Posts Tagged ‘bere il té a Londra’

Il Masala Chai al Borough Market di London

Masala chai at Borough Market, London

Masala chai at Borough Market, London

Se vuoi conoscere lo street food londinese devi per forza pranzare almeno una volta al Borough Market: un mercato coperto dove accanto ai banchi delle verdure e del pesce puoi trovare tutti i banchini del cibo da asporto, o take away che dir si voglia. Dalle pies al kebab, passando per la cucina indiana e quella vegetariana, o al contrario agli immensi spiedini di carne o ai wurstel di tradizione centroeuropea. Il Borough Market è un’esperienza culinaria multietnica, un festival delle cucine del mondo che si svolge tutti i giorni, e che tutti i giorni fornisce il pranzo ai londinesi che lavorano nella city o a Southbank e ai turisti che ormai stanno imparando a conoscere questo posto.

Tra le varie attrazioni offerte non poteva mancare il té. Non parlo dell’English Breakfast o dell’Afternoon Tea, blend tipicamente inglesi che però hanno bisogno del loro proprio rituale per essere serviti, ma del té direttamente importato dall’India, in particolare dal Darjeeling, la regione che produce il té più pregiato.

Masala Chai at Borough Market: gli ingredienti

Masala Chai at Borough Market: gli ingredienti

Se volete fare un’esperienza di street-tea, trovate quello che fa per voi: una curiosa miscela che vi verrà preparata sul momento. Curiosa per due motivi: innanzitutto tutta la preparazione, e in secondo luogo per il sapore, particolarissimo. La bevanda che vi racconto è il Masala Chai, a base di té nero, latte e tanto tanto zenzero.

A prepararlo è una ragazza giovanissima che con maestria dosa gli ingredienti e prepara l’infusione come se fosse un rito.
In principio è il té, nero, speziato, cannella, cardamomo, chiodi di garofano e pepe, la classica miscela con la quale ormai identifichiamo il chai. Lo versa nei bicchieri di cartone (che io non sopporto, ma per lo street-tea ci vogliono), ma prima di tappare i bicchieri con il beccuccio di plastica agita del latte e lo versa. E non finisce qui. Perché l’ingrediente magico, quello che fa la differenza, è lo zenzero, che viene grattugiato sul momento e versato nel bicchiere. Quindi si mescola il tutto, si tappa il bicchiere e per 2 £ il Masala chai tea da asporto è pronto.

Il profumo è speziatissimo, il sapore dolciastro, grazie al latte che tutto blandisce, ma estremamente di carattere perché, se permettete, lo zenzero vuole farsi sentire.
Un’esperienza che, a distanza di un anno, ancora mi è rimasta impressa e ricordo con grande piacere.

Il Masala Chai in preparazione: lo zenzero grattugiato viene versato nel bicchiere di chai latte

Il Masala Chai in preparazione: lo zenzero grattugiato viene versato nel bicchiere di chai latte

Annunci

A gift from London…

Il bello di rendere pubbliche le proprie passioni e i propri interessi è che quando gli amici o i parenti vanno in giro per il mondo si ricordano di te e ti portano un pensiero, o un vero e proprio regalo attinente alla tua passione. Così siccome è arcinoto nel mio entourage che io adoro il té e tutto ciò che gli ruota intorno, se qualcuno va in vacanza all’estero si ricorda di me e al suo ritorno mi porta un té piuttosto che una tazza o delle spezie o chissà che altro.

Accade così che mi sono giunti da Londra – insieme alla famosa tazza che mi parla del té di cui vi ho parlato qui – due té provenienti dal negozio Whittard. Si tratta nella fattispecie di un Whittard Strawberry, loose tea, e un Whittard Mango, in bustina rotonda (flavoured teabags). Non li ho ancora provati, ma presto vi farò sapere cosa ne penso.

whittard mangowhittard strawberry

La Whittard of Chelsea è una casa di produzione di té inglese che vanta una bella tradizione, certo non paragonabile alla Twinings, e meno conosciuta fuori dalla Gran Bretagna,  ma ugualmente valida. In Londra ha almeno due negozi nel centro. All’epoca, quando andai io a Londra, mi ricordo che acquistai in uno di questi negozi una bella confezione completa di té Earl Grey, biscotti butter cookies e due marmellatine, ovvero tutto l’apparato utile per uno splendido english breakfast!

whittard of chelsea

La pausa del té è sacra, anche al lavoro

Ho letto qualche tempo fa un articolo che raccontava come in Gran Bretagna la pausa del té sia sacra anche al lavoro: una ragazza italiana raccontava che le sue colleghe londinesi alle 17 si staccavano dalle loro scrivanie e si preparavano una tazza di té. Tutto lavoro e niente spasso, il morale scende in basso, si diceva in un film di Totò: il concetto è lo stesso, per gli Inglesi che evidentemente non possono rinunciare al loro Five o’clock Tea. Avendone la possibilità, grazie al mio lavoro che mi consente di fare una pausa di mezz’ora e la disponibilità di una cucina per il personale, mi sono attrezzata anch’io, come le impiegate londinesi, per la pausa del té. Certo, la preparazione non ha nulla di aulico o solo lontanamente avvicinabile ad un té preparato con tutti i sacri crismi, ma è meglio di niente e, soprattutto, quello che conta è il pensiero!

L’occorrente è tutto riposto nel mio armadietto: un piccolo bollitore monoporzione, una delle mie tazze, una confezione di bustine di té contenente gli “avanzi” delle confezioni di casa: l’offerta è eterogenea, per la verità, ospita sia té che infusi. In questo momento per la precisione abbiamo qualche bustina di té al mango Dulphil, 2 bustine di karkadé Sonnentor, 3 bustine di infusi vari Harrods, 3 bustine di infusi vari pompadour, 2 bustine di té verde all’arancia Twinings, 2 bustine di té nero alla rosa Twinings, 2 di té nero alla vaniglia Meßmer, 2 infusi speziatissimi Yogitea. Lo so, non è proprio il cofanetto delle meraviglie, molti storceranno il naso pensando “Ecco, questa fa tanto la sofisticata quando parla della cerimonia del té, quando cita Kakuzo Okakura, quando descrive il Canone del Té e poi casca banalmente sul té in bustina preparato in un bollitore?!”

Giusta osservazione, ma come dicevo prima, al lavoro non posso fare più di tanto la schizzinosa, per cui mi dispiace, ma continuerò a fare così, Si beve il té per dimenticare il frastuono del mondo, dice un antico detto. Io bevo il té, al lavoro, per staccare dal lavoro. E se mi rilassa e mi fa stare bene, che sia un té in bustina o un bouquet di té, che sia preparato in un volgare bollitore o in una teiera di ghisa, non mi cambia assolutamente nulla. Io bado al risultato, per la mia mente.

Breve viaggio nel (mio) mondo del té

per chi ama il , come me, per chi, come me, ama sperimentare, non c’è niente di meglio, quando si va all’estero, di provare il té che all’estero viene bevuto, che si tratti di una nazione in cui la tradizione del tea-time è forte, come Gran Bretagna e Giordania, oppure di uno stato in cui il té è arrivato tardi e non esiste una forte tradizione, come la Francia o la Germania, o gli USA.

Voglio cercare di spiegare qui come il viene percepito e consumato nei paesi esteri in cui io e Lorenzo ci siamo recati, per quello che ho potuto capire.

Cominciamo dalla Gran Bretagna, ovviamente. Del té a Londra ho già parlato qui, e nel diario ho raccontato la nostra disavventura nel tentativo, fallito, di trovare il Brahma Museum of tea and coffe. A Londra la Twinings la fa da padrona, il suo negozietto sullo Strand è la mecca per gli amanti del genere. Visitando il negozio Twinings, ma anche facendo un giro in un supermercato di Earl’s Court, mi sono resa conto che “Paese che vai Twinings che trovi”, ovvero che non tutte le produzioni Twinings raggiungono l’Italia. Il che è un peccato perché io ora dove me lo procuro il té bianco al melograno? Da Harrod’s, ad un prezzo più elevato, si può acquistare invece qualcosa dell’omonima collezione, che consta ovviamente del classico English Breakfast e dell’Earl Grey, ma anche di un vasto assortimento di infusi profumatissimi ed esotici. A Londra, e quindi in tutta la Gran Bretagna, il té è tra le bevande più consumate, forse addirittura supera l’acqua e la birra, e non è strano, perciò, trovarlo nei negozi di souvenir accanto alle cartoline! Ovviamente ho comprato anche quello…

twinings

Passiamo alla Francia. A Parigi sono stata in due splendide sale da té, di cui ho parlato qui. Una, di tradizione araba, è splendida per il té alla menta, il té tipico in Medio Oriente e nell’Africa mediterranea. Si trova nel quartiere latino, splendidamente arredata, tanto che l’atmosfera arabeggiante di ori sete e specchi è affascinante. Per soli 2 euro un bicchiere di puro piacere, zuccherato e delizioso. L’altra sala è di tradizione decisamente europea. E’ il Salon de thè des Frères Mariage. A Parigi ha 3 sedi, e io conosco solo quella del Marais. Ambiente sofisticato, con i camerieri in livrea, servizio ottimo, e chiaramente costoso, dove una tazza di tè giallo, il più pregiato, costa la bellezza di 37 euro. Di un posto così non si può non innamorarsi! Attiguo alla sala è un negozietto in cui si può acquistare tutto il té che si vuole, tra gli ottimi blend sulla carta o i classici e puri té direttamente importati da India, Ceylon, Cina e Giappone.

La Germania non mi ha offerto particolari attrattive, ma solo qualche suggestione: ai tedeschi piace dolce: blend dolcissimi in cui la fanno da padrone la ciliegia, i frutti rossi, la vaniglia…tutti profumi dolcissimi, sia che si tratti di infusi sia che abbiamo davanti un rooibos (ndr: arbusto sudafricano da cui si ricava una bevanda utilizzata per infusioni ma senza teina) o un altro tipo di té nero. Il mercatino di Natale di Monaco, poi, è l’occasione per provare blend ancora più speziati e avvolgenti.

marcatini di natale monaco

La Giordania mi ha regalato delle soddisfazioni. Come ogni paese arabo che si rispetti, la cultura del è molto diffusa. Spesso nelle aree turistiche e di ristoro si trova qualche ragazzetto che per un dinaro ti versa un bicchiere fumante di té alla menta o alla salvia. La tradizione beduina detta che in ogni tenda nera ci sia un focolare su cui sta a bollire il té per gli ospiti. Ciononostante la Lipton è giunta fin qui e la sua pubblicità fa mostra di sé per le strade di Amman.

giordania

New York, infine. Se volete qualcosa di innovativo andate a Chinatown e chiedete il Bubble Tea, un té freddo addizionato con perle gelatinose di tapioca. Sensazione strana ma piacevole, nel momento in cui si beve, e soprattutto la certezza di stare provando una cosa che solo pochi dei milioni di turisti a New York ogni anno provano!

L’unico neo di Chinatown è stato per me la delusione nello scoprire che il té cinese comprato in un negozio del quartiere in realtà è confezionato a Los Angeles. Per una volta che il made in China poteva essere una garanzia di qualità…

Quanto al resto ho sperimentato solo una volta una cerimonia del té cinese, a Higan, Abano Terme, nel 2007, e una cerimonia per la preparazione del té giapponese Matcha a Genova. La cerimonia di Higan era stata molto suggestiva, con un vero maestro del té che per un’oretta ci ha trasportato in Cina, a preparare il té Oolong in quella piccolissima teiera e a berlo in quelle ancor più piccole tazze…La cerimonia del té matcha è stata invece un bell’avvicinamento ad un aspetto della cultura giapponese, certo, ma mutuato da un giapponese che ormai da molto tempo si è occidentalizzato ed ha cercato di fondere i vari aspetti contrastanti di due culture, giapponese ed europea, per molti versi contrastanti tra loro.

Té e (è) tranquillità

Si beve té per dimenticare il frastuono del mondo“: è una delle frasi che si citano più correntemente a proposito della cultura del té. Il rito del té, in Cina dove nasce e in Giappone dove viene rielaborato, è un’azione lenta, pacata e tranquilla. Non è un caso se alcune tradizioni coinvolgono Buddha nella scoperta del té e se i minaci tibetani ne erano e ne sono grandi consumatori. In Giappone il té e il Giardino del té si associano allo zen. Pace, armonia, serenità dell’animo si accompagnano alla cerimonia del té.

In Gran Bretagna il Five o’clock Tea è un insostituibile momento di relax e di sosta durante la giornata. Non solo, il té è un rito comunitario, momento di condivisione, di chiacchiere e di conversazioni piacevoli. Il Té delle Cinque, nei salotti inglesi è un momento di importante socializzazione, pervasa però damun’atmosfera un po’ snob da salotto letterario.

Nel mondo arabo sono i beduini, gli abitanti del deserto, che principalmente fanno uso di té. Il momento del té presso la tenda nera dei beduini, nel deserto giordano, è un momento di sosta, di incontro, di discussione. E’ un onore essere invitati sotto la tenda a prendere il té: vuol dire essersi guadagnata la fiducia del capofamiglia. E poi si sa: sedere intorno al fuoco è da sempre un momento di pace dopo il lavoro, gli impegni, le fatiche della giornata.

tè alla menta beduini

Potrebbe sembrare una contraddizione: il té, che contiene un eccitante, la teina, è in realtà il protagonista del momento più calmo, sereno e rilassato di tutta la giornata per culture molto distanti tra loro.

Nel mondo moderno, dove si può prendere il té da asporto da Starbuck’s, si sta perdendo il senso della pausa rilassata. E’ sempre più difficile trovare tempo per un proprio, personalissimo rituale del té, il tempo per fermarsi, per gustare con calma una tazza fumante e profumata. Non è necessario essere in compagnia. E’ importante però prendersi tutto il tempo necessario, come da sempre il rito del té prevede.

Ricordando Londra…

Una tazza di té per risvegliare ricordi sopiti…

Pochi minuti fa chiacchieravo con un vecchio amico che non sentivo da tempo. Mi ha detto: “Due settimane fa ho pensato a te” “E come mai?” “Perché ero a Londra davanti al negozio di té“. Il negozio di té in questione era Twinings, sullo Strand, e per me è stato come un rituffarmi nel passato, indietro a quella mattina autunnale in cui sono arrivata davanti al piccolo negozietto che vende il té più esportato al mondo.

Ricordo che quando ci sono arrivata davanti mi sono affacciata per guardare dentro incuriosita, quasi come i bambini che spiaccicano il naso contro la vetrina di un negozio di dolciumi; ho fatto alcune foto ricordo di rito, dopodiché mi sono immersa nel magico mondo Twinings.

twinings

Molti storceranno il naso al sentir parlare di questo storico marchio. I puristi, abituati a infusioni pregiate di raccolti rari, non possono certo tollerare che si parli del re dei té per la grande distribuzione. Mi perdonino, ma credo che sia importante spendere qualche parola non solo sulla Twinings, ma sul té a Londra in generale.

Innanzitutto ricordo con delusione e amarezza che non sono riuscita a trovare, all’indirizzo al quale era segnalato, il Brahma Museum of Tea and Coffee. Di fatto, ho scoperto, al mio ritorno, che The Museum and Tea Room are closed for refurbishment until early 2009. Un vero peccato. La mia visita a Londra è stata senza dubbio incompleta.

C’è da dire poi che buona parte dei souvenirs che un turista può acquistare a Londra è costituita dal té: sfuso in belle scatolette di latta ricordo, non si può fare a meno di tornare a casa con la composizione english breakfast+earl grey. Macchine da soldi cui corrisponde un té che non sempre è di buona qualità: ottimo però da regalare agli amici!

Harrods ha la sua personale produzione di té e infusi, in confezioni coloratissime che costano un’esagerazione (e la sterlina non aiuta), ma che allietano la dispensa con i loro profumi.

Da buona turista che si rispetti, di quelle che vanno a comprare i souvenirs gastronomici direttamente al supermercato, ho fatto naturalmente incetta di té, tanto che sono tornata a casa con la valigia che letteralmente ne scoppiava (e profumava)!

La chiacchierata con il mio vecchio amico mi ha fatto ricordare il mio breve, ma intenso, soggiorno a Londra, le missioni da Harrods e da Twinings, la valigia colma di caldi e profumati ricordi al ritorno.

Do you want a cup of tea?