Té profumati e té aromatizzati: come distinguerli

Conoscete tutti il té alla pesca, il té al bergamotto, il té al gelsomino. Ma sapreste dire quale sia la differenza oltre che, ovviamente, nell’ingrediente base che dà il profumo?

Ve lo dico subito: il té al gelsomino è un té profumato (scented tea); té alla pesca e al bergamotto sono aromatizzati.

Per capire la differenza – a livello di significato molto sottile, ma a livello di prodotto decisamente differente – occorre che vi racconti i metodi di preparazione alla base di té scented e té aromatizzati.

I té profumati (scented tea)

Hanno profumazioni delicate, decisamente fresche e piacevoli. Sono ottenuti dall’unione al té di fiori. Il té scented più noto è quello al gelsomino, ma anche l’osmanto, la rosa e la rosa canina, alcune orchidee, la gardenia sono fiori impiegati nella profumazione dei té.

King of Jasmine è un pregiato té bianco profumato al gelsomino

Come funziona il procedimento? Varia a seconda che si tratti di té verdi o té neri. Nel caso dei té verdi è prevista una proporzione di 3 g di fiori per ogni 100 g di té. I fiori vengono uniti alle foglie di té che per osmosi assimilano il profumo, e vengono lasciati insieme per un giorno, dopodiché il té viene setacciato in modo da separare le foglie dai fiori quindi, a seconda dell’intensità che si vuole ottenere, si procede nuovamente con l’unione di altri fiori e via così seguitando. Per i té neri i fiori essiccati vengono mescolati al té nelle stesse proporzioni, 3 g ogni 100 g, che abbiamo visto per i té verdi.

Questo metodo di preparazione è piuttosto tradizionale e antico. Le profumazioni sono sempre fresche e le infusioni, dissetanti, non hanno bisogno di essere zuccherate (ma questo si sa, va a gusto personale).

I té aromatizzati

Sono decisamente più diffusi sul mercato, perché potenzialmente il té si può aromatizzare con qualunque cosa. Dicevo la pesca o il bergamotto, ma possiamo pensare anche all’arancia, alla ciliegia e ai frutti rossi, all’ananas, alla vaniglia o al cocco. Questi té sono aromatizzati in genere con oli essenziali estratti dai frutti dei quali si vuole conferire la profumazione. Il risultato è un prodotto decisamente più caratterizzato, dal profumo più intenso e deciso.

Il procedimento prevede che le foglie di té, in genere una miscela di té diversi, siano poste in una sorta di tamburo meccanico che ruota e nel quale viene vaporizzato l’olio essenziale prescelto. Le foglie ruotano e si rimescolano, in modo che l’olio essenziale aromatizzi davvero tutto quanto. A seconda poi dell’aromatizzazione che si è scelta, il produttore può decidere di inserire, ma a puro scopo decorativo, pezzettini di frutta o petali o spezie la cui presenza però non influisce sul profumo ottenuto.

Tra i té aromatizzati il più famoso è il té al bergamotto, cioè l’Earl Grey. La sua nascita l’ho raccontata anche in altre occasioni, ma la sintetizzo qui: Sir Charles Grey si trovava in Cina nel 1832 quando salvò la vita ad un Mandarino della corte cinese. Costui gli donò in segno di gratitudine un té aromatizzato al bergamotto con tanto di ricetta originale: e considerato quanto i Cinesi fossero gelosi del loro primato nella produzione di té (tanto che gli Inglesi dovettero ricorrere all’inganno e ad un avventuriero scozzese per riuscire ad impiantare una coltivazione in India come racconta Bill Bryson), questo gesto fu certo importante. Sir Grey tornato in patria commissionò alla Twinings la produzione del té al bergamotto che a questo punto prese il nome proprio del nobile inglese. Ed ecco così come nacque un vero mito.

12 Comments

  1. Ciao Marina, l’altra volta sono andato dall’erborista per prendere il roiboos e provare il tè nero in foglie intere, non specificai tè nero classico 《breakfast》ma era implicito e mi diede un Earl grey. Me ne accorgo subito a casa. Magari avevo sbagliato ANCHE io a non precisare. Comunque a me non fanno impazzire questi tè con odori che coprono completamente il profumo del tè. Ogni tanto ci può stare ma poi mi stufano.. Comunque dopo un mese trovandomi da quelle parti ritorno lì, prendo sempre altro rooibos senza far polemica aggiungo di voler del tè nero in foglie classico, senza aromi, al che la ragazza mi specifica che non vendono tè con aromi, come se poi ci fosse qualcosa di male in un tè aromatizzato! Il punto è non dare il cliente una cosa che non ha chiesto. Anche se non mi è venuto di aggiungere questa frase al momento. Mi ha fatto fossilizzare su un discorso sugli aromi. Comunque la ragazza mi mostra gentilmente il suo bustone di tè sfuso e appunto sulla parte di davanti c’era scritto Earl grey ma non vedo scritti gli ingredienti perché appunto dice che è un ingrediente unico, il tè. Dice che è proprio un tè che sa di bergamotto. È possibile che l’olio di bergamotto non sia dichiarato come ingrediente? Magari ha preso l’odore come traccia nello stabilimento come quando dicono ‘può cobtenere tracce di’.. del resto è molto forte come odore, ne basta poco. Mi aiuti a risolvere questo giallo :-D?

    1. mi dispiace per la ragazza che ti ha venduto il tè, ma l’Earl Grey non è un tè nero che sa naturalmente di bergamotto, quanto un tè cui è stato aggiunto olio essenziale di bergamotto.

      1. Ma infatti. Cosi ho sempre saputo anch’io e lo spieghi anche nell’articolo. Mi rendo conto che la mia era una domanda surreale ma perché la situazione era surreale. Penso che tutti possano sbagliare, non tutti però quando non sanno una cosa reagiscono allo stesso modo… c’è chi è convinto, chi ammette di non essere sicuro, chi finge, e non so quale sia il caso della signora, non faccio processi alle intenzioni ma magari starà facendo una ricerca su internet anche sul tuo sito e ci starà leggendo e si renderà conto. La cosa piú surreale era che sull’etichetta non era dichiarato l’aroma di bergamotto pur stando scritto Earl grey. Quindi perciò chiedevo se è sempre dichiarato perché magari ne viene messo in quantità minore rispetto alla soglia in cui va dichiarato tipo quando è scritto può contenere tracce e di aroma ne bastano a volte poco perché è fortissimo. Una volta ho visto un servizio televisivo su un tè al cocco che veniva spruzzato di aroma di cocco durante la coltivazione stessa e quindi penetrava proprio nelle foglie perciò mi ero fatto l’idea che ci fossero vari modi per inserire indirettamente un odore nel tè anche non ne capisco molto il senso… c’è gente che ha così paura della dicitura aromi in un tè?

  2. O magari erano scritti dietro al bustone gli ingredienti ma non ci ho pensato di guardare né volevo mettere in dubbio la professionalità dell’erborista anzi ni sono scusato io

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