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Il té più antico del mondo

Dopo “Indiana Jones e il tempio maledetto” e “Indiana Jones e i predatori dell’arca perduta” ci vorrebbe un “Indiana Jones e la prima tazza di té”. Sì, perché sono state scoperte le più antiche foglie di té nella tomba di un imperatore cinese che regnò 2150 anni fa circa. E questa è la più antica testimonianza della conoscenza e del consumo delle foglie di té.

Archeologia e té. Metteteci pure un viaggio in un luogo lontano, com’è la Cina, e mi mandate in estasi totale!

Ma andiamo con ordine. La notizia, pubblicata dall’Indipendent, racconta che un team di archeologi ha scoperto nel corredo della tomba dell’imperatore Jing Di, della dinasta Han, morto nel 141 a.C., all’interno di una scatola di legno, i resti di foglie di té. Lo scavo era stato condotto già negli anni ’90, ma solo oggi, con le moderne tecniche di analisi scientifica, si è potuto scoprire che quei resti di 2150 anni fa erano té. Un té pregiato, probabilmente, se si meritò di finire nel corredo della tomba insieme ad altri numerosi oggetti e generi alimentari che l’Imperatore si sarebbe portato nell’Aldilà: contenitori di cibi, figurine e animali in terracotta, armi e alcuni carri a grandezza naturale con tanto di… cavalli.

Una parte del corredo della tomba di Jing Di. Le analisi hanno rivelato che vi era anche del té, il più antico di cui si abbia notizia

Una parte del corredo della tomba di Jing Di. Le analisi hanno rivelato che vi era anche del té, il più antico di cui si abbia notizia

La tomba, musealizzata, si trova vicino alla città di Xian, è visitabile e l’allestimento è spettacolare: qui trovate le foto.

chissà se già 2150 anni fa le piantagioni di té in Cina si presentavano così...

chissà se già 2150 anni fa le piantagioni di té in Cina si presentavano così…

Il té doveva essere dunque non solo una bevanda nota, ma doveva anche essere considerata degna di un imperatore. Chissà come doveva essere il té all’epoca, come veniva lavorato, come veniva coltivato, se era già una produzione su larga scala e se tutta la popolazione lo poteva bere oppure se era prerogativa di pochi. Chissà se era una bevanda pregiata e su di essa era imposta una tassa, oppure se era già una bevanda talmente comune da essere bevuta da chiunque in qualunque momento della giornata. Chissà che cosa si utilizzava per preparare una tazza di té: quali strumenti? Esistevano già le teiere, o venivano utilizzati altri contenitori che magari gli archeologi hanno già rinvenuto in qualche scavo senza indovinarne l’uso? Orsù archeologi teinomani! Cercate nuove risposte!

Ora bisogna riscrivere i libri di storia. Jing Di non è più un semplice imperatore cinese. È l’imperatore che beveva il té.