Storia di una teiera marocchina

storia di una teiera marocchina

Tutti gli oggetti hanno una storia: la storia della loro produzione innanzitutto, e poi la storia che li lega al loro proprietario. Questa storia non scompare quando l’oggetto cambia proprietario, semmai si arricchisce. E si arricchisce il nuovo proprietario, se viene a conoscenza della storia di quell’oggetto.

Con la mia teiera marocchina, l’ultima arrivata nella mia collezione, mi sono arricchita non solo di un oggetto straordinario, ma della storia della sua ex proprietaria. E mi sono arricchita della vicenda che dalla sua ex proprietaria porta a me, per il tramite di una persona straordinaria, Angela, instancabile viaggiatrice solitaria, appassionata nello schierarsi a favore delle cause giuste. Una di quelle donne viaggiatrici straordinarie che è un onore poter conoscere.

Storia di una teiera marocchina

storia di una teiera marocchina
Pacco dono con sorpresa: una teiera marocchina

Angela mi ha fatto recapitare questa teiera all’interno di una bella scatola insieme ad una lettera, dove mi spiegava il come e il perché.

Ha comprato questa teiera su un mercatino, ma non un mercatino qualsiasi: il mercatino era fatto in onore di Stefania, la sua amica, ex-proprietaria della teiera e di molti altri oggetti. Scopro che Stefania, donna impegnata, di grandi passioni e di nobili ideali, archeologa e viaggiatrice, impegnata nella lotta di liberazione del popolo Palestinese, è mancata due anni fa. Suo fratello ha deciso allora di organizzare un mercatino a scopo benefico, mettendo in vendita tutti gli oggetti raccolti da Stefania nel corso dei suoi viaggi in giro per il mondo.

Mi viene in mente un parallelo con un racconto che ho scritto qualche anno fa, e con cui ho vinto proprio un concorso letterario a tema té: nel mio racconto veniva messa in vendita l’intera collezione di oggetti raccolti in giro per il mondo da un eclettico personaggio venuto a mancare, che aveva una grande passione per il té.

Tornando a noi. Così Angela vede la teiera marocchina, e decide che deve tornare nelle mani di un’archeologa e viaggiatrice. Non so spiegarvi la commozione quando ho ricevuto questo pacco e la lettera che lo accompagnava. Semplicemente mi sono messa a frignare. Da una donna straordinaria, per il tramite di un’altra donna straordinaria questa teiera è giunta a me, indegna di cotanto onore, ma onorata di questo grande dono.

storia di una teiera marocchina
La fascia decorata della mia teiera marocchina: dettaglio

La mia teiera marocchina

La mia nuova teiera marocchina ha un bollo sul fondo e la scritta INOX stampigliata al contrario, ovvero da dentro la pancia impressa verso l’esterno. Sulla pancia ha una fascia regolare decorata a reticoli al cui interno si trovano fogliette a tre o quattro lobi a seconda se si tratta dei riquadri angolari oppure centrali. Se fosse un tessuto sarebbe damascato, invece sull’acciaio sbalzato il risultato è una decorazione finissima, a tratti geometrica.

storia di una teiera marocchina
La mia teiera marocchina

Un dettaglio attira da subito la mia attenzione: quel buffo dischetto rosso sul coperchio: non c’entra niente a vederlo così, ma la spiegazione arriva presto: mi spiega Angela, infatti, che serve per non bruciarsi le dita per il troppo calore quando si alza il coperchio. E così questo bizzarro particolare si ritrova ad essere un’eccellente soluzione per evitare di ustionarsi i polpastrelli.

Inutile che vi dica quanto viene buono il té alla menta preparato dentro questa teiera. Anche se non uso té verde e ramoscelli di menta, ma uso direttamente una miscela che ne arriva da Aqaba, Giordania: sempre un dono, questa volta della mia amica Stefania, archeologa e viaggiatrice in carne ed ossa.

Credo che tra l’amore per l’archeologia e quello per i viaggi ci sia un forte legame. Credo che un giorno dovremo sederci tutte e tre intorno a un tavolo, io Angela e Stefania: tre donne con storie da raccontare, ognuna per il suo verso, donne che vivono emozioni vere, che amano quello che fanno e che sanno condividere le loro esperienze, davanti ad una tazza fumante di té.

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