GDPR, lo zen e la cerimonia del té

Son qui seduta in poltrona a sorbirmi la mia quotidiana tazza di té. Lo so, sto andando fuori stagione, ma per me il té non ha mesi, né periodi, e non c’è caldo o freddo che tenga. Il té è té, fine. La quiete delle mie pacifiche sorsate è interrotta dalle notifiche continue di email su email che arrivano.

tea pc

Le guardo, una dopo l’altra. Il testo è sempre lo stesso:

Gentile utente,

a seguito dell’entrata in vigore del nuovo Regolamento Europeo (UE) 2016/679 (c.d. GDPR) relativo alla privacy ed in considerazione dell’importanza che riconosciamo alla tutela dei tuoi dati personali, abbiamo provveduto ad aggiornare la nostra informativa privacy sulla base del principio della trasparenza e di tutti gli elementi richiesti dall’articolo 13 del GDPR. Per rendere maggiormente agevole la lettura, noterai che l’informativa privacy è articolata in singole sezioni ognuna delle quali tratta uno specifico argomento in modo da renderti più rapida l’individuazione degli elementi di tuo maggior interesse.

L’informativa privacy è consultabile cliccando qui

In qualsiasi momento potrai contattarci utilizzando tutti i canali di contatto presenti all’interno della specifica sezione dell’informativa privacy per ottenere chiarimenti qualora lo ritenessi opportuno.

Letto una volta dici “Ah, bene, interessante.” Letto la seconda dici “Sì, ok“. Letto la terza ti chiedi quando ti fossi mai iscritta a quella newsletter che ora ti chiede di accettare che la tua email sia in indirizzo, o di cancellarti se non vuoi più essere contattata. Alla quarta capisci che negli anni ti sei iscritta davvero a troppe cose che non segui. Alla quinta cominci a pensare di essere stata iscritta alle varie, numerose, troppe newsletter “a tua insaputa“. La sesta neanche la cogli, perché il tuo provider di posta elettronica è intelligente, capisce e sa che deve mandare tutte le ulteriori scocciature in spam.

Io intanto continuo a sorseggiare il mio té e sono felice. Molto zen, va detto. Quasi quasi mi preparo un matcha ristoratore, e cerco di ricordare i passaggi della cerimonia del té giapponese. Sicuramente, concentrandomi in un’occupazione così mobile e impegnativa, ne trarrò giovamento.

Cerimonia del té homemade

Ma ahimè, non sempre possiamo stare sereni fino in fondo. Così siamo costretti a scuoterci dalla piacevole calma dei nostri tardopomeriggi per renderci conto di una drammatica realtà: il GDPR riguarda anche i blogger. Io che ho aperto questo innocuo blog sul té, che ho qualche assiduo lettore registrato il quale ogni volta che pubblico qualcosa di nuovo mi vede, e che ho qualche caro lettore che ogni tanto commenta, devo adeguarmi a questa nuova normativa europea che è un po’ più ampia rispetto alla vecchia normativa sui cookies che obbligava tutti i siti web ad informare gli utenti che i cookies di navigazione sarebbero rimasti. Questa volta il passaggio è ulteriore, perché gli utenti vanno avvisati del fatto che i loro dati (nel caso di questo blog, ribadisco: email se ti registri al sito, email se mi lasci un commento) sono registrati dalla piattaforma blog.

Siccome il mio profilo wordpress è veramente basilare (blog.wordpress.com) non ho possibilità di scaricare plugin aggiuntivi né di caricarne di esterni, come so che hanno fatto in molti. Mi attengo a ciò che la mia piattaforma vuole fare. Intanto continuo a bermi la mia tazza di té (sennò mi si fredda) e vi ricordo che se mi commentate o vi iscrivete a questo blog io potenzialmente possiedo il vostro indirizzo di posta elettronica. Il prossimo passaggio sarà rubarvi l’anima, ma ne parleremo, magari, la prossima volta.

3 Comments

  1. Ciao Marina, anche se, dopo aver letto quello che hai scritto, mi viene da scriverti cara Marina.
    Io è da una settimana che mi arrovello il cervello pensando a come risolvere il problema visto che, come te ho aperto un semplice Blog…
    Ero arrivata a questa soluzione. Riaprire dopo un anno Mail Chimp, perdere tempo sulle varie impostazioni (clicca qui piuttosto che là per potersi cancellare o confermare come lettore) ed inviare un bel mailing.
    Poi avevo pensato di fare una pagina nel Blog ma qui sono andata in crisi pensando se era sufficiente scrivere quello che hai scritto tu….
    La tua idea dell’articolo è sicuramente geniale per avvisare le persone. Ora valutiamo se dobbiamo aprire una pagina della privacy, nel blog… nel frattempo buona tazza di tè 😉😊🍵

    1. Grazie Barbara. Spero che, come la scorsa volta, anche a questo giro WordPress ci metta una pezza. A meno che non sia il modo per obbligarci a salire di livello acquistando un dominio Business… Si starà a vedere. Facciamo anzi una cosa: la prima che scopre qualcosa informa l’altra 🙂

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