Archive for giugno 2017

Lavanda, lavanda ovunque, lavanda… da bere

Negli ultimi anni mi è venuta la fissazione per la lavanda. Prima l’ho inseguita in Provenza, poi l’ho cercata nella mia Liguria; anche qui sul blog ne ho parlato: a proposito del miele prodotto in Provenza dalle api operose che ronzano incessantemente nei campi tutti lilla.

Un campo di lavanda a Drego, entroterra ligure (Andagna, Molini di Triora, IM)

Mi piace il profumo, mi piace vederla in fiore in distese sconfinate oppure solitaria, nata spontaneamente in una spaccatura della roccia. Mi piace osservare il lavorio degli insetti su ogni fiorellino, mi piace ascoltare il loro ronzio.

Una farfalla in posa sul fiore di lavanda. Drego (Andagna, Molini di Triora, IM)

Mi guardo intorno e vedo che non sono la sola ad amare la lavanda. Siete, siamo, sempre di più. Così perché non unire l’utile al dilettevole e, tra una foto del mio reportage ligure sulla lavanda e l’altra, non buttare là qualche idea per bevande estive al profumo di lavanda?

Una pianta spontanea di lavanda nasce da una “fascia” a Drego, in Liguria

Ho colto queste idee svolazzando come un’ape di sito web in sito web alla ricerca di qualcosa di stuzzicante. Et voilà la prima indicazione: perché non preparare un’acqua aromatizzata?

Le acque aromatizzate sono una leggerissima e profumata alternativa all’acqua. Sono solitamente a base di frutta, agrumi in particolare o di aromi, come le foglie di menta. Si preparano a freddo e vanno conservate e consumate fredde. E poi, cosa che non guasta, siccome l’occhio vuole la sua parte, vanno preparate in arbanelle o in brocche trasparenti nelle quali diventa fondamentale giocare anche cromaticamente con gli ingredienti, per dare un tocco estetico e, soprattutto, estivo.

Il campo di lavanda di Drego, Liguria

La prima acqua aromatizzata alla lavanda che vi propongo l’ho scovata sulla rivista di cucina “Ci piace”: prevede di spremere il succo di due limoni in una caraffa contenente già 800 ml di acqua minerale naturale; aggiungere 20 g di zucchero e mescolare, quindi inserire, con i fiori rivolti all’ingiù, 10 rametti di lavanda per uso alimentare. La nostra caraffa deve riposare almeno un’ora in frigo; al momento di servire, mettete nei bicchieri qualche fogliolina di menta, che dà quel tocco di fresco in più.

Nonnapaperina.it consiglia un’acqua aromatizzata lievemente differente dalla precedente: lavanda, menta e cedro. Per un litro d’acqua ci vogliono 6 rametti fioriti di lavanda, lavati benissimo, 2 rametti di menta piperita e un cedro tagliato a fettine sottili. Si mette tutto sul fondo della brocca, si copre d’acqua e si mette a riposare in frigo per 2 ore. Al momento di servire, per rendere ancora più profumato e accattivante il bicchiere (trasparente, mi raccomando) si possono aggiungere altri fiori di lavanda, foglie di menta e fettine di cedro.

Il campo di lavanda di Drego, Liguria

Più complessa, ma più profumata ancora, è la ricetta per acqua aromatizzata alla lavanda di cucchiaio.it, che insieme a 1 cucchiaino di fiori di lavanda per un litro d’acqua vuole anche 200 g di albicocche tagliate in quarti e 100 g di mirtilli. Tutti gli ingredienti vanno disposti sul fondo di un’arbanella di vetro nella quale va versata l’acqua; l’arbanella va chiusa ermeticamente e posta in frigo per 2-3 ore. Per servire filtrate l’acqua oppure potete direttamente preparare l’infuso in vasetti monoporzione

Si può anche preparare la limonata alla lavanda secondo la ricetta di familystylefood.com: non è un’acqua aromatizzata, anche se l’acqua è elemento fondamentale della ricetta.

Una farfalla su un fiore di lavanda

Un’idea simpatica, infine, prevede di preparare lo zucchero aromatizzato alla lavanda! Non è meraviglioso? Anche questo suggerimento proviene dalla rivista “Ci piace” e prevede di mescolare in un barattolo a chiusura ermetica 250 g di zucchero con 4 cucchiai di fiori di lavanda alimentare essiccati: lo zucchero sarà pronto dopo 10 giorni di riposo al buio.

Dai, dai! Che di idee ve ne ho date!

Solo un’avvertenza: quando si parla di lavanda qui intendo lavanda alimentare. Scopro infatti che evidentemente non tutta la lavanda che viene venduta o che si coglie si può comprare. Per sicurezza procuratevi la lavanda in erboristeria, avendo cura di specificare a quale uso la volete destinare.

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Il mio té per l’estate: Matcha-lime sparkler Ice Tea

E tanto lo so che siete tutti a caccia di drink estivi che sostituiscano il té caldo e che non facciano rinunciare al gusto di una tazza di té.

Non cercavo io l’idea, è l’idea che mi ha trovato per caso, in una delle tantissime e-mail di pseudospam che mi arrivano quotidianamente. Questa volta, però, l’e-mail l’ho aperta. E non me ne sono pentita. All’interno del link la ricetta, se così la si può definire, di un drink fresco al té matcha e lime: che ribattezzo Matcha-lime sparkler Ice Tea. Prendo l’idea da Epic Matcha, che tante volte fornisce consigli un po’ estremi. Questa volta però, penso proprio che proverò la loro ricetta. E voi? Volete provarla con me?

Qui di seguito il procedimento.

Il Matcha-lime sparkler Ice tea è, come dice il nome, un té freddo a base di té verde matcha, il té verde in polvere, caratteristico della cerimonia del té giapponese, il Cha-do, lime, che noi tutti associamo al mojito, e acqua frizzante che, con le sue bollicine, vivacizza il tutto.

Serve un cucchiaino di té matcha in polvere, da preparare col frullino nella tazzina in poca acqua calda come secondo il metodo tradizionale. Servono due lime da tagliare a spicchi; uno di essi, fatto a spicchi, lo calate sul fondo del bicchiere, e lo pestate come se si trattasse di preparare un mojito; poi riempite il bicchiere (bello alto e lungo, eh?) di cubetti di ghiaccio. Unite a questo punto il matcha con l’acqua frizzante e spremete l’altro lime nel bicchiere. Tenete uno spicchio per decorazione mentre, se vi piace una bevanda particolarmente acidula, calcolate che vi serviranno più lime.

Fatemi sapere se questo drink particolarmente estivo e analcolico è di vostro gradimento. Io per ora vi ho raccontato come prepararlo; ma presto me lo preparerò anch’io, e vi saprò dire!

Buona estate! E non dite che non trovate consigli su come prepararvi il té freddo!

Fresche infusioni per sere d’estate

Infine giunse l’estate.

E noi, amanti di quelle caldissime e corroboranti tisane alla mela e cannella rimaniamo orfani indifesi. Come fare a continuare a bere qualcosa di diverso dall’acqua e che ci dia la stessa soddisfazione di un infuso profumato?

La soluzione c’è: preparare degli infusi che, bevuti freddi, diano altrettanta soddisfazione che bevuti d’inverno caldi.

In questo post non parlo di té, ma mi rivolgo a ciò che té non è, anche se ogni tanto qualcuno tende a confonderli.

In particolare, per quest’estate  ho tre soluzioni da proporvi. Prendete appunti!

fresche infusioni per sere d'estate

 

 

Karkadé

Il karkadé è perfetto per chi da un’infusione fredda si aspetta un carattere particolarmente pungente e proprio per questo dissetante. Il karkadé, di colore rosso rubino, si ottiene dal fiore di ibisco. Spesso si trova in unione con la rosa canina, che contribuisce al carattere pungente dell’infusione e contribuisce al colore rosso. Potete preparare il karkadé con il normale procedimento che usate per il té, ovvero portando ad alta temperatura l’acqua, mettendo in infusione e poi aspettando che si raffreddi. Per rendere le cose più veloci potete preparare un’infusione particolarmente concentrata, quindi piuttosto forte, usando almeno due cucchiaini per tazza in luogo di uno (come prevederebbe un’infusione normale), dopodiché per raffreddare più velocemente buttate dentro cubetti di ghiaccio in modo da raddoppiare il volume dell’infusione. Il karkadé non ha bisogno di essere zuccherato. Tuttavia, se proprio non potete farne a meno, zuccherate appena pronta l’infusione calda, in modo che lo zucchero possa sciogliersi subito.

Cubetti di ghiaccio al karkadé

Un’alternativa è preparare cubetti di ghiaccio al karkadé: sono bellissimi, rossi rossi! Preparate anche in questo caso un’infusione molto concentrata, aspettate che si raffreddi e mettete nelle formine del ghiaccio. Quando i cubetti sono formati potete utilizzarli per aromatizzare e raffreddare un comune bicchiere d’acqua. Bella idea, vero? 😉

Rooibos

Il rooibos, ne ho già parlato in altre occasioni, è l’infuso di un arbusto sudafricano che per comodità viene chiamato té rosso, ma che con il té vero non ha niente a che vedere. Il suo colore in infusione è ambrato, dolciastro al sapore; solitamente viene aromatizzato con profumi dolci, come i frutti rossi, la ciliegia o la fragola, oppure delicati come la mandorla e il pistacchio: si tratta di profumi che non vanno in contrasto con la base rooibos. Anche il rooibos si presta ad essere bevuto freddo. Come nel caso del karkadé, va preparato come se fosse un’infusione calda e poi lasciata raffreddare. Tenete solo conto che a differenza del karkadé, il rooibos ha un aroma più delicato, per cui diventa difficile farlo risaltare se lo allungate con acqua o ghiaccio. Potete invece addizionarlo con frutta fresca in infusione: fragole, albicocche, ciliegie, pezzi di mela, ananas: una sangria analcolica che potrebbe stupirvi.

Frutta di stagione e rooibos: e l’infuso estivo è servito!

Tisana alla menta

La mia proposta, poco originale, forse, è la tisana alla menta. Conosciamo tutti il té alla menta, ampiamente bevuto nel Maghreb e associato ai Berberi o ai Beduini, comunque alle genti del Sahara. Il té alla menta solitamente è un té verde (per la precisione viene utilizzato un gunpowder cinese). Ma basta togliere il té verde per ottenere ugualmente un infuso fresco e dissetante. Le proprietà della menta sono note, per cui è inutile che vi dica quanto sia balsamica e profumata. A me non fa impazzire, sono onesta, ma mi piace utilizzarla in cucina in alcune preparazioni, come con le zucchine, proprio perché ha la capacità di svegliare alimenti che altrimenti alla lunga sarebbero mosci o stucchevoli al palato. Preparare una tisana alla menta è semplicissimo: acqua e qualche rametto di menta lasciato in infusione. Man mano che l’acqua raffredda la menta rilascia il suo profumo e caratterizza tantissimo l’infusione. La tisana fredda alla menta è pronta. Se preferite la versione dolce (del resto il té alla menta marocchino va bevuto zuccherato) ricordatevi di zuccherare subito, quando l’infusione è calda.

Il mio té alla menta a Tangeri

Volendo, se siete ggiovani e seguite le tendenze, potete stupire i vostri ospiti con una tisana mojito: semplicemente aggiungete a quanto vi ho detto qualche fettina di lime e lasciate in infusione. Oppure, e qui mi sconfesso subito, potete preparare un té verde mojito: té verde gunpowder, oppure bancha in infusione con menta e lime, zuccherato con zucchero di canna e servito nei bicchieri con ghiaccio tritato. Il té verde al posto del rum bianco è senz’altro l’alternativa analcolica che stavate aspettando, ne sono certa 😉 Altrimenti, se lo volete alcoolico, potete seguire la ricetta che ho scovato qui.

té verde Mojito. l’ideona dell’estate. Credits: achillea.com

Queste sono le mie proposte per affrontare al fresco questa lunga estate calda. E voi? Avete qualche tisana preferita per l’estate? Qualche ricetta segreta che volete condividere qui? Dai, dai, raccontatela nei commenti!