate da alcune pasticcerie o forni di Prato e dintorni: cantuccini morbidi, con il cioccolato, al cioccolato, con i fichi secchi, con le albicocche, con la glassa di vinsanto (special edition per la visita del Papa a Prato nel 2015) e chi più ne ha più ne metta. Le numerose varianti le ho illustrate in questo post dedicato proprio alle tante varietà dei cantuccini e ho già dato qualche consiglio sugli abbinamenti col té.

Abbinamento col té: té nero arancia; té verde gelsomino

Pesche di prato

Sono dolcissime! Delle palline di pasta imbevute di alchermes, rotolate nello zucchero e unite due a due da crema pasticcera. Per i golosi e amanti dei dolciumi le peschine sono una leccornia, roba da leccarsi le dita!

Abbinamento col té: un profumato earl grey, che non sovrasta, ma che contrasta il troppo dolce delle pesche e dà una punta di agrumato che ci sta sempre bene

I luoghi

Biscottificio Antonio Mattei: a Prato (e anche fuori) è sinonimo di cantuccini. La confezione in carta blu si riconosce tra mille ed è garanzia di qualità e tradizione. Il forno produce ovviamente molti altri dolciumi: speciali sono i brutti ma buoni, per esempio, ma certamente troverete altre leccornie che soddisferanno la vostra curiosità. Il laboratorio, nel quale ho potuto assistere proprio alla preparazione dei biscotti in occasione di EatPrato 2016, profuma di dolce e di buono, come la cucina della nonna. Il biscottificio Antonio Mattei, fondato nel 1858, si trova in pieno centro a Prato, in Via Bettino Ricasoli, 20.

Branchetti Biscotti: Ho scoperto questo forno proprio grazie al cantuccino del papa: la ricetta dell’impasto giallo e della glassa bianca al vinsanto a imitazione della bandiera del Vaticano è nata infatti proprio nel laboratorio di Branchetti. Per il resto è un forno normale, con tutti i prodotti di pane, schiacciate e dolci che ci aspetteremmo in ogni forno toscano. Il forno Franchetti ha il laboratorio in via Rocchi, 8 e due punti vendita in via Gobetti 42 e in via Ferrucci 288.

I biscotti dell’Antico Forno Santi di Mignana

Antico Forno Santi: Bisogna desiderare fortemente di arrivarci, al Forno Santi di Migliana. Oppure bisogna mettersi in macchina, salire lungo la montagna alle spalle di Prato e ritrovarsi in questo piccolissimo paesino – due case, un circolino e un forno, per l’appunto – all’ora di pranzo. Allora vi prenderà matta la voglia di mangiare una schiacciata al prosciutto con un bicchiere di vino, e vi farete tentare dai biscotti di Prato che fanno bella mostra di sé nelle ceste all’interno della bottega: si tratta di cantucci morbidi, più grandi del solito, in alcune varianti rispetto alla mandorla che prevedono l’albicocca, oppure il fico, oppure il cioccolato. I miei preferiti sono al cioccolato bianco, per capirci. La gita fin quassù, in piena campagna, è molto piacevole. Il forno Santi di Migliana si trova a Migliana lungo la Strada Comunale di Schignano.

Pasticceria Nuovo Mondo: è la pasticceria delle “peschine”, portata in auge dal pluripremiato e pluristellato pasticcere Paolo Sacchetti, uno cui piace sperimentare, provare, e che proprio per questo è tra i migliori pasticceri del mondo. Le pesche di Prato non sono altro che la ripresa e la rivisitazione di un dolce tradizionale del quale a Prato si stava perdendo la ricetta. La Pasticceria Nuovo Mondo si trova in via Garibaldi 23 a Prato.

Pasticceria Mannori: Notissima a Prato per le storte, per la millefoglie e per il cioccolato, la pasticceria di Luca Mannori si trova appena fuori le mura, ed è una bellezza farvi colazione o prendervi, per l’appunto, il té. A me fu proprio indicata dal mio pratese preferito come il posto migliore per la millefoglie, ma una volta dentro, ci si lascia tentare da tutto il resto. La Pasticceria Mannori si trova in via Lazzerini, 2, a Prato.

Piaciuto questo Dolce-tour a Prato? E quale sarà la prossima tappa?