Archive for the ‘sale da té’ Category

Granada, il té, le teterias

Una cosa che a Granada non manca è il té. La città più arabeggiante di Spagna vuole mantenere il suo legame culturale con la costa africana del Mediterraneo anche con il rito del té e la passione per le spezie. Così, se i negozi di souvenir vendono principalmente artigianato arabo, molti localini si fanno chiamare teterias. Non potevo non andare in esplorazione.

Té in vendita fuori dalla cattedrale di Granada

Té in vendita fuori dalla cattedrale di Granada

Le teterias sono sale da té, né più né meno. A Granada si trovano nell’Albaicìn, il quartiere arabo che come un souk si sviluppa lungo una stradina che sale lungo la collina di fronte all’Alhambra, la reggia/fortezza dei principi arabi che governarono la città prima della Reconquista cristiana.

L'interno da mille e una notte della teteria Kasbah, Granada

L’interno da mille e una notte della teteria Kasbah, Granada

Ero incuriosita dalla possibilità di prendere un té in una teteria di Granada e nel quartiere arabo, per giunta: prima di partire mi ero un po’ informata sull’esistenza di questi locali, e avevo letto anche un articolo che avevo postato sulla pagina facebook del blog che mi dava un quadro più preciso dell’argomento.

prendere il té in una teteria è una delle cose da fare a Granada

prendere il té in una teteria è una delle cose da fare a Granada

Tra le varie teterias mi ispirava di più La Kasbah, per cui quando mi ci sono trovata davanti, proprio all’inizio di Calle Caldererìa Nueva, non ho perso tempo e ho detto: prendiamo un té.

Perfetto per dopocena. Ambiente assolutamente arabeggiante, atmosfera da Mille e una notte tirata pure un po’ troppo all’eccesso, profumo d’incensi e di cannella, e anche del narghilè che fumano al tavolo accanto. Ancora freschi dell’esperienza di Tangeri prendiamo un té alla menta e un té “sueño de Granada“. Ma il té alla menta non è all’altezza del suo simile bevuto in Marocco, com’è giusto che sia, del resto. Il locale è molto bello, ben arredato e la scelta del menu è molto vasta. Ma fa anche ristorante, fa fumare il narghilè e insomma più che una teteria sembra un caravanserraglio per turisti. Ma forse sono io che pretendo troppo. In fondo non c’è niente di male a voler arredare all’araba un locale che si trova nel quartiere storicamente arabo della città. E poi, parliamoci chiaro, tutti i negozini che si susseguono lungo la via, non sono poi fatti apposta per i turisti?

Il té a Granada viene venduto nei negozi di souvenir in piccoli pacchettini cilindrici trasparenti. A 2 € l’uno ti puoi portare a casa qualche té nero o verde aromatizzato dal nome fortemente evocativo: magia dell’alhambra, notte di Granada, Albaicin… e via di seguito su questo stile. Con i ricordi torno a quando venni qui per la prima volta nel 2003 durante l’interrail: stetti a Granada solo una notte, e proprio qui, nel quartiere dell’Albaicin, acquistai due té in pacchetti cilindrici trasparenti del tutto identici a questi. Questa volta, invece, non ho acquistato nulla.

foglie per infusioni in vendita vicino alla cattedrale di Granada

foglie per infusioni in vendita vicino alla cattedrale di Granada

Anche nel mercato dell’Alcaiceria accanto alla cattedrale (un tempo era un mercato serio, oggi ospita solo negozi di souvenir) si trovano gli stessi pacchettini di té. Intorno alla cattedrale, poi, qualche negozio vende té e spezie. La cosa che non sono riuscita a capire è se a Granada gli abitanti bevono il té perché gli è rimasto un qualche retaggio culturale, oppure se è solo un’invenzione per i turisti. Il dubbio mi è venuto e sinceramente non sono riuscita a scioglierlo.

Comunque alla fine il té l’ho comprato, verde al profumo intenso di fiori e frutta matura, in un negozio di spezie accanto alla cattedrale. E ho comprato anche le spezie. Che non si dica che sono monotematica. E poi, sempre in questo negozio, ho visto vendere le foglie d’ulivo, così come le vendevano anche a Tangeri. Ma scusi, a che servono? In infusione, come rimedio per l’ipertensione e il colesterolo alto. Infuso di foglie d’ulivo, dunque: il must-to-drink dell’autunno 2016. Ma ve lo racconterò a tempo debito 😉

Firenze: dove sorseggiare una tazza di té – 2° parte

teatimeLe sale da tè a Firenze non si trovano solo in centro. Anche i quartieri più residenziali hanno i loro luoghi di dolce ristoro. Per me è sempre bello andare a curiosare e cercare posti nuovi, non necessariamente in centro. Il rischio è che lontano dalle luci della ribalta si tenda a realizzare localini “alla buona”, che badano poco all’aspetto o alla qualità. Per fortuna non sempre è così, e ci sono delle validissime salette da té e non solo dove ristorarsi nei pomeriggi di pioggia, o negli appuntamenti con le amiche. Perché se il té preso a casa può essere un momento di riflessione con se stessi, il té preso in compagnia è invece la migliore medicina contro tutti i mali. E due chiacchiere anche se fatte nel locale sotto casa non hanno mai fatto male a nessuno.

Vediamo allora quali sorprese ci riservano i quartieri limitrofi.

  • Dolci Pensieri: alle Cure, questo delizioso localino vi colpirà per la bellezza dei dolci e, ovviamente, per la loro bontà. Il locale è molto piccolo, una piccolissima saletta interna offre ancora qualche posto e in bagno un mohai distributore di kleenex fa morire dal ridere. I tè sono quelli della Via del Té, garanzia di qualità.
  • Aiem: di apertura molto recente, questo locale in zona Campo di Marte va bene sia per una pausa pranzo che per una merenda soft, elegante e piacevole. Anche qui dolciumi e una carta del té non troppo ricca ma che attinge anch’essa a La Via del Té. Arredato con gusto, orchidee e accessori per il té regnano, in un ambiente molto familiare, senza essere però casereccio.

    Aiem Firenze

    Aiem Firenze

Per l’ultima sala da té ci spostiamo decisamente fuori Firenze, a Prato.

  • Il Giardino del Thè: in piazza Mercatale, questa elegante saletta arredata in stile shabby chic oltre ad avere una bella offerta, anche se non troppo vasta, di té, vende parecchia oggettistica, tazze, teiere e complementi d’arredo vari. Anche qui l’ora del té è una pausa di relax e leggerezza, un ambiente ovattato dove ci si sente come a casa. La bellezza delle cose semplici è una rosa rossa in una tazzina al centro della tavola: piccole cose preziose che denotano attenzione ai dettagli.
Il Giardino del The, Prato

Il Giardino del Thè, Prato

Firenze: dove sorseggiare una tazza di té – 1° parte

Uno scorcio di Firenze

Uno scorcio di Firenze

Amo Firenze. È una città elegante, una città d’arte, una città al tempo stesso aristocratica e popolana, perché basta girare l’angolo perché dal fasto delle grandi piazze, delle chiese e dei palazzi pubblici si finisca in una dedalo di vie strette, ombrose, dove a casetorri medievali e a palazzi rinascimentali dai cui portoni si intravvedono cortili sontuosi e giardini dell’Eden, si alternano botteghe anguste dove gli ultimi artigiani ancora esercitano il loro mestiere.

Nell’inverno tutt’altro che rigido che si sta consumando, passeggiare per queste vie, soffermarsi ad ogni dettaglio, indugiare su ogni edicola religiosa, leggere le lapidi che ricordano personaggi illustri di un tempo che fu, è l’esperienza più piacevole che si possa chiedere al proprio corpo e al proprio spirito. Che va ristorato. E una tazza di té sorseggiata con calma è quello che ci vuole.

Ormai frequento Firenze da anni. Da anni costruisco la mia mappa mentale della città, con i miei luoghi preferiti, e senz’altro le sale da té, o i locali in cui sorseggiarne una buona tazza, sono ben presenti. Il bello della mia mappa mentale però è che è in continua evoluzione, un po’ perché col passare del tempo magari qualche attività chiude e qualche altra apre, ma anche perché io stessa magari cambio gusto, e smetto di frequentare locali in cui solevo andare in passato. Oppure riprendo a frequentarli dopo lungo tempo.

Questo lungo preambolo per presentarvi le mie sale da té preferite di Firenze:

  • La Via del té in piazza Ghiberti. è la prima sala da té che ho frequentato, con una certa assiduità, nei miei primi anni a Firenze, quando il té lo bevevano ancora in pochi ed era perciò facile trovare posto in questo piccolo spazio nella piazza del Mercato di Sant’Ambrogio. Pochi tavolini rotondi, un negozietto sul retro con tutti gli accessori possibili e immaginabili, dietro il bancone le caratteristiche grandi latte verdi con su scritto il nome del prezioso contenuto al loro interno. Una carta dei té molto ricca, anche se secondo me ha un difetto: nel caso dei té aromatizzati non indica gli ingredienti, perciò non so se in quel té verde troverò aroma di fiori o di frutta, e personalmente mi scoccia sempre molto dover chiedere informazioni. Soprattutto se voglio sapere tutte le miscele di tutti i té.

la via del té

  • La Via del té in via di Santo Spirito. il problema di cui sopra è stato ovviato nella sala da té, di apertura piuttosto recente, in Santo Spirito. Qui, infatti, entrando, troviamo un display con le boccette numerate contenenti ciascuna un té o un infuso. Il locale è più grande della sala da té in piazza Ghiberti, e a mio parere più bello. Prendere il té qui mi piace molto, perché è esattamente come io immagino una sala da té. Oltre ai té, la carta (la stessa dell’altra Sala) offre una certa varietà di dolci, per rendere il teatime l’esperienza più completa possibile.
  • Coccole cioccolato. Di nome e di fatto, non è solo una sala da té. È una caffetteria in via Ginori, una pasticceria, un luogo dove il bancone dei dolci ti accoglie con dei veri gioielli, e non perché sono cari, ma perché sono decorati con foglia d’oro! La scelta dei té non è vastissima, ma tuttavia è interessante, con dei té aromatizzati diversi dal solito. Di questo locale mi piacciono in particolare i quadri alle pareti, che non sono altro che tavole di legno, ante di porte e di finestre, dipinte con scorci di Firenze. Semplici, ma efficaci.

via del té

Qui finisce la prima puntata, ma presto segnalerò altre sale da té, altri luoghi dove lo spirito si riposa e si rinfranca, non necessariamente nel centro di Firenze. A presto!

Regali di Natale all’Erboristeria Spada

erboristeria spadaNon sono una frequentatrice di erboristerie: ho passato la fase, di epoca universitaria, in cui tra tutte le amiche per Natale e per il compleanno era sempre un regalarsi prodotti per il corpo, creme idratanti, bagnoschiuma profumati, prodotti dell’Erbolario e sali del Mar Morto. Le erboristerie negli anni per me sono diventate luoghi che neanche guardo anche perché l’unico aspetto che mi potrebbe interessare, cioè il procurarmi gli ingredienti base per tisane ed infusi, in realtà non lo coltivo: solo una volta, anni fa, mi sono fatta preparare una tisana su misura; solitamente, invece, non avendo bisogno di particolari infusioni per questioni di salute, compro gli infusi già preconfezionati, facendomi guidare dal profumo e dal colore dei componenti piuttosto che dal loro nome e dalle loro caratteristiche.

erboristeria spadaMa per l’Erboristeria Spada faccio un’eccezione. Perché non è un’erboristeria come le altre. Si trova a Firenze, in zona Piazza Dalmazia, quindi fuori dal centro zeppo di turisti, ma molto nota ai Fiorentini, in qualunque quartiere essi abitino. Il perché è presto detto: basta passare davanti alla sua vetrina per capire che non è come le altre erboristerie. Quest’erboristeria di quartiere ha personalità, eccome! Oltre ai consueti prodotti di erboristeria, per cominciare, vende anche spezie, té, teiere e profumazioni per la casa. Non si limita a vendere pepe, origano, cannella e chiodi di garofano (e altro ancora), ma a proporli in bellissime composizioni cui è difficile resistere. E io, naturalmente, ci casco sempre. Soprattutto quando le composizioni sono a base di té. Nero, verde, aromatizzato, infusi alla frutta o ai fiori: l’Erboristeria Spada propone una discreta varietà di infusioni, di buona qualità e resa.

Sotto Natale, poi, la fantasia si scatena: tante, tantissime sono le idee regalo che riempiono gli scaffali dell’erboristeria. Tazze, teiere, accessori per il té, abbinati con miscele di té svariate. I prezzi sono competitivi, e la gioia per gli occhi è grande, immensa. Non ci credete? Guardate un po’:

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Di tutta questa bella teoria di oggetti ho acquistato due composizioni (e lo ammetto: le ho acquistate per l’oggetto in sé e non per l’infusione, anche se devo ammettere che mi è andata bene 😉 ): l’infusore a ombrello da tazza e il poggiateiera in ghisa.

E poi c’è lei… lei, che come l’ho vista l’ho adorata alla follia. Lei, per la quale non ho assolutamente spazio in casa, ma che sgomitando col suo manico nervoso, che sembra proprio un gomito piegato sul fianco di una tipa tosta che sa il fatto suo, lo spazio se l’è saputo conquistare, nella mia vetrinetta, spodestando la paciosa teiera inglese e il suo micio salvagoccia (un giorno o l’altro ve ne parlerò) che sono finiti miseramente nelle retrovie. Una bellissima, simpaticissima teierina color salmone, dalla forma alquanto spigolosa, che a Fancyhollow ricorda l’impertinente zuccheriera del cartone animato Disney La Spada nella Roccia. Ebbene, l’ho vista ed è stato amore. Ci ho pensato su una serata, ma in realtà nel momento stesso in cui il mio sguardo ha incontrato la sua silhouette avevo già deciso che sarebbe stata mia. E così son tornata il giorno dopo all’Erboristeria Spada, per acquistarla.

Erboristeria Spada

La mia teiera – Natale 2014

Simpatico lo scambio di battute con gli erboristi che mi hanno chiesto se i miei acquisti necessitassero di pacchetti regalo. “No, macché!” ho risposto “Sono per me!”. La loro risposta è stata la migliore, e vera, che potessi ricevere: è giusto farsi un regalo, ogni tanto, perché ce lo meritiamo. Personalmente non lo so se me lo merito, ma nel dubbio me lo sono fatta lo stesso. E mi coccolo, che di coccole, anche se non lo ammettiamo, ce n’è sempre bisogno.

Vi è piaciuto questo post? Conoscete l’Erboristeria Spada? Vi invito a parlarne insieme sia qui nei commenti che sulla pagina Facebook de IL MIO TE’ BLOG

Un dolce pomeriggio autunnale a New York, nel Paese delle Meraviglie

Per me New York è arancione. O meglio, per me New York in autunno è arancione. L’arancione delle zucche di Halloween, del fall foliage a Central Park, dei cupcakes più golosi, del sole basso del pomeriggio, delle luci calde di un interno…

Ero a New York la settimana scorsa, pardon, 2 settimane fa. Belìn come passa in fretta il tempo quando non vorresti… Comunque… Ero a New York negli scorsi giorni. E tra le tappe che ci eravamo prefissati con mio marito c’era una lunga passeggiata nel polmone di Manhattan, in Central Park. Volevamo cogliere il fall foliage, o almeno il suo debutto in questa stagione. E così, camminando camminando, ci siamo imbattuti nell’albero più bello che Madre Natura abbia mai creato…

Fall foliage in Central Park, NYC

Fall foliage in Central Park, NYC

In questo tripudio di arancione, di foglie che volano al minimo soffio d’aria, che si stagliano contro il cielo azzurro di una tersa (finché dura) giornata di fine ottobre, che creano un tappeto crepitante e fragilissimo sotto i nostri piedi, al freddo pungente del vento bisognerà pur opporre un qualche rimedio! E noi lo troviamo, quasi calandoci nella tana del Bianconiglio, in una piccola e accogliente sala da té. Il riferimento al Bianconiglio non è casuale. E non è casuale il fatto che io in questo viaggio abbia acquistato più cappelli del Cappellaio Matto. Perché la sala da té in questione è Alice’s Teacup, l’antro di Alice nel Paese delle Meraviglie. Ti accoglie l’angolo negozio, che vende merchandising a tema Alice in Wonderland e non solo, mentre dietro si apre la sala da té. Ora, uno si potrebbe aspettare un arredamento decisamente fiabesco e insistito sul tema della favola di Lewis Carrol, e ne avrebbe anche licenza, e invece, tranne che per poche citazioni scritte in corsivo alle pareti, per qualche piccola foto appesa alle pareti e per la polvere magica con la quale viene cosparso il capo delle bimbe che si accingono a bere il loro té, non vi sono molti riferimenti alla storia che tutti noi conosciamo. Eppure, a ben guardare,  è proprio questo il Paese delle Meraviglie dove io vorrei vivere per sempre: tra cabaret incredibili di dolciumi, o anche semplici cupcakes e tartellette, le Meraviglie sono proprio i fantastici dolciumi che accompagnano il té!

Una tavolata da Alice's Teacup

Una tavolata da Alice’s Teacup

La carta dei té è abbastanza ricca. Essendo in America, per una volta che mi capita, voglio provare qualcosa di assolutamente diverso dal solito. E così sperimento il Chocolate Chai Latte, proposto come novità della stagione. E nonostante la mia avversione all’idea (ma solo all’idea) del té col latte, mi faccio tentare: il té che mi arriva è dolcissimo, torbido, per via del latte e del miele col quale è addizionato e dolcificato, mentre un intenso profumo di cannella gli dà una sua identità. Decisamente convincente. E, a dispetto dell’impressione iniziale, dissetante. Mica lo beviamo da solo, però! Lo accompagniamo con un dolcino degno del luogo e del momento: io personalmente mi faccio tentare da un cupcake alla vaniglia con copertura bella arancione di stagione! E cos’altro, sennò?

La nostra tavola imbandita! :-)

La nostra tavola imbandita! 🙂

Intorno a noi, agli altri tavoli gruppi di giovani donne festeggiano qualche ricorrenza insieme. Lo fanno con té e snack di ogni sorta, dolci e salati, per la gioia del palato, ma anche degli occhi e, senza dubbio, anche del cuore.

La nostra esperienza nel Paese delle Meraviglie è senz’altro degna del suo nome. Inutile dire che, tanto per rovinare la poesia, ho preso un fantomatico Chocolate Chai Latte anche da Starbucks, il giorno dopo. Ma l’incanto si era rotto, e mi sarei meritata che la Regina di Cuori saltasse su e urlasse contro di me “Tagliatele la testa!!!!”.

Per concludere questa dolce e un po’ arancione rassegna newyorkese, non mi resta che magnificare i favolosi cupcakes di cui mi sono ingozzata in zona Times Square, che certo sarebbero andati giù meglio se accompagnati da una bella tazza di té! Siete pronte? Siete pronti? Eccovi serviti! 🙂

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E comunque, divorare cupcakes (al plurale!) seduti sui gradini di Times Square non ha prezzo! Credetemi e, se amate il genere, concedetevelo un vizio così dolce!

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White Mug: il negozio di té della porta accanto

Personalmente, mi piacciono molto le coincidenze:  si chiamano così perché capitano di rado, ma quando capitano ci fai caso e trasformano la tua esperienza, o il tuo incontro, in qualcosa di assolutamente unico.

Un paio di mesi fa, una mia amica ligure mi manda una foto dicendo “Pensavo a te, anzi a thé! Appena vieni a trovarmi andiamo a Finalborgo!”

whitemug

Poco tempo dopo, arriva un gradito commento sulle pagine di questo stesso blog:

Complimenti per il blog interessantissimo,
Ti seguirò spesso!!!
Io e il mio compagno abbiamo un negozietto di tè a Finale Ligure, se capiti dalle nostre parti vieni a trovarci! Si chiama “White Mug” e si trova nel borgo medievale!!
Un abbraccio!

E’ evidente che a Finale Ligure non possa esserci più di un negozio di té, per cui faccio due più due e decido che a questo punto è fondamentale andare a Finalborgo! In fondo che mi costa? Sono in vacanza in Liguria, vedo volentieri dopo tanto tempo la mia amica e in più vado con la brillante prospettiva di conoscere un posto nuovo! Via, si fissa, e io e la mia amica un bel giorno andiamo a Finale.

Finalborgo è il borgo medievale di Finale Ligure, un paese assolutamente piacevole da visitare e nel quale passeggiare, tra negozietti e botteghine, ma anche musei (come il bellissimo e curatissimo Museo Archeologico) e belle facciate di palazzi. Il White Mug è all’ingresso del borgo medievale. Non è una sala da té, ma un locale che ha studiato la formula del take away per i té sia caldi che freddi: nel bicchierone usa e getta – il mug – il té, o infuso, può essere caldo o freddo, e con esso si può andare in giro per la piccola Finale, si può fare una passeggiata, si può andare a lavoro. All’interno del locale, ben arredato e molto accogliente, c’è qualche tavolino, c’è un reparto merchandising in cui acquistare té e complementi per il té, ma soprattutto ci sono loro, Denis e Francesca che con la loro passione e il loro entusiasmo fanno la differenza.

Denis e Francesca sono due ragazzi di Genova, e facevano tutt’altro nella vita. Poi un bel giorno hanno unito le forze, si sono rimboccati le maniche, sono scesi nella Riviera di Ponente e hanno rilevato un bel locale in un palazzo storico (è evidente l’antichità nella volta in pietra che fa da soffitto) qui a Finale e da marzo 2013 mandano avanti un’attività che, ci dicono, funziona. In più ai té freddi o caldi preparano un loro personalissimo bubble tea, con le perle di gelatina direttamente realizzate da loro, cosa che me li fa salire direttamente in vetta ad ogni altra classifica (e la prossima volta che torno lo provo! 🙂 ). Loro sono due persone dolcissime, con una passione e un entusiasmo che hanno del contagioso! Amano il loro lavoro, amano stare in mezzo alla gente, sono la compagnia ideale per una tazza, pardon, un mug, di té! Ci preparano un Té nero Ginkgo e Guaranà* che gustiamo freddo: è molto delicato, aromatico e soprattutto, come dev’essere, rinfrescante e corroborante, data la calura estiva che invade ogni cosa in questo periodo. Ma soprattutto è la compagnia, anzi, la qualità della compagnia, quella che conta: così tra una chiacchiera e l’altra, un sorso e l’altro, mentre nel negozio si avvicendano altri clienti, a me sembra di conoscerli da una vita, questi due ragazzi, che vanno premiati per l’intraprendenza, per la scommessa che hanno avuto il coraggio di fare, in tempi come questi, per la bravura con cui portano avanti la loro attività!
Congratulazioni ragazzi! Vi auguro il meglio: ve lo meritate!

Il locale di White Mug, all'ingresso del borgo medievale di Finale Ligure

Il locale di White Mug, all’ingresso del borgo medievale di Finale Ligure

*Té nero Ginkgo e Guaranà White Mug: té nero, mirtillo, foglie d’ulivo, legno di sandalo, fiocchi di pomodoro, foglie di ginkgo, semi di guaranà, foglie di mora, fiori di cactus, foglie di roseflower

Quando si dice Five o’Clock Tea…

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Era un pomeriggio come tanti a Roma, piovoso ma non troppo, autunnale, con tanto traffico per le vie del centro e tanta gente per strada, dentro e fuori da negozi, bar e boutiques. Un pomeriggio come tanti, ma non per me, che passeggiavo oziosamente per Roma con un’amica, alla quale di punto in bianco chiedo: ma dove possiamo trovare una sala da té? Così d’impulso – d’altronde sono quasi le 5 – ecco che mi viene voglia di fare qualcosa di diverso dal guarda-le-vetrine/fai-finta-di-interessarti-a-una-mostra/ricorda-l’ultima-volta-che-sei-stata-ai Fori-Imperiali/e potrei andare avanti. A Roma, in tutti questi anni che più o meno saltuariamente la frequento, non sono mai andata in una sala da té. Non l’ho neanche mai cercata, in effetti.

Comunque sia, all’incirca all’altezza di Piazza di Spagna rivolgo alla mia amica cicerona per l’occasione la fatidica domanda: “Sai se c’è una sala da té degna di questo nome da queste parti?” “Sì, certo! In Piazza di Spagna ce n’è una inglese, nientemeno.”

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L’insegna in travertino a lettere bronzee della Babington’s Tea Room in Piazza di Spagna

Inglese? Favoloso!!! E cosa c’è di meglio di una English Tea Room per celebrare il Five o’Clock Tea? Sì, vabbé, siamo a Roma e non a Londra, ma che importa? E poi sono curiosa di vedere una sala da té di tradizione inglese…

E la troviamo questa English Tea Room: è Babington’s, sala aperta in Piazza di Spagna all’angolo della scalinata fin dal 1893 ad opera di due sorelle, Isabel Cargil e Anne Marie Babington, le quali decisero di investire i loro risparmi, racconta il sito web, aprendo nella capitale una sala da tè e di lettura per la comunità anglosassone. L’impresa all’epoca comportava notevoli rischi soprattutto perché in Italia non era diffusa l’usanza di bere il tè che veniva venduto soltanto in farmacia! Ma nonostante ciò la sala ebbe successo, sopravvivendo anche alle due guerre e all’epoca fascista (Mussolini non vedeva di buon occhio la Gran Bretagna). Da allora, dunque, la sala da té serve tutti i giorni muffins e altri dolciumi per accompagnare i té neri, i verdi, i blend e i pregiati darjeeling e assam che tanto piacciono ai palati inglesi. Io e la mia amica ci comportiamo allora da perfette fanciulle inglesi: lei prende il Babington’s Earls Grey, un Ceylon profumato all’olio di bergamotto, mentre io mi butto su un Babington’s Royal Blend, una miscela di Keemun, Darjeeling Quality Leaf e Formosa Oolong Fancy che dev’essere particolarmente di pregio: è stato infatti donato alla regina Elisabetta II in occasione della sua visita a Roma nel 2000. E siamo talmente calate nella parte che decidiamo anche di provare il té col latte (che però, scopro solo ora essere un’invenzione francese!)! Effettivamente il mio blend è particolarmente intenso, per cui il latte aiuta a smorzare l’amaro dei tre tipi di té miscelati.

babington's tea room

La sala da té è elegante, un bell’ambiente con vaghe reminiscenze inglesi nell’arredamento, soprattutto nei tendaggi, nei tavolini e nei quadretti alle pareti, e, a proposito di quadretti, nei ritratti delle due fondatrici, che ancora oggi fanno bella mostra di sé nella prima sala della Tea Room. Le piccole teiere in ottone che ci vengono portate sono decorate con un simpatico gattino che piacerebbe tanto a Fancyhollow… Un gatto è in effetti il logo della sala da té.

babington tea room

Questione di stile e di dettagli: i gattini che decorano le teiere del servizio della Babington’s Tea Room

La qualità del té  e del servizio è di livello, personalmente sono decisamente soddisfatta della mia scelta: per una volta infatti non mi sono buttata su un té aromatizzato, come solitamente faccio, ma ho preferito un blend in perfetto english style, e la cosa mi ha dato molta soddisfazione! Grande soddisfazione, poi, poter dire di aver preso per la prima volta nella mia vita un vero Five o’Clock Tea: e quando mi ricapita di prendere il té alle 5 del pomeriggio in una sala da té inglese?

Ma ciò che più conta è, come sempre in questi casi, la compagnia, la possibilità di poter chiacchierare in tranquillità e amicizia del più e del meno, perfettamente rilassate e a proprio agio. Perché se il té, preso quando si è da soli, è quanto di più intimo possa esistere, quando si è in compagnia è la fonte della socialità e della voglia di stare insieme!