Erbe spontanee per le tue tisane: ecco quali scegliere

Sempre più spesso mi chiedete consigli per preparare tisane invece che tè. Dopo aver ammesso la mia poca dimestichezza con l’argomento, ho fatto però alcune passeggiate in campagna e in pineta con mia madre la quale, a differenza mia, conosce molto bene le erbe spontanee e le loro proprietà.

Così ho preso il quaderno degli appunti ed ecco quello che ho appreso.

Innanzitutto devo dire che i nostri boschi e le nostre campagne sono ricchissimi di erbe spontanee che si prestano per la preparazione di infusi e tisane. L’importante è saper riconoscere le erbe e le bacche e saperle utilizzare. Fondamentale è non improvvisare, ma affidarsi a chi ne sa più di noi: innanzitutto gli erboristi, altrimenti i libri di erbe spontanee che insegnano a riconoscerle e a saper cogliere le bacche, le foglie o gli steli utili per quei rimedi naturali che da secoli utilizziamo per trarre ristoro contro problemi di stomaco, di insonnia, di stanchezza, ecc. ecc.

Ecco le erbe e bacche spontanee che possiamo trovare nei nostri boschi e nelle nostre campagne, rigorosamente in ordine alfabetico

Camomilla

La Matricaria Chamomilla è la più popolare tra le piante medicinali ed è anche facilmente riconoscibile, con i suoi fiorellini a petali bianchi. La conosciamo già in bustina, ma in realtà essa cresce spontanea in pianura, in campagna, e preferisce i terreni aridi; il momento in cui fiorisce va da maggio a settembre. Le proprietà della camomilla sono note da millenni: l’azione sedativa, calmante, l’attenuazione del dolore in periodo mestruale per le donne e gli spasmi del tubo digerente. Le sue proprietà sono antispasmodiche, calmanti, sedative e diuretiche.

Camomilla. Fonte: La medicina popolare nell’Alta Valle Argentina (v. bibliografia)

L’infuso di camomilla è efficace contro l’insonnia: in una tazza di acqua bollente mettere in infusione un pizzico di fiori e un pezzetto di scorza d’arancia. Dopo 5 minuti filtrare e berlo dopo averlo addolcito – a piacere e non obbligatoriamente – con zucchero e/o miele.

Erica

L’erica è un piccolo arbusto che possiamo trovare spesso ai mercatini di fiori e piante: è davvero di piccole dimensioni ed è tutta fiorita di fiorellini rosa-lilla. In natura cresce spontaneamente in montagna, ed ha sviluppato una notevole resistenza al vento e al freddo. Ha proprietà diuretiche e sudorifere: è utilizzata in erboristeria proprio con lo scopo di far eliminare al corpo le tossine.

Una pianta molto simile all’erica, della stessa famiglia, è il Brugo: esso vive nelle aree povere di sali minerali. Proprio per queste sue caratteristiche ha notevoli doti nel campo delle infiammazioni alle vie urinarie.

E proprio per questo, ovvero per disinfettare le vie urinarie, si prepara l’infuso: 10 g di brugo in un litro d’acqua, portare ad ebollizione, lasciare infondere per 15 minuti, colare e regolare di zucchero se e quanto lo si ritiene necessario.

Per l’erica invece, la tisana diuretica si prepara mettendo in infusione 2 g di sommità fiorite in 100 g di acqua bollente, dopodiché si può addolcire a piacere.

Finocchio selvatico (finocchietto)

Il Finocchio selvatico, altresì detto finocchietto, si trova diffusamente nelle pinete, nei campi, nei pascoli, ovunque. Il suo profumo lo contraddistingue, così com’è un divo delle tisane detox, digestive e decongestionanti. Il finocchio, che si tratti dei semi o delle foglie, ha grandi proprietà digestive. Io stessa l’ho consigliato più di una volta.

La tisana o infuso a base di finocchio è commercializzata a tutti i livelli e sicuramente puoi trovare già pronta la bustina da utilizzare. Di tutte le erbe spontanee che propongo qui è, insieme alla camomilla, la più diffusa, nota e commercializzata. La tisana si prepara mettendo 10 g di semi di finocchio in infusione per un litro d’acqua.

Per saperne di più: Parola d’ordine detox!

Per approfondire: Infusi, tè e tisane per alleviare la costipazione e la cattiva digestione

Ginepro

Il ginepro è noto per l’impiego delle sue bacche in cucina e nei liquori. Tuttavia si può usare anche come ingrediente per una tisana. L’arbusto ha le foglie più simili ad aghi e le bacche, blu e carnose, sono ben riconoscibili.

L’infuso ha proprietà diuretiche ed è sedativo della tosse. Per prepararlo occorrono 2 g di bacche di ginepro in 100 g di acqua bollente; va addolcito a piacere e consumato anche nell’ordine di 2-3 tazze al giorno, soprattutto se si vuole ottenere l’effetto tossifugo.

Bacche di ginepro – pineta ligure

Iperico

Questo fiorellino giallo forse è meno noto, eppure è diffusissimo nei nostri prati e nei terreni incolti: è un piccolo arbusto alto dai 30 ai 50 cm con fiori gialli che quando stanno per appassire mutano il colore verso il rossiccio. L’iperico fiorisce in colonie numerose, pertanto la fioritura crea delle splendide macchie di colore giallo nei prati.

Per l’infuso di iperico si impiegano i fiori. In particolare ci vogliono 5 g di sommità fiorite per una tazza di acqua bollente. Va quindi addolcito e bevuto subito. L’infuso è particolarmente indicato per regolare nelle donne il flusso mestruale e nei casi in cui una cattiva digestione comporta un malessere tale da far venire anche il mal di testa.

Iperico. Fonte: La medicina popolare nell’Alta Valle Argentina (v. bibliografia)

Lampone

Non è facile trovare ormai il lampone spontaneo. Io l’ho trovato nei boschi della Sila, nei pressi del Lago Lorica, ma mi rendo conto che non in tutta Italia è così facile trovarlo. Ciò che non sapevo, e che ho scoperto facendo ricerca per questo post (ok, sì, me l’ha detto mia madre che ne sa un sacco, ho verificato ed è vero), il lampone è della stessa famiglia del rovo, cioè della mora. I rovi sono così diffusi nelle nostre boscaglie! Il lampone si difende, ma certo non è agli stessi livelli. Infatti, mentre i rovi si trovano a qualunque altitudine, anche al livello del mare, il lampone si trova tra i 400 e i 2000 m. Diciamo che ama il fresco.

La pianta di lampone cresce spontanea in Sila – montagna calabrese

L’infuso di lampone non vuole i frutti (buonissimi! Se vi capita una pianta spontanea in un bosco mangiate i frutti direttamente dalla pianta senza rimpianti!), ma le foglie: per la precisione 2 g di foglie in 100 g di acqua. Si può sia bere – e allora aiuta nelle infiammazioni intestinali – che applicare nel caso di infiammazioni agli occhi. In ogni caso è sempre meglio sentire il proprio medico o farmacista. Queste soluzioni alleviano, ma non curano, sia chiaro.

Malva

La malva è decisamente molto diffusa. Le sue larghe foglie sono ben riconoscibili: si trova nei pascoli, in campagna, in montagna, ma anche nei ruderi dimenticati e pure – come è capitato a me – nelle aiuole e nei giardini pubblici: è una pianta davvero diffusa, e il cui impiego consapevole fa bene.

Una piantina di malva è nata spontaneamente in un’aiuola – Liguria

Mentre l’infuso di malva è utile nelle infiammazioni della bocca, delle gengive e della gola (e va utilizzato però come colluttorio o gargarismo, mettendo un cucchiaino di fiori e di foglie per 10 minuti in una tazza d’acqua bollente, dopodiché filtrare), il decotto è utile come blando antinfiammatorio intestinale e per realizzarlo occorre far bollire per 15 minuti in 2 l d’acqua 100 g di foglie di malva. Berne, per avere un sollievo verificabile, due o tre tazze al giorno.

Menta

Poteva mancare la menta? Naturalmente no: si trova spontaneamente un po’ ovunque dal mare alla montagna, principalmente nei pressi dei luoghi umidi, come fiumi e ruscelli. Ne esistono molte varietà, la più famosa delle quali è la menta piperita, ma tutte possono essere utilizzate per preparare una tisana.

La menta ha, oltre che un buonissimo profumo, anche proprietà rinfrescanti, sedative e digestive; l’infuso infatti ha proprietà digestive e antinausea: basta mettere in acqua bollente un pizzico di foglie di menta, dopodiché occorre aggiungere un po’ di zucchero e filtrare. L’infuso di menta è piuttosto amarognolo: non è un caso se anche nel tè alla menta marocchino lo zucchero è un elemento fondamentale!

menta marocchina
Un cesto di menta a Tangeri

Rosa Canina

La rosa canina è la rosa selvatica che cresce nei nostri boschi. Il fiore è di colore rosa più o meno intenso, a 5 petali, non è dunque la rosa da giardino, per capirci. Le sue bacche rosse sono inconfondibili e sono quelle che solitamente vengono impiegate per le preparazioni di tisane, sia come colorante che per il sapore che rilasciano, acidulo ma piacevole.

L’infuso si può fare solo con le bacche oppure anche con i petali. Servono 2 g di rosa canina per 100 g di acqua, da filtrare poi e addolcire se e come ci aggrada. Ha proprietà astringenti, digestive e antinfiammatorie. Inoltre, cosa di non poco conto, è buona di per sé, per cui non serve avere necessariamente uno stato di malessere per prepararsela.

Bacche di Rosa Canina – colline toscane

Sambuco

Ho imparato a mie spese che esiste il sambuco albero e il sambuco arbusto. E ho imparato che il sambuco arbusto è tossico, per cui bisogna stare ben attenti a cosa si raccoglie quando si cammina in campagna. Io per prima l’anno scorso ho rischiato grosso, non conoscendo questa distinzione e raccogliendo fiori di sambuco da alberi e arbusti a caso. Poi ho scoperto la tossicità dell’arbusto e sono diventata decisamente attenta a ciò che raccolgo. Che si fa presto dalla bacca o dal fiore buono a finire all’ospedale per intossicazione.

Fiori di sambuco

L’infuso è a base di fiori di sambuco. Essi hanno proprietà diuretiche, sudorifere e contro il raffreddore: sono sufficineti 3 g di fiori per 100 g di acqua da zuccherare a piacere e se lo si desidera.

I fiori di sambuco sono impiegati in cucina anche nella produzione di liquori e di dolci. A suo tempo ho avuto modo di sperimentare anch’io le gioie del sambuco in cucina: Di passeggiate, torte, tisane, e soprattutto sambuco.

Anche le bacche di sambuco si possono utilizzare utilmente: per esempio Neavita commercializza un infuso a base di bacche di sambuco e di ribes rosso.

Valeriana

Della valeriana sono note le proprietà antispasmodiche e contro l’insonnia. La sua variante più conosciuta, perché più diffusa spontaneamente anche lungo i litorali, è la valeriana rossa, col fiore di un colore rosa fucsia. Più che un fiore, in realtà si tratta di un’infiorescenza: tanti piccoli fiorellini raccolti a mazzetti in cima agli steli.

L’infuso di valeriana, che combatte l’eccitazione nervosa e l’insonnia, si prepara con 1 g di radice ridotta in polvere in una tazza di acqua bollente. Filtrare e addolcire a piacimento.

Valeriana – Colline Toscane

Verbena

La verbena è diffusa in tutto il Mediterraneo ed è utilizzata fin dall’antichità come toccasana in generale. L’infuso a base di verbena, “Verveine” è molto diffuso anche nel Maghreb e in Francia per le sue proprietà toniche. Io stessa l’ho trovato commercializzato in Marocco e in Francia.

Oltre all’infuso, che si trova facilmente commercializzato anche in bustina, si può preparare il decotto di verbena in questo modo: far cuocere in un litro d’acqua per mezz’ora 100 g di sommità fiorite di verbena, dopodiché filtrare. Il decotto di verbena – così come l’infuso – ha proprietà diuretiche e depurative ed è impiegata come febbrifugo e contro l’infiammazione della gola.

Una distesa di verbena in fiore

Infusi: una bibliografia essenziale

è importante indicare le fonti, anche se sono datate, come nel mio caso, lo ammetto. Il libro cui mi sono affidata è Erbe e piante medicinali, di Giorgio De Maria, Sagep Editore, 1981 (ha la mia età!); l’altro è La medicina popolare nella Valle Argentina, di Sandro Oddo, Pro Triora Editore, 1997, da cui ho tratto solo le illustrazioni.

2 Comments

  1. Wow che accurata descrizione 🤗🤗🤗
    Io usavo solo la menta e la rosa canina x le tisane fai da te..non sapevo delle foglie di lampone o dell Erica.. grazie di cuore mi annoto tutto☕☕☕☕☕

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