Partiamo dalle basi: differenza tra infuso, tisana, decotto, tè

Girando per il web ormai da anni, e frequentando gruppi facebook alquanto eterogenei, mi sono accorta che c’è ancora molta confusione su cosa sia effettivamente tè e cosa non lo è. Quindi, se di solito su questo blog parlo di tipologie di tè, talvolta anche di tè meno noti o “di nicchia”, mi sembra doveroso fare un passo indietro. Ripartire dalle basi. Tornare dove mi trovavo io 20 anni fa, quando mi sono avvicinata per la prima volta al mondo del tè scoprendo un universo grandissimo e variegatissimo.

E così sia. Ripartiamo dalle basi. Prima di parlare di tè (neri, verdi, bianchi, aromatizzati, ecc.) parliamo di cosa non è tè, onde evitare di non sbagliarci quando acquistiamo un prodotto sperando che abbia determinate caratteristiche. Vediamo pertanto innanzitutto la differenza tra tè e cosa non lo è, ovvero tra tisana, infuso, decotto.

Infuso: cos’è e in cosa differisce dal tè

L’infuso nasce dall’infusione di un solo ingrediente in tazza: infuso al finocchio, alla menta, alla melissa, per esempio. Quello di camomilla è un infuso, è un infuso quello a base di rosa canina ed è un infuso anche il Karkadé, che deriva dai fiori di ibisco.

infuso al finocchio
infuso al finocchio

I singoli ingredienti che danno vita ai singoli infusi hanno ciascuno proprietà specifiche: la camomilla è calmante, il finocchio ha funzione digestiva, per esempio. Il tè non è mai un ingrediente degli infusi, proprio perché l’infuso è di per sé un rimedio naturale (in tanti casi le proprietà delle piante officinali o delle erbe spontanee sono note fin dall’antichità); l’unione di uno di questi ingredienti con le foglie di tè trasforma immediatamente la bevanda che non è più un infuso e che ne vede alterate le proprietà: il tè, per dire la cosa più semplice, contiene teina. Vi immaginate il controsenso di un tè alla camomilla?

Tisana: cos’è e in cosa differisce dal tè

La tisana nasce dall’infusione di ingredienti diversi, quali fiori, foglie, radici, appartenenti a piante diverse: è una tisana ad esempio quella al limone e zenzero, quella alla mela e cannella, quella alla menta e finocchio, per citarne alcune. Si tratta dunque dell’unione di due o più ingredienti naturali – bacche, erbe spontanee, fiori, frutta, foglie, piante officinali – che combinati insieme danno vita ad un mix di sapori e anche di proprietà salutari e/o benefiche per il corpo.

Buona tisana detox!
Buona tisana detox!

Badate bene: se ad un mix di ingredienti, come ad esempio limone e zenzero, oppure mela e cannella, aggiungete il tè, sia esso nero, verde o bianco, allora non abbiamo più una tisana, ma un tè aromatizzato a quegli ingredienti. I due esempi che ho fatto non sono casuali. Sul mercato si trovano spesso tè mela e cannella oppure tè limone e zenzero e sono pure molto buoni, ma sono tè perché hanno anche le foglie contenenti la teina del tè. Dunque di nuovo gli effetti che una tisana con determinati ingredienti può dare, vengono sicuramente in parte modificati dalla presenza del tè.

Questa distinzione è molto importante, perché in genere associamo la tisana alla sera dopo cena: sarebbe un grave errore confondere un tè – col suo apporto di teina – con una tisana; il rischio di perdere il sonno è dietro l’angolo.

Decotto: cos’è e in cosa differisce dal tè

Se negli infusi e nelle tisane (e nei tè), gli ingredienti vengono messi in infusione nell’acqua già calda o bollente, nel decotto essi vanno messi direttamente nell’acqua e fatti sobbollire con essi. Ad esempio il decotto di alloro è un mio must: potentemente digestivo, si prepara con le foglie di alloro seccate che, mentre l’acqua si riscalda e arriva a sobbollire, rilasciano le loro sostanze e il sapore all’acqua.

Proprio per le modalità di preparazione – oltre che per quanto abbiamo detto fin qui – appare evidente che il decotto è cosa ben diversa dal tè. Il tè infatti si mette in infusione per pochi minuti dopo che l’acqua è stata portata al suo grado di temperatura (70° i tè bianchi e verdi, più delicati, tra gli 80° e i 90° i tè neri).

Il tè: che cos’è e perché non lo si può chiamare né infuso né tisana

Il tè è una bevanda che nasce a partire dalle foglie della pianta di camellia sinensis, ovvero della varietà cinese della camelia. A seconda del procedimento di lavorazione delle foglie abbiamo tè neri – i più noti e diffusi storicamente sul mercato occidentale – tè verdi e tè bianchi.

Per approfondire: un’infografica sulla differenza nel processo di produzione di tè neri e tè verdi

Semplificando molto, i tè possono essere puri, possono essere mescolati in blend oppure possono essere aromatizzati. Nel primo caso una sola tipologia di tè viene messa in infusione: ad esempio un tè nero Darjeeling; nel secondo caso, il blend, più tipi di tè sono mescolati a creare una miscela nuova: ad esempio l’English Breakfast Tea; nel terzo caso, i tè aromatizzati, al tè vengono aggiunti ingredienti che ne alterano il sapore originario e che creano nuove alchimie di sapori e di profumi: tali ingredienti possono essere fiori, frutta, erbe spontanee, spezie. Il tè nero arancia e cannella, per esempio è un tè aromatizzato, oppure il tè ai frutti rossi, oppure il tè al mango: i tè aromatizzati sono potenzialmente infiniti perché infinite sono le combinazioni tra ingredienti.

Per approfondire: tè aromatizzati e tè profumati: come distinguerli

Ecco però, per ribadire il concetto, perché il tè non può essere chiamato né infuso né tisana, sennò si ingenera confusione: il tè è una bevanda specifica che si basa proprio sulla presenza del tè nell’infusione; infusi e tisane, come abbiamo visto, possono essere variegatissimi quanto ad ingredienti, ma non contengono tè. Mi è capitato di trovare in vendita (non dirò la marca) una fantomatica tisana al tè verde ecc. ecc.: attenzione: non è una tisana, è una definizione sbagliatissima che sicuramente ingenera confusione!

Una tazza di tè in un locale di Aosta

Il rooibos: non è un tè, ma che cos’è?

Un’altra bevanda sulla quale si può ingenerare confusione è il rooibos. Esso viene infatti spesso commercializzato sotto il nome di tè rosso, quando in realtà non è assolutamente un tè! Esso deriva dall’arbusto del rooibos, una pianta sudafricana dal sapore dolciastro, utilizzata tradizionalmente e che ha avuto grandissima fortuna, rinnovata in anni recenti. Il rooibos non è un tè, ma spesso viene aromatizzato proprio come i tè aromatizzati: abbiamo rooibos arancia e pistacchio, rooibos ai frutti rossi… la gamma di possibilità anche nel caso dei rooibos è piuttosto ampia. Non rientra però nella categoria dei tè, ma neanche propriamente in quella degli infusi o delle tisane. Proprio per la sua storia e per le modalità della sua preparazione, merita di essere conosciuto come categoria a sé stante.

Per approfondire: Breve storia del rooibos

Per approfondire: alla riscoperta del rooibos

Per meglio visualizzare le differenze tra infuso, tisana e decotto (con la sola cosa che hanno in comune: nessuno di essi può essere definito tè) vi lascio un’infografica che spero potrà fugare al meglio ogni dubbio:

L’infografica che spiega la differenza tra infuso, tisana e decotto

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