Archive for dicembre 2017

Il Coffee&Tea Festival di Dubai

Credits: instagram

Adoro Dubai. Chi di voi segue il mio travelblog sa che per Dubai nutro un’attrazione e una predilezione particolari. Se poi proprio il mio Emirato preferito ospita un festival del té, non posso fare altro che amarlo ancora di più!

In realtà si tratta di un festival dedicato sia al té che al caffè. Cos’hanno in comune queste due bevande e perché proprio a Dubai si svolge un festival dedicato a entrambe?

La ragione va cercata nelle tradizioni del mondo arabo.

Oggi sono rimasti in pochi, ma fino a un secolo fa tutto il Medio Oriente e la penisola araba erano abitati da popolazioni beduine: vivevano nelle aree desertiche, in tende, popolazioni seminomadi, anche abbastanza attaccabrighe, ma estremamente ospitali. Un bellissimo affresco di queste genti è tratteggiato nel racconto del viaggio in Siria di Gertrude Bell, all’inizio del Novecento. Lei, archeologa inglese, viaggiava con la sua scorta personale di té, tuttavia spesso durante il suo viaggio fu ospitata dagli emiri locali, i quali avevano l’abitudine di bere té chiacchierando davanti al focolare. La geografia umana del Medio Oriente naturalmente era molto più complessa: agli inizi del Novecento non esisteva ancora l’organizzazione politica degli Stati che conosciamo noi, e che fu sostenuta fortemente dal governo inglese (avete presente Lawrence d’Arabia? No? Beh, guardate il film e capirete).

Il racconto di Gertrude Bell aiuta a farci un’idea della complessità delle relazioni umane nella pur semplice (per l’epoca) organizzazione territoriale. Ma sto divagando.

giordania

caffettiere a Petra, in Giordania

In Medio Oriente, dunque, l’uso di bere té risale piuttosto indietro nel tempo. Non deve dunque stupire che gli vengano dedicate manifestazioni proprio in quest’area del mondo.

credits: instagram

Per quanto riguarda il caffè, invece, vi basti pensare al caffè turco, così diverso dal nostro, così forte e aromatico: ho avuto modo di assaggiarlo in Giordania (dove peraltro ho assaggiato molto té) ed è stato un incontro molto particolare. Addirittura in Giordania, al centro delle rotonde si trovano caffettiere monumentali. Qualcosa vorrà dire. E poi, Giordania a parte, il nome arabica non vi dice niente? 😉

Ecco che in estrema sintesi vi ho spiegato il perché di un Festival del té e del caffè a Dubai.

Ne sono venuta a conoscenza su instagram: incredibile? A pensarci bene no: se saputo usare o veicolare, instagram, come tutti i social media, è in grado di far circolare le notizie su base mondiale ad una velocità molto maggiore e un’efficacia molto più ampia del semplice sito web. Così dal mio account instagram ho scoperto l’esistenza di questo Festival, che non si limita solo al té e al caffè, ma in generale si rivolge al mondo dei bar.

Non nego che sarei curiosa di andare a Dubai per seguirlo. Vabbè, diciamo pure che sarebbe una scusa per tornare a Dubai! Magari proprio per comprare del té nel Souq delle Spezie. Il té speziato più buono che io abbia mai bevuto viene proprio da quel Souq.

Seguirò il Festival via instagram: sono sicura che si rivelerà molto interessante.

Il Coffee&Tea Festival di Dubai si svolge dal 14 al 16 dicembre 2017. Per info: http://www.coffeeteafest.com/index.php/media-centre/photo-gallery-2016

“Un té con Alice” e la Cappellaia Matta!

Domenica 10 dicembre alla Libreria delle Donne di Firenze ho partecipato a “Un té con Alice“, un bel pomeriggio a base di libri, di favole e di té. Nello specifico, io, Cappellaia Matta per l’occasione, alle 17, proprio all’ora del té, ho raccontato ai presenti la storia e le leggende legate all’origine del té, ho spiegato la differenza tra té nero, té verde e té bianco, che ho fatto poi assaggiare.

Un té con Alice alla Libreria delle donne di Firenze

Era la prima volta (ospitata da Magalli a I fatti vostri a parte) che parlavo di té in pubblico. Di solito infatti scrivo qui, o sulla pagina facebook (a proposito, la seguite?), o rispondo a qualche curiosità di qualche amica (magari proprio davanti a una tazza di té), ma non avevo mai fatto una “conferenza” pubblica sul té. Ero piuttosto emozionata, ma l’attenzione e il calore del pubblico mi hanno aiutata molto.

Cosa ci sarà sotto i cappelli della Cappellaia Matta? Ma certo! Un té nero, un té verde e un té bianco!

Ho trovato una platea curiosa, attenta, recettiva, proprio come si addice a chi scopre cose nuove e non vuole farsele sfuggire.

Ho raccontato le leggende intorno alla nascita del té:

  • la leggenda cinese, che narra che l’imperatore Cheng Nung, 2700 anni e più a.C., scoprì il té perché alcune foglie si staccarono dall’albero presso cui stava riposando e si depositarono nella pentola nella quale stava facendo bollire l’acqua per depurarla;
  • la leggenda indiana, secondo la quale il principe Bodidharma predicando il buddismo in Cina fece voto di non dormire per 7 anni, ma giunto al quinto rischiò di addormentarsi, e allora masticò alcune foglie che immediatamente gli diedero vigore e gli consentirono di proseguire la meditazione;
  • la variante giapponese, secondo cui Bodhidarma verso il quinto anno di meditazione si addormentò e al risveglio, arrabbiato con se stesso, si strappò le palpebre che l’avevano tradito, e le seppellì sottoterra. E da esse nacquero due piante di té.

Ecco la Cappellaia Matta in azione alla Libreria delle Donne!

Ho raccontato di Robert Fortune, lo scozzese che si finse cinese per carpire i segreti della coltivazione del té in Cina e che li esportò in India (ne racconta le gesta Bill Bryson in Breve storia della vita privata): grazie alla sua impresa nel XIX secolo finalmente l’Inghilterra si sganciò dal monopolio commerciale della Cina in fatto di té decretando, di fatto, il boom di questa bevanda presso tutte le classi sociali.

Ho spiegato, poi, la differenza tra té nero, té verde e té bianco. Una differenza cromatica delle foglie e della bevanda in tazza, certo, ma anche una differenza di profumi e di tecnica di produzione.

Ho fatto assaggiare un té nero Gong fu Rose, il té nero profumato naturalmente alla rosa, per la cui produzione i petali di rosa sono uniti alle foglie di té durante l’essicazione, in modo che trasmettano il profumo. Ho fatto assaggiare un té verde Gyokuro, che arriva direttamente dal Giappone: bello, verde, profumato e intenso. Ho fatto assaggiare un té bianco profumato al gelsomino, prodotto alla maniera tradizionale, con fiori di gelsomino uniti alle foglie di té durante la preparazione, in modo che trasmettano il profumo. Tutti té che ho ricevuto in regalo: il nero alla rosa e il bianco al gelsomino provengono dal mio premio per il Premio Letterario “Racconti di té all’ora del té”. Tre té di gran pregio, che sono contenta di aver dedicato a quest’occasione: il té migliore va consumato quando ne vale la pena, di questo ne sono convinta. E “Un té con Alice” era l’evento per cui ne valeva la pena.

L’assaggio è andato esattamente come prevedevo: in pochissimi conoscevano il té bianco, che quindi è andato per la maggiore. Il primo assaggio, per quasi tutti è stato dunque il té bianco al gelsomino. A seguire, il té verde ha avuto il suo momento di gloria. Il té nero, più diffuso nelle nostre tazze quotidiane, è stato l’ultimo assaggio. Ma la delicatezza del profumo di rosa ha lasciato tutti d’incanto.

Durante e dopo gli assaggi di té: teiere, infusori e tazze vuote

L’evento alla Libreria delle Donne è stato la prima occasione in cui ho parlato pubblicamente del té, ma anche la mia ultima “apparizione” pubblica a Firenze: mi trasferirò per lavoro, infatti, a Ostia Antica. Da Firenze vado alla conquista di Roma. Auguratemi buona fortuna! E se qualcuna di voi è di Roma Capitale, sarò felice di conoscerla!

Ringrazio la Libreria delle Donne e Stefania, che mi ha coinvolto: carissima amica che non si libererà facilmente di me nonostante la distanza che si verrà a creare! Infine, un ringraziamento speciale alle amiche e amici del Bookclub Firenze, che hanno partecipato numerosi: è stato bellissimo avervi nel pubblico!