Iced Tea e Bubble Tea a Firenze

Estate, sole, caldo, ferie già finite e già rientrata a lavoro. Ho sete. Ho tanta sete. E sono accaldata. E voglio qualcosa di fresco e di buono. E poi e poi e poi.

Ho trovato a Firenze 3 posti che soddisfano tutte le mie esigenze estive: bere un té freddo, se bubble ancora meglio, sorseggiandolo per le vie della città in modo da non avvertire il caldo e, soprattutto, godendomi un prodotto davvero di qualità.

FirenZen

Cominciamo da FirenZen, ultimo arrivato tra i ristoranti giapponesi (veri) a Firenze. Per conquistare anche il pubblico dei passanti questo locale in via Guelfa propone iced matcha latte oppure, su richiesta, Iced green tea, che poi è semplicemente il matcha freddo.

Sapete tutti cos’è il té matcha: è il té verde in polvere tipico della cerimonia del té giapponese. Un rituale antico prevede movimenti e strumenti particolari per la preparazione di questo té dal sapore unico e concentrato. Tuttavia nel tempo e in Occidente il matcha ha preso piede in cucina, dove è utilizzato per aromatizzare e caratterizzare soprattutto i dolci (qui la ricetta delle madeleines di Pane Libri e Nuvole), e per bevande come il matcha latte, appunto.

Inutile dire che le due preparazioni proposte da FirenZen diano esiti differenti: l’Iced matcha latte rinfresca ma non disseta, ed è dolciastro. Il matcha ghiacciato, invece, è amarognolo: a tutti gli effetti un té matcha, che di base è amaro e concentrato, con aggiunta di ghiaccio. Ognuno scelga il suo preferito! Io, ovviamente, preferisco il matcha ghiacciato.

Matcha latte (fonte: pinterest)

San Tea House

Diladdarno, come si dice da queste parti, a pochi passi da Palazzo Pitti si trova San Tea House, un locale gestito da ragazzi orientali che parlano a malapena l’italiano, ma che sanno farsi capire. La clientela è per la maggior parte giovane e orientale, che per quanto mi riguarda è garanzia di qualità. Propongono una vasta scelta di Ice Tea, di Cold Tea e di Bubble Tea. Qui ho preso bubble tea sia freddo che caldo, a seconda della stagione. Mi piace molto il Bubble Tea Ice al mango, ma anche quello tradizionale al té nero regala soddisfazioni. Il locale ha il wifi e i tavolini per sedersi, sicché non è necessario dover bere per forza per strada. Certo che la soddisfazione di bere il bubble tea guardando Ponte Vecchio però è notevole…

Sapete tutti cos’è il bubble tea: è una bevanda a base di té nero o verde, aromatizzato o meno, con aggiunta di latte o meno, caldo o freddo a seconda di come lo si desidera e addizionato con perle di tapioca, nere e gelatinose o, in alternativa, da gelatine di frutta. Le perle di tapioca si depositano sul fondo del bicchiere e per berle occorre una cannuccia molto larga che viene ovviamente fornita col bicchiere. Si tratta di una bevanda da passeggio inventata a Taiwan e che ormai ha preso piede in tutto il mondo.

Just Tea

Nella zona del Mercato centrale, in via Sant’Antonino, si trova Just Tea. Stesso concept di San Tea House, gestito da personale orientale e frequentato da giovani orientali e da turisti stranieri, propone milk tea (bubble tea), ice tea, granite e frullati. Ampia scelta e menu in italiano, inglese e cinese.

Ho preso un normale milk tea/bubble tea al té nero con le perle di tapioca. Per gli ice tea è prevista la possibilità di aggiungere jellies, ovvero gelatine di frutta. Interessante la proposta della granita al matcha, che voglio provare quanto prima. Il locale, che è ospitato in un edificio storico nel quartiere del Mercato Centrale di San Lorenzo, fornisce wi-fi (così come anche San tea House). L’ambiente è accogliente, con tavolini, ma non è particolarmente grande.

E allora, vi ho dato 3 buonissime idee per un drink rinfrescante e corroborante? Fatemi sapere se conoscete locali analoghi in altre città d’Italia!

Annunci

Tisane a freddo in filtro L’Angelica: come ho svoltato l’estate

Un’idea per l’estate: infusioni in acqua fredda by l’Angelica

Nei miei post estivi vi ho parlato spesso di come preparare té freddi secondo i metodi tradizionali o più innovativi. Vi ho raccontato quali infusioni si prestino bene ad essere preparate fredde, come preparare un ice-brewed tea, un té infuso direttamente nel ghiaccio, come aromatizzare l’acqua con i cubetti di ghiaccio al té, come preparare il calippo al té. Sicuramente, però, si tratta spesso di metodi che richiedono tempo oppure programmazione: entrambe cose che io spesso e volentieri non ho, dato che lavoro e che sono spesso fuori casa.

E allora come fare per avere subito il mio necessario té o infuso freddo? 

L’Istituto Erboristico l’Angelica ci ha pensato creando una gamma di prodotti in filtro fatti apposta per l’infusione a freddo: acqua a temperatura ambiente oppure fresca e bustina, che rilascia nell’acqua i suoi aromi e sostanze come se fosse un’infusione a caldo.

La gamma è piuttosto varia. Io ho provato la versione “Tisana sgonfiante digestiva” un po’ perché al supermercato ho trovato solo quella, un po’ perché mi piaceva l’accostamento fragola, limone, genziana, camomilla e zenzero. Il mio gusto mi ha dato ragione: il sapore è davvero piacevole in bocca, fresco e dissetante. Se sgonfia non lo so. Io ne ho tracannato litri quest’estate e sicuramente posso dire una cosa: è diuretica.

I prodotti di questa linea comunque sono numerosi e variano dal té al limone alla Tisana Abbronzatura (ah! Averla scoperta prima!): un infuso a base di curcuma, vitamina C e vitamina A al sapore di mandarino.

La vita per chi ama il té e gli infusi, ma non ha voglia di mettersi lì a prepararselo freddo e ad aspettare ore e ore che il ghiaccio si sciolga o che l’infusione si accettabile, è sempre più facile. Sarei curiosa di sapere quale principio sfruttano le infusioni a freddo per riuscire rispetto ad una normale bustina di té che ha bisogno dell’acqua calda: chissà se qualcuno all’Angelica leggerà il post e mi vorrà rispondere. La mia è una curiosità che mi piacerebbe soddisfare. 🙂

Oggi cambio genere: caffé verde

Il mio caffè verde

No, tranquilli, la lunga pausa estiva (ben un mese senza pubblicare alcunché sul blog! Ma la pagina fb ha continuato ad essere aggiornata) non mi ha fatto perdere la retta via del té. Semplicemente, stamani ho riscoperto in casa un barattolo di caffé verde che poco tempo fa mi ha regalato mia madre dicendomi:

“Tu che bevi tutte quelle cose strane lì, magari ti garba anche questo”

Certamente, mamma, mi è garbato anche questo.

Diciamo subito una grande grandissima verità, così da fugare ogni dubbio. Il caffè verde non ha niente a che vedere col té, visto che è un caffé. Ma siccome si prepara per infusione, forse qualche punto in comune ce l’ha. Ecco perché ne parlo qui.

Cos’è il caffè verde?

Venuto di moda pochissimi anni fa, il caffè verde non è altro che caffè in chicchi, ma crudi. Il caffè nero, quello che tutti noi abbiamo presente, è in chicchi neri perché già tostati che solo al momento della vendita o del confezionamento sono torrefatti e macinati (avete presenti le torrefazioni? In alcuni paesi o in alcuni quartieri delle città qualche torrefazione che macina il caffè sul momento si trova ancora…). Il caffè verde è caffè in chicchi verdi, che ancora non hanno subito (e che non subiranno mai) la tostatura.

Ma era proprio necessario inventarsi il caffè verde? Cos’ha di diverso dal caffè normale, colore a parte?

Beh, di diverso ha almeno due cose:

  1. la caffeina

  2. il metodo di preparazione

La caffeina nel caffè verde è a rilascio lento e graduale: ciò vuol dire che bere una tazza di caffé verde non dà il picco di energia come la tazzina di caffè espresso, ma rilascia un costante ed equilibrato quantitativo di caffeina nell’arco del tempo che ne fa perdurare gli effetti più a lungo. In questo senso svolge la stessa funzione del té verde col rilascio di teina, a lenta somministrazione, rispetto al té nero che invece dà immediatamente il picco.

chicchi di caffè nero e verde a confronto. Credits: Riza.it

Come si prepara il caffè verde? I chicchi vanno tritati, quasi polverizzati, quindi un cucchiaino generoso va messo in infusione in una tazza di acqua calda a 80° per 5/10 minuti. Il sapore è strano, sembra di bere l’acqua in cui sono stati a bagno i legumi, con un vago sentore di caffè, ma nel complesso è gradevole. E soprattutto noi siamo aperti a qualsiasi tipo di sperimentazioni, no? 😉

Se cercate in internet troverete che il caffè verde ha grandi proprietà in grado anche di far dimagrire. Come sempre sono scettica quando viene detta la parola magica “dimagrire” perché nessuna sostanza da sola è così miracolosa da risolvere i problemi di linea se non le si abbina una corretta alimentazione e un’adeguata attività fisica.

In ogni caso vale la pena di provarlo, no? Voi l’avete mai bevuto o lo bevete abitualmente? Cosa ne pensate? Come vi trovate? Sono curiosa di sapere il vostro parere!

FALSO! 7 miti da sfatare sul té

È giunto il momento di sfatare alcuni miti sul té. Sì, perché nonostante la conoscenza del té in Italia si stia diffondendo anche piuttosto rapidamente (prova ne sono i tanti shop online, i negozi e le sale da té che offrono finalmente un’offerta diversificata, i corsi sul té come quello di Vania Coveri che ho frequentato pochi mesi fa a Firenze), ci sono ancora tante false credenze e tanti luoghi comuni che circolano sul té. Io ne ho individuato alcuni, che propongo qui. In fondo al testo trovate un’agevole infografica che riassume questi punti.

1) Il miglior modo per bere il té è accompagnarlo con una fettina di limone

FALSO!

È un uso italiano duro a morire, ma non è assolutamente il modo migliore per bere il té! Innanzitutto perché il limone modifica tantissimo il gusto del té, e poi perché ne modifica le proprietà organolettiche. Diffidate da quelle sale da té in cui vi servono al pomeriggio una bustina di English Breakfast e una fettina di té: non sono vere sale da té. Fuggite da quei locali in cui la fettina di limone è già dentro la tazza e non poggiata sul piattino! Il té, qualunque esso sia, va bevuto senza limone, in purezza e possibilmente senza zucchero o miele, proprio per sentirne al meglio il profumo e il sapore.

Una tazza di té con la fettina di limone? No grazie! Credits: veralline.com

2) Lo zucchero esalta il sapore del té

FALSO!

Zucchero nel té. credits: Viaggiointornoalté

Lo zucchero, come qualsiasi dolcificante, modifica il sapore, non lo esalta, ma lo addolcisce, lo rende più gradevole – per chi ama le bevande zuccherate – e altera la percezione del gusto. Nei té puri, verdi o neri che siano, mettere lo zucchero è quasi un sacrilegio: proprio perché si perde totalmente il bouquet di partenza, ciò che fa la differenza tra un té di qualità, proveniente da un giardino particolare o da un determinato raccolto, e l’altro.

Non sto dicendo che non dovete mettere lo zucchero nel té, quello dipende dai vostri gusti. Semplicemente, non è vero che esalta il sapore, ma al contrario lo copre.

3) Il té in bustina è meglio del té sfuso

FALSO!

Meglio? Da che punto di vista? Della praticità, forse. E in effetti è proprio per una finalità pratica che fu inventato il té in bustina, e che le teabags ebbero grande diffusione, inutile dirlo, durante la Seconda Guerra Mondiale: invece del té sfuso, più difficile da gestire in situazioni di non comodità, la bustina permetteva una veloce e pratica infusione.

Il té dentro le bustine però, salvo rarissimi eccellentissimi casi che si trovano sul mercato, è costituito da foglie di té rotte quando non addirittura polverizzate. La qualità di un té, invece, la fa l’arrotolamento e la lavorazione della singola foglia intera, mentre le foglie che si rompono non finiscono nei té sfusi, ma in quelli da destinare alla bustina.

Una comunissima bustina di té. Credits: greenme.it

4) Il té non contiene caffeina

FALSO!

La teina non è che lo stesso nome della caffeina, e il té la contiene. A seconda della lavorazione del té, se nero o verde, cambia la modalità di rilascio di essa (che comunque è contenuta in quantità ridotte rispetto ad una tazzina di caffè): a rilascio immediato nel caso del té nero, a rilascio lento nel caso dei té verdi.

5) L’acqua per il té deve bollire a 100°

FALSO!

Il livello di calore dell’acqua varia in linea generale dai 90° per i té neri ai 70° per i té verdi, con alcune eccezioni che vanno valutate (e vengono indicate) caso per caso. Come fare a sapere a quale temperatura si trova l’acqua? La cosa migliore è usare un bollitore elettronico che dia l’indicazione della temperatura. Impostata quella, l’acqua si riscalda fino alla temperatura stabilita. Et voila, neppure un grado andrà sprecato. Se invece usate il solito vecchio e rassicurante pentolino (oui c’est moi!), potete basarvi sull’osservazione e l’udito per capire all’incirca la temperatura: a 70° si cominciano a formare sul fondo le prime bollicine, simili a occhietti. A 80° cominciate a sentire un gorgoglio, ma ancora non è ebollizione. A 90° le bolle salgono in superficie. A 100°… beh, lo sapete tutti come bolle l’acqua, no? 😉

6) Il té verde fa dimagrire

FALSO!

Il té verde fa dimagrire solo se svolgete una corretta e costante attività fisica e un’adeguata alimentazione. Il che vuol dire che dovete svolgere attività fisica unita ad un’adeguata alimentazione a prescindere dal té verde, se volete dimagrire.

Diffidate da quei siti web o da quelle pubblicità che per vendervi il té verde vi dicono che, per l’appunto, fa dimagrire. Fa bene bere molti liquidi, a prescindere che siano té verdi, neri, acqua liscia, succhi di frutta, infusi e tisane. Fa bene, dunque, ma non fa dimagrire né, tantomeno, brucia i grassi (altra castroneria che ho letto in giro, sia su riviste cartacee che sul web).

Una piantagione di té nel Darjeeling, India. La coltivazione del té in India è stata introdotta dagli Inglesi. Credits: NyTimes.com

7) Gli Inglesi hanno imparato a bere il té in India dagli Indiani

FALSO!

Furono gli Inglesi a importare le piantagioni di té in India, nelle montagne dell’Assam e del Darjeeling. Essendo il popolo colonizzatore, imposero i loro usi, tra cui quello del té. In India il Chai era inizialmente un’altra cosa, una miscela di latte e spezie. Introdotto il té dagli Inglesi, esso fu aggiunto a questa miscela. Ma in India, altrimenti, del té all’Occidentale ne avrebbero fatto tranquillamente a meno. Tra l’altro, che si sappia, le prime piantagioni furono impiantate dagli Inglesi di nascosto perché fino a quel momento (metà ‘800) la produzione mondiale di té era monopolio cinese che guadagnava un sacco di soldi dal commercio con l’Europa (non solo Gran Bretagna, ma Francia e Olanda). Coltivando direttamente il té nel proprio territorio, invece, gli Inglesi risparmiarono un bel po’ di spese di esportazione, di dazi e di tasse.

Col tempo, le piantagioni indiane divennero delle produzioni di grandissima qualità: i vari Giardini del Darjeeling sono considerati tra le più pregiate produzioni di té nero al mondo, mentre per le produzioni dell’Assam è utilizzata una cultivar di camelia sinensis particolare e indigena, la Assamica, per l’appunto.

Con quest’ultimo falso mito storico concludo questa rassegna. E voi avete altri falsi miti che vorreste sfatare? Esponeteli nei commenti, che sono curiosa! Poi ne discutiamo insieme!

Godetevi ora l’infografica!

Lavanda, lavanda ovunque, lavanda… da bere

Negli ultimi anni mi è venuta la fissazione per la lavanda. Prima l’ho inseguita in Provenza, poi l’ho cercata nella mia Liguria; anche qui sul blog ne ho parlato: a proposito del miele prodotto in Provenza dalle api operose che ronzano incessantemente nei campi tutti lilla.

Un campo di lavanda a Drego, entroterra ligure (Andagna, Molini di Triora, IM)

Mi piace il profumo, mi piace vederla in fiore in distese sconfinate oppure solitaria, nata spontaneamente in una spaccatura della roccia. Mi piace osservare il lavorio degli insetti su ogni fiorellino, mi piace ascoltare il loro ronzio.

Una farfalla in posa sul fiore di lavanda. Drego (Andagna, Molini di Triora, IM)

Mi guardo intorno e vedo che non sono la sola ad amare la lavanda. Siete, siamo, sempre di più. Così perché non unire l’utile al dilettevole e, tra una foto del mio reportage ligure sulla lavanda e l’altra, non buttare là qualche idea per bevande estive al profumo di lavanda?

Una pianta spontanea di lavanda nasce da una “fascia” a Drego, in Liguria

Ho colto queste idee svolazzando come un’ape di sito web in sito web alla ricerca di qualcosa di stuzzicante. Et voilà la prima indicazione: perché non preparare un’acqua aromatizzata?

Le acque aromatizzate sono una leggerissima e profumata alternativa all’acqua. Sono solitamente a base di frutta, agrumi in particolare o di aromi, come le foglie di menta. Si preparano a freddo e vanno conservate e consumate fredde. E poi, cosa che non guasta, siccome l’occhio vuole la sua parte, vanno preparate in arbanelle o in brocche trasparenti nelle quali diventa fondamentale giocare anche cromaticamente con gli ingredienti, per dare un tocco estetico e, soprattutto, estivo.

Il campo di lavanda di Drego, Liguria

La prima acqua aromatizzata alla lavanda che vi propongo l’ho scovata sulla rivista di cucina “Ci piace”: prevede di spremere il succo di due limoni in una caraffa contenente già 800 ml di acqua minerale naturale; aggiungere 20 g di zucchero e mescolare, quindi inserire, con i fiori rivolti all’ingiù, 10 rametti di lavanda per uso alimentare. La nostra caraffa deve riposare almeno un’ora in frigo; al momento di servire, mettete nei bicchieri qualche fogliolina di menta, che dà quel tocco di fresco in più.

Nonnapaperina.it consiglia un’acqua aromatizzata lievemente differente dalla precedente: lavanda, menta e cedro. Per un litro d’acqua ci vogliono 6 rametti fioriti di lavanda, lavati benissimo, 2 rametti di menta piperita e un cedro tagliato a fettine sottili. Si mette tutto sul fondo della brocca, si copre d’acqua e si mette a riposare in frigo per 2 ore. Al momento di servire, per rendere ancora più profumato e accattivante il bicchiere (trasparente, mi raccomando) si possono aggiungere altri fiori di lavanda, foglie di menta e fettine di cedro.

Il campo di lavanda di Drego, Liguria

Più complessa, ma più profumata ancora, è la ricetta per acqua aromatizzata alla lavanda di cucchiaio.it, che insieme a 1 cucchiaino di fiori di lavanda per un litro d’acqua vuole anche 200 g di albicocche tagliate in quarti e 100 g di mirtilli. Tutti gli ingredienti vanno disposti sul fondo di un’arbanella di vetro nella quale va versata l’acqua; l’arbanella va chiusa ermeticamente e posta in frigo per 2-3 ore. Per servire filtrate l’acqua oppure potete direttamente preparare l’infuso in vasetti monoporzione

Si può anche preparare la limonata alla lavanda secondo la ricetta di familystylefood.com: non è un’acqua aromatizzata, anche se l’acqua è elemento fondamentale della ricetta.

Una farfalla su un fiore di lavanda

Un’idea simpatica, infine, prevede di preparare lo zucchero aromatizzato alla lavanda! Non è meraviglioso? Anche questo suggerimento proviene dalla rivista “Ci piace” e prevede di mescolare in un barattolo a chiusura ermetica 250 g di zucchero con 4 cucchiai di fiori di lavanda alimentare essiccati: lo zucchero sarà pronto dopo 10 giorni di riposo al buio.

Dai, dai! Che di idee ve ne ho date!

Solo un’avvertenza: quando si parla di lavanda qui intendo lavanda alimentare. Scopro infatti che evidentemente non tutta la lavanda che viene venduta o che si coglie si può comprare. Per sicurezza procuratevi la lavanda in erboristeria, avendo cura di specificare a quale uso la volete destinare.

Il mio té per l’estate: Matcha-lime sparkler Ice Tea

E tanto lo so che siete tutti a caccia di drink estivi che sostituiscano il té caldo e che non facciano rinunciare al gusto di una tazza di té.

Non cercavo io l’idea, è l’idea che mi ha trovato per caso, in una delle tantissime e-mail di pseudospam che mi arrivano quotidianamente. Questa volta, però, l’e-mail l’ho aperta. E non me ne sono pentita. All’interno del link la ricetta, se così la si può definire, di un drink fresco al té matcha e lime: che ribattezzo Matcha-lime sparkler Ice Tea. Prendo l’idea da Epic Matcha, che tante volte fornisce consigli un po’ estremi. Questa volta però, penso proprio che proverò la loro ricetta. E voi? Volete provarla con me?

Qui di seguito il procedimento.

Il Matcha-lime sparkler Ice tea è, come dice il nome, un té freddo a base di té verde matcha, il té verde in polvere, caratteristico della cerimonia del té giapponese, il Cha-do, lime, che noi tutti associamo al mojito, e acqua frizzante che, con le sue bollicine, vivacizza il tutto.

Serve un cucchiaino di té matcha in polvere, da preparare col frullino nella tazzina in poca acqua calda come secondo il metodo tradizionale. Servono due lime da tagliare a spicchi; uno di essi, fatto a spicchi, lo calate sul fondo del bicchiere, e lo pestate come se si trattasse di preparare un mojito; poi riempite il bicchiere (bello alto e lungo, eh?) di cubetti di ghiaccio. Unite a questo punto il matcha con l’acqua frizzante e spremete l’altro lime nel bicchiere. Tenete uno spicchio per decorazione mentre, se vi piace una bevanda particolarmente acidula, calcolate che vi serviranno più lime.

Fatemi sapere se questo drink particolarmente estivo e analcolico è di vostro gradimento. Io per ora vi ho raccontato come prepararlo; ma presto me lo preparerò anch’io, e vi saprò dire!

Buona estate! E non dite che non trovate consigli su come prepararvi il té freddo!

Fresche infusioni per sere d’estate

Infine giunse l’estate.

E noi, amanti di quelle caldissime e corroboranti tisane alla mela e cannella rimaniamo orfani indifesi. Come fare a continuare a bere qualcosa di diverso dall’acqua e che ci dia la stessa soddisfazione di un infuso profumato?

La soluzione c’è: preparare degli infusi che, bevuti freddi, diano altrettanta soddisfazione che bevuti d’inverno caldi.

In questo post non parlo di té, ma mi rivolgo a ciò che té non è, anche se ogni tanto qualcuno tende a confonderli.

In particolare, per quest’estate  ho tre soluzioni da proporvi. Prendete appunti!

fresche infusioni per sere d'estate

 

 

Karkadé

Il karkadé è perfetto per chi da un’infusione fredda si aspetta un carattere particolarmente pungente e proprio per questo dissetante. Il karkadé, di colore rosso rubino, si ottiene dal fiore di ibisco. Spesso si trova in unione con la rosa canina, che contribuisce al carattere pungente dell’infusione e contribuisce al colore rosso. Potete preparare il karkadé con il normale procedimento che usate per il té, ovvero portando ad alta temperatura l’acqua, mettendo in infusione e poi aspettando che si raffreddi. Per rendere le cose più veloci potete preparare un’infusione particolarmente concentrata, quindi piuttosto forte, usando almeno due cucchiaini per tazza in luogo di uno (come prevederebbe un’infusione normale), dopodiché per raffreddare più velocemente buttate dentro cubetti di ghiaccio in modo da raddoppiare il volume dell’infusione. Il karkadé non ha bisogno di essere zuccherato. Tuttavia, se proprio non potete farne a meno, zuccherate appena pronta l’infusione calda, in modo che lo zucchero possa sciogliersi subito.

Cubetti di ghiaccio al karkadé

Un’alternativa è preparare cubetti di ghiaccio al karkadé: sono bellissimi, rossi rossi! Preparate anche in questo caso un’infusione molto concentrata, aspettate che si raffreddi e mettete nelle formine del ghiaccio. Quando i cubetti sono formati potete utilizzarli per aromatizzare e raffreddare un comune bicchiere d’acqua. Bella idea, vero? 😉

Rooibos

Il rooibos, ne ho già parlato in altre occasioni, è l’infuso di un arbusto sudafricano che per comodità viene chiamato té rosso, ma che con il té vero non ha niente a che vedere. Il suo colore in infusione è ambrato, dolciastro al sapore; solitamente viene aromatizzato con profumi dolci, come i frutti rossi, la ciliegia o la fragola, oppure delicati come la mandorla e il pistacchio: si tratta di profumi che non vanno in contrasto con la base rooibos. Anche il rooibos si presta ad essere bevuto freddo. Come nel caso del karkadé, va preparato come se fosse un’infusione calda e poi lasciata raffreddare. Tenete solo conto che a differenza del karkadé, il rooibos ha un aroma più delicato, per cui diventa difficile farlo risaltare se lo allungate con acqua o ghiaccio. Potete invece addizionarlo con frutta fresca in infusione: fragole, albicocche, ciliegie, pezzi di mela, ananas: una sangria analcolica che potrebbe stupirvi.

Frutta di stagione e rooibos: e l’infuso estivo è servito!

Tisana alla menta

La mia proposta, poco originale, forse, è la tisana alla menta. Conosciamo tutti il té alla menta, ampiamente bevuto nel Maghreb e associato ai Berberi o ai Beduini, comunque alle genti del Sahara. Il té alla menta solitamente è un té verde (per la precisione viene utilizzato un gunpowder cinese). Ma basta togliere il té verde per ottenere ugualmente un infuso fresco e dissetante. Le proprietà della menta sono note, per cui è inutile che vi dica quanto sia balsamica e profumata. A me non fa impazzire, sono onesta, ma mi piace utilizzarla in cucina in alcune preparazioni, come con le zucchine, proprio perché ha la capacità di svegliare alimenti che altrimenti alla lunga sarebbero mosci o stucchevoli al palato. Preparare una tisana alla menta è semplicissimo: acqua e qualche rametto di menta lasciato in infusione. Man mano che l’acqua raffredda la menta rilascia il suo profumo e caratterizza tantissimo l’infusione. La tisana fredda alla menta è pronta. Se preferite la versione dolce (del resto il té alla menta marocchino va bevuto zuccherato) ricordatevi di zuccherare subito, quando l’infusione è calda.

Il mio té alla menta a Tangeri

Volendo, se siete ggiovani e seguite le tendenze, potete stupire i vostri ospiti con una tisana mojito: semplicemente aggiungete a quanto vi ho detto qualche fettina di lime e lasciate in infusione. Oppure, e qui mi sconfesso subito, potete preparare un té verde mojito: té verde gunpowder, oppure bancha in infusione con menta e lime, zuccherato con zucchero di canna e servito nei bicchieri con ghiaccio tritato. Il té verde al posto del rum bianco è senz’altro l’alternativa analcolica che stavate aspettando, ne sono certa 😉 Altrimenti, se lo volete alcoolico, potete seguire la ricetta che ho scovato qui.

té verde Mojito. l’ideona dell’estate. Credits: achillea.com

Queste sono le mie proposte per affrontare al fresco questa lunga estate calda. E voi? Avete qualche tisana preferita per l’estate? Qualche ricetta segreta che volete condividere qui? Dai, dai, raccontatela nei commenti!