Natura morta. Viva la natura!

Domenica 19 giugno ho partecipato all’Instameet #poggioacaiano2016 organizzato dagli Igers Prato col comune di Poggio a Caiano (PO). La giornata, in parte ma non troppo, compromessa dalla pioggia, si è svolta principalmente alla villa Medicea di Poggio a Caiano. Si tratta di un capolavoro dell’architettura rinascimentale fiorentina, che funge da modello per tutte le successive ville signorili di campagna. Su progetto di Giuliano da San Gallo, la villa è aperta sul paesaggio circostante, che controlla dai lati, e che è un paesaggio fatto di campi coltivati, di vigneti, di oliveti, di panorami che spaziano fino a Firenze (la cupola, piccolissima, si vede laggiù in fondo).

Al secondo piano, la villa ospita un Museo della Natura Morta. È di questo in particolare che vi voglio parlare (della villa ne parlerò su Maraina in viaggio). Niente teiere, i Medici non bevevano il té (che è arrivato in Europa dopo che la loro dinastia fu tramontata); tuttavia vale la pena spendere un post per raccontarvi ciò che di questo museo mi ha colpito.

Alzatine con frutta varia: Museo della Natura Morta

Alzatine con frutta varia: Museo della Natura Morta

Natura morta. Potrebbe sembrare un genere pittorico noioso, poco spettacolare: sono sempre vasi di fiori, ceste di frutta e oggetti inanimati disposti più o meno a caso su un tavolo. Sì, certo, ma è proprio questo il bello: che oggetti inanimati siano oggetto di un’osservazione tanto acuta da parte del pittore da saperne rendere il più minuto dettaglio, la resa alla luce, il rapporto con lo spazio e con gli altri oggetti presenti! Questa è la magia della natura morta, genere che, nato nel Cinquecento, ha avuto fortuna in tutte le seguenti correnti pittoriche, comprese quelle del Novecento, e che oggi è protagonista assoluta di tanta parte della fotografia (la foodphotography, alla fin fine, altro non è che fotografia di still life).

Vaso di fiori, dettaglio

Vaso di fiori, dettaglio

Tra tutti i collezionisti, e committenti, di nature morte, gli esponenti del casato dei Medici erano molto esigenti e anzi accolsero alla loro corte pittori specializzati proprio in questo genere pittorico. Il Museo della Natura Morta della villa medicea di Poggio a Caiano illustra la collezione mostrando la varietà e la vastità di interessi dei Medici in questo campo.

La pittura di natura morta era sì esercizio di stile per il pittore, ma era anche, in un’epoca in cui non esistevano ancora enciclopedie, un modo per rappresentare la varietà della natura e, dal punto di vista dei committenti, per mettere su tela la varietà e ricchezza dei frutti della terra sotto il controllo mediceo: così vanno intese le serie di dipinti che mi hanno entusiasmato di più: si tratta di una serie di grandi tele che illustrano, frutto per frutto, tutte le varietà e il mese di raccolta. Il pittore deputato alle nature morte, Francesco Bimbi, rappresenta un eccezionale tela che intitola Pere, nella quale rappresenta 5 vassoi pieni di pere di ogni forma, colore e dimensione, e dunque varietà, mentre una legenda sotto ne illustra il nome e il mese di produzione. La tela è inserita in una cornice nuovamente intagliata a pere, hai visto mai che qualcuno non avesse ben chiaro il tema. Stessa cosa si verifica con le mele, cui è dedicata un’altro grande dipinto.

Francesco Bimbi, Pere, Museo della Natura Morta Villa Medicea di Poggio a Caiano

Francesco Bimbi, Pere, Museo della Natura Morta Villa Medicea di Poggio a Caiano. Persino la cornice è a tema!

Un discorso a parte, anche se sostanzialmente il principio è lo stesso, va fatto per le tele che rappresentano agrumi. Una costante nelle residenze medicee è il giardino. Una costante nei giardini medicei è la limonaia, un luogo nel quale in inverno si ricoveravano limoni e agrumi piantati in vaso che potevano godere del tepore del calore del sole senza rischiare le gelate. I Medici amavano la varietà e i giardinieri medicei erano esperti nel trarre sempre nuove essenze e nuove forme, realizzando sempre nuovi innesti e nuovi ibridi. Una delle limonaie più famose era quella della villa di Castello a Firenze, tuttora portata avanti da esperti giardinieri.

Certo, molti degli ibridi che erano stati realizzati tra il Cinquecento e il Seicento si sono persi, ma oggi si sta cercando di recuperare ciò che il tempo e i ricorsi storici hanno cancellato. In questo senso anche le tele del Bimbi, sempre lui, dedicate a vassoi di limoni, ognuno di una varietà diversa come nel caso delle pere, è una fonte importante di conoscenza. La scusa di rappresentare tutti quegli agrumi era occasione di magnificare la ricchezza dei Medici, l’abbondanza della loro tavola e la fertilità dei loro terreni. Per noi rimane documento importante della biodiversità dell’epoca.

La varietà di limoni coltivati nelle limonaie medicee

La varietà di limoni coltivati nelle limonaie medicee

Il Museo della Natura Morta della Villa Medicea di Poggio a Caiano è una pinacoteca tutta particolare, la cui ricchezza si svela piano piano, tela dopo tela, sala dopo sala: così quando si arriva ai limoni, verso la fine del percorso, il trionfo è completo. Vi invito a visitarlo, e poi di scendere nel giardino della villa e di farvi un giro tra le piante di limoni ancora oggi coltivate e di passeggiare nel parco, vastissimo, che si stende intorno e dietro la villa. Poggio a Caiano è la villa medicea nella quale per la prima volta diviene centrale il paesaggio e la terra circostante. E non è un caso che la villa ospiti il museo che è il trionfo dei Medici e del loro buongoverno su una terra che erano bravissimi a far fruttare.

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