The new British Galleries: il Metropolitan di New York e le sue 100 teiere made in England

met british galleries

A 150 anni dall’apertura del Metropolitan Museum of New York, riaprono al MET le British Galleries, ovvero le gallerie dedicate alle arti decorative britanniche, inglesi, opere prodotte tra il 1500 e il 1900. Le 10 sale che costituiscono le British Galleries espongono la bellezza di oltre 700 oggetti!

La scalinata del diciassettesimo secolo con squisiti intagli naturalistici – portata al Met negli anni ’30 da Cassiobury House, una casa padronale ormai perduta – è stata meticolosamente conservata e ricostruita come un enorme puzzle. Tre magnifici interni storici di Kirtlington Park, Croome Court e Lansdowne House sono stati trasformati da un accurato restauro e da una nuova illuminazione e rimangono il fulcro delle gallerie. Ma il bello arriva ora! L’esuberanza visiva del diciottesimo secolo viene esplorata attraverso cento teiere inglesi esposte in due teche semicircolari alte dodici piedi, così come un’enorme “vetrina” contenente una serie di candelabri smaltati, giocattoli d’argento, nécessaires e oro scatole.

Cento teiere per il MET

Cento teiere. La collezionista di teiere che è in me volerebbe a New York in questo istante solo per poterle ammirare dal vivo!

La collezione è esposta nella Annie Laurie Aitken Gallery dedicata a “Tea, trade, Empire”

Tè, zucchero, caffè e cacao sono i prodotti che guidarono l’innovazione artistica della Gran Bretagna dalla fine del XVII al XVIII secolo. L’improvvisa abbondanza di questi prodotti spinse i produttori inglesi a fornire nuovi oggetti che aiutassero il loro consumo. La teiera è il caso più emblematico. I produttori sperimentarono design, forme e fantasie per tutte le fasce di prezzo sia da quelle più costose alle più economiche. Dall’imitazione delle manifatture cinesi alle forme fantasiose (casa, scimmia, ecc.) e a materiali “nuovi” come l’argento, ogni manifattura si distinse per estro e per l’alto livello di questa forma dell’artigianato artistico. In particolare Birmingham e lo Staffordshire divennero i distretti per eccellenza di produzione di teiere e servizi da tè correlati. Il tè divenne l’emblema di un impero mercantile che si estendeva al subcontinente indiano, alle Indie occidentali e all’America.

Qui di seguito l’audioguida prodotta dal Met Museum per illustrare la collezione di teiere:

L’audioguida del Met Museum che introduce l’esposizione di teiere

Tra gli oggetti legati al tè, non solo teiere, il MET espone nelle British Gallery degli oggetti piuttosto interessanti.

La collezione di teiere del MET Museum: la teiera a forma di casa

Devo dire che nella mia collezione qualche teierina a forma di casa c’è: c’è la teiera tipo casa delle fate, c’è la teierina a forma di casa nordica e ci sono almeno tre teiere minaturistiche a forma di casa più o meno fantasiosa. Ho anche una teiera a forma di castello, ma questa è un’altra storia. Certo le mie teiere, anche se sono esposte nella mia vetrinetta, non meritano di essere esposte in un museo (ma la mia teierina burbera è stata esposta ad una mostra! Segui il link).

Teiera a forma di Casa, 1755, Staffordshire – MET Museum

La teiera a forma di casa del MET risale al 1755 realizzata in gres smaltato al sale con decoro a smalto da una manifattura dello Staffordshire. Le sue dimensioni sono 12.7 × 15.9 cm, e la teiera appartenne alla collezione Helen and Carleton Macy Collection, donata al MET nel 1934. Questa teiera ha il beccuccio particolare: a forma di bocca di drago, il che è sicuramente un riferimento alle produzioni artistiche cinesi. Nel 1755 la Cina era ancora il Paese che aveva il monopolio della produzione di tè. Solo un secolo dopo la Gran Bretagna sarebbe riuscita a divincolarsi dal cappio del monopolio cinese, grazie all’impresa del botanico Robert Fortune che riuscì a impossessarsi di alcune piantine di camellia sinensis e riuscì a farle attecchire in India dando vita alle prime piantagioni di tè in India di proprietà britannica.

La collezione di teiere del MET: la teiera con decorazione “fossile” e altre teiere di metà XVII secolo

Anche questa teiera è una produzione dello Staffordshire realizzata negli anni 1760-1765. Anch’essa è in gres smaltato al sale con decoro a smalto e appartenne alla collezione Helen and Carleton Macy Collection, donata al MET nel 1934. questa teiera è particolarmente interessante per la sua decorazione così moderna, così innovativa se rapportata al XVIII secolo: non si tratta di fossili, ma di una vera e propria decorazione astratta.

Teiera a decorazione “fossile”, Staffordshire 1760 circa – MET Museum

Un’altra teiera, anch’essa prodotta nel 1760 in una manifattura dello Stafforshire, si distingue per la sua decorazione: l’intento è quello di ricreare una vera e propria cineseria: sulla pancia della teiera infatti sono raffigurate due figure un po’ caricaturali, una delle quali certamente imita le fattezze cinesi, e due grandi vasi che ricordano molto i vasi Ming e la lunga tradizione di porcellane cinesi per le quali la Cina era nota anche e soprattutto all’epoca.

Teiera made in Staffordshire con decorazione a imitazione delle cineserie, 1760, MET Museum

Un’altra piccola teiera si distingue per i colori accesi e per i tre piedini su cui si sostiene. Si definisce infatti Footed Teapot proprio per questa sua caratteristica. Anche questa teiera in ceramica smaltata è realizzata in una manifattura dello Staffordshire nel 1760. Anch’essa, poi, è un dono del 1934 di Carlton Macy. La decorazione è completamente diversa dalle altre teiere viste finora: beccuccio e manico sono blu pavone con delle gibbosità brune; il colore del corpo è magnifico: l’idea alla base è quella di un oggetto esotico, i cui colori – pavone e ocra gialla con punte di bruno – evocano assolutamente atmosfere ben lontane dalla nebbiosa campagna inglese.

Footed teapot, 1760 – MET Museum

Un’altra teiera, ancora, è prodotta a Worcester negli anni 1770-75. In porcellana a pasta morbida con decoro a smalto e doratura, il soggetto principale, sulla pancia, è costituito da due fagiani per lato, in un ambiente silvestre. La scena è inquadrata in una cornice dorata; la pancia della teiera è verde, mentre beccuccio e manico sono bianchi; il coperchio ha la presa configurata a fiorellino.

La produzione di porcellane di Worcester è piuttosto rinomata, soprattutto storicamente: risale al 1751 e tuttora continua la sua attività nella produzione di porcellane di lusso (l’equivalente dell’italiana Richard Ginori) con il nome di Royal Worcester. Esiste addirittura un Worcester Porcelain Museum nella città di Worcester: non nego che mi piacerebbe molto visitarlo.

Teiera manifattura di Worcester, 1770 – MET Museum

Il tea caddy in argento

Quest’oggettino è un capolavoro. Si tratta di un cofanetto in legno di palissandro con intarsio in bosso e decori in argento, che contiene a sua volta 3 tea-caddies, cofanetti per il tè, in argento, finemente istoriati sul corpo e con presa del coperchio a testa di leone.

L’artista è Paul de Lamerie, attivo tra il 1712 e il 1751. Fu un apprezzato argentiere a Londra, anche se nato francese: di famiglia ugonotta, suo padre era stato costretto a fuggire per problemi di persecuzioni religiose. Inizialmente avevano riparato in Olanda, poi si trasferirono a Londra, ed è qui che il giovane Paul apprese la nobile arte dell’oreficeria. Fece fortuna sotto re Giorgio I che lo nominò argentiere reale. Da lì in avanti la sua carriera fu definitivamente spianata.

Il tea-caddy realizzato da Paul de Lamerie – 1738 -MET Museum (collezione privata –  Unilever United States Foundation, Inc., 2018)

In conclusione di questa rapida carrellata, vi informo che sul sito web del MET Museum è stato pubblicato un bellissimo video in timelapse che descrive l’allestimento del superbo display delle teiere sette-ottocentesche esposte nelle British Galleries: guardatelo, perché è davvero straordinario.

Il video dell’allestimento della vetrina delle cento teiere. Roba da perdere la testa. Clicca sull’immagine per far partire il video.

*** crediti fotografici: MET New York. Tutte le foto sono Public Domain eccetto il tea caddy di Paul de Lamerie (foto recuperate dal sito web del MET Museum)

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