Archive for aprile 2016

Quant’è fotogenico il matcha!

credits: @matchabay

credits: @matchabay

Sarà il suo colore verde acceso, sarà il fatto che è in polvere, sarà la sua grande versatilità in cucina oltre alla grande suggestione che ispira la cerimonia del té giapponese, di cui è protagonista, fatto sta che il té matcha è una vera star di instagram.
Sono numerosi i profili instagram dedicati al matcha. Scorrere le loro gallerie è un tripudio di verde, di eleganti composizioni fotografiche cui si intervallano foto evocative della cerimonia del té. Il colore predominante è il verde, che in tanti casi viene esaltato dall’utilizzo di un qualche filtro hdr, o da una sapiente modulazione della saturazione. Quale che sia la scelta dell’autore dello scatto, sia esso un teablogger, un rivenditore di té, un food-ografo (non ci credo, l’ho scritto davvero!) o un appassionato, seguire i profili dedicati al matcha vivacizza la propria timeline, spiega un sacco di curiosità e soprattutto suggerisce tante idee in cucina. Il matcha è molto versatile, questo si sa, ma scommetto che nessuno di voi aveva mai pensato di usarlo, ad esempio, per il mojito!

credits: @matchabay

credits: @matchabay

Vi accompagno a fare un giro sui profili instagram che raccontano per immagini il té matcha. Ditemi poi cosa ne pensate. A me tutto questo verde mette tanta allegria! E attraverso le foto percepisco il profumo, così caratteristico, della polvere: dolciastra a sentirla, mentre il té, quand’è preparato secondo il metodo tradizionale (un cucchiaino raso in una tazza non troppo piena d’acqua, girato velocemente col frullino) è amaro e molto forte.

@Tea_mill

@matchadesserts

@matcha_latte_art

@matchabay

@matchaeologist

credits: @tea_mill

credits: @tea_mill

Io personalmente amo il matcha, proprio per la sua diversità rispetto agli altri té, ma soprattutto per la sua storia: la cerimonia del té giapponese, il chanoyu, è una delle tradizioni più autentiche del Giappone: generazioni di maestri del té la insegnano e la praticano, con una gestualità, una ritualità che è rimasta invariata da millenni e che non può lasciare indifferenti gli Occidentali che la approcciano. Io stessa ho impressa nella mente in maniera indelebile la cerimonia del té così come l’ho imparata: mi sembrava di essere messa a parte di pensieri e gesti ignoti ai più e dei quali mi sfuggiva in parte l’essenza. Allora, anche prepararmi il matcha nell’intimità della mia casa non è più un fattore di “moda” o di curiosità, ma di consapevolezza e rispetto di ciò che sto facendo.

Tolta questa parentesi cultural/sentimentale, restano gli infiniti usi cui il matcha si presta: anche solo a guardare le foto, vedete bene che gelati, biscotti, torte e cappuccini verdi sono una gioia per gli occhi e, sono sicura, anche per il palato. Se non avete mai provato il matcha fuori dalla tazza, ecco l’idea per voi: madeleines al matcha, direttamente dal nuovo blog di Panelibrienuvole. Provateli, mi ringrazierete.

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Alexandra David-Néel: il mio té preferito

mariage freresDi té ne ho bevuti tanti. Alcuni mi hanno incuriosito, alcuni mi hanno attratto, alcuni li ribevo sempre volentieri. Alcuni, ancora, se mi capita l’occasione li cerco e li bevo con rinnovato piacere ogni volta. Ma c’è un té, o meglio un té aromatizzato, che per me è il meglio in assoluto: Alexandra David-Neel di Mariage Frères.

Un té nero speziato, niente più. Eppure, è un té potentissimo, che unisce in sé la potenza delle spezie, il pizzicore del pepe e la dolcezza dei frutti e dei fiori. Annusarlo è una gioia, perché il mix sapiente di spezie e fiori delizia e solletica al tempo stesso. In tazza, poi, è il pepe a farla da padrone, anche se l’essenza floreale non si perde, e le altre spezie danzano in cerchio in tazza.

Scoprii quasi per caso il té Alexandra David Neel sul catalogo di Mariage Frères qualche anno fa. Poche righe che spiegavano chi fosse la donna che dà il nome a questo blend, donna che io non conoscevo e che invece è un’eroina francese molto nota nel suo Paese. Fu una viaggiatrice instancabile, femminista, molto decisa e sicura delle sue azioni: fu la prima donna ad attraversare il Tibet e ad entrare nella città proibita di Lhasa. Città proibita agli stranieri e ai non buddhisti, e proprio per questo meta ancora più ambita. Il viaggio che compì durò anni e fu ai limiti della sopportazione umana, ma alla fine riuscì nell’intento e rimase a vivere nella regione himalayana, che all’epoca, sullo scorcio della metà del Novecento, attraversava profondi mutamenti politici, per 17 anni, raccontando nei suoi diari e libri tutto ciò che avveniva laggiù con uno sguardo critico e piuttosto pragmatico. Da quando ne ho scoperto la storia, Alexandra David-Néel è entrata di diritto nella mia top 5 delle donne viaggiatrici, donne caparbie, da cui trarre ispirazione.

Il mio té Alexandra David-Néel by Mariage Frères

Il mio té Alexandra David-Néel by Mariage Frères

Tornando al té, da quando l’ho bevuto, quasi per caso, la prima volta, fidandomi di poche righe scritte su un libretto, è stato amore, così ogni volta che torno da Mariage Frères in Rue du Bourg-Tibourg a Parigi, nel cuore del Marais, lo ordino. L’ultima volta, poco tempo fa no, in effetti, ho voluto provare qualcos’altro. Ma l’Alexandra David-Néel l’ho acquistato: una scatola da 30 sacchettini in mussolina, che quando si apre sprigiona tutto il suo fenomenale profumo.

È incredibile come un semplice té abbia fatto così tanto: grazie ad esso ho conosciuto la storia di una donna incredibile; in più è l’esatta combinazione di spezie che per me raggiunge la perfezione, o comunque ci va molto vicino.

Così, ogni volta che me lo preparo, rinnovo quel momento di puro piacere, di sorpresa ogni volta, allo scoprire quante tonalità di spezie vi sono e quella nota fruttata che avvolge e si fa avvolgere.

Alexandra David-Néel è senz’altro il mio té preferito.

Le teiere del Mercato delle pulci di Saint Ouen

Amanti dell’antiquariato e delle pulci, se passate da Parigi il Mercato di Saint Ouen, presso Porte de Clignancourt, è ciò che fa per voi. Un intero quartiere nel quale rovistare, acquistare mobili antichi, ma anche semplicemente bottoni e, naturalmente, teiere e servizi da té.

Sapete che amo i mercatini e sapete che ciò che più mi piace è pensare che se qualcuno si è liberato di un oggetto, quest’oggetto potrà avere presto o tardi la sua opportunità di una nuova vita e di una nuova storia. Ogni oggetto è portatore di una storia. A maggior ragione una teiera: quali té avrà versato? A chi? Quando? Dove è stata acquistata? Rispondere a queste domande è impossibile, a meno che il venditore non corrisponda al proprietario che se ne vuole disfare. Ma è raro incontrare situazioni del genere, pertanto solo la fantasia ci può aiutare a raccontare storie. Tra le varie teiere una mi ha stuzzicato la fantasia: di grandi dimensioni, in ceramica, produzione russa, stando alla firma che si legge sotto l’ansa. Come ci è arrivata a Parigi? A chi apparteneva? Quando è stata realizzata? Ha mai servito davvero del té?

Teiera in maiolica bianca e blu di produzione russa e dimensioni maggiori del dovuto. Decorata con appliques nel centro, cavo, della pancia

Teiera in maiolica bianca e blu di produzione russa e dimensioni maggiori del dovuto. Decorata con appliques nel centro, cavo, della pancia

Avrei comprato tutto. Ma mi sono trattenuta, ve lo dico subito. A farmi desistere da qualsivoglia acquisto il pensiero del bagaglio a mano al ritorno. E il pensiero che ormai in casa mia o entrano le teiere o entro io. Mi sono comunque goduta l’esplorazione, il gusto della ricerca, l’osservazione dei servizi da té, in ceramica, in ottone, cinesi, russi, di Limoges. Ne ho trovato per tutti i gusti e io stessa non saprei trovare la mia teiera preferita. Così lascio a voi le foto di questo reportage. Giudicate voi, e fatemi sapere!

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Il Masala Chai al Borough Market di London

Masala chai at Borough Market, London

Masala chai at Borough Market, London

Se vuoi conoscere lo street food londinese devi per forza pranzare almeno una volta al Borough Market: un mercato coperto dove accanto ai banchi delle verdure e del pesce puoi trovare tutti i banchini del cibo da asporto, o take away che dir si voglia. Dalle pies al kebab, passando per la cucina indiana e quella vegetariana, o al contrario agli immensi spiedini di carne o ai wurstel di tradizione centroeuropea. Il Borough Market è un’esperienza culinaria multietnica, un festival delle cucine del mondo che si svolge tutti i giorni, e che tutti i giorni fornisce il pranzo ai londinesi che lavorano nella city o a Southbank e ai turisti che ormai stanno imparando a conoscere questo posto.

Tra le varie attrazioni offerte non poteva mancare il té. Non parlo dell’English Breakfast o dell’Afternoon Tea, blend tipicamente inglesi che però hanno bisogno del loro proprio rituale per essere serviti, ma del té direttamente importato dall’India, in particolare dal Darjeeling, la regione che produce il té più pregiato.

Masala Chai at Borough Market: gli ingredienti

Masala Chai at Borough Market: gli ingredienti

Se volete fare un’esperienza di street-tea, trovate quello che fa per voi: una curiosa miscela che vi verrà preparata sul momento. Curiosa per due motivi: innanzitutto tutta la preparazione, e in secondo luogo per il sapore, particolarissimo. La bevanda che vi racconto è il Masala Chai, a base di té nero, latte e tanto tanto zenzero.

A prepararlo è una ragazza giovanissima che con maestria dosa gli ingredienti e prepara l’infusione come se fosse un rito.
In principio è il té, nero, speziato, cannella, cardamomo, chiodi di garofano e pepe, la classica miscela con la quale ormai identifichiamo il chai. Lo versa nei bicchieri di cartone (che io non sopporto, ma per lo street-tea ci vogliono), ma prima di tappare i bicchieri con il beccuccio di plastica agita del latte e lo versa. E non finisce qui. Perché l’ingrediente magico, quello che fa la differenza, è lo zenzero, che viene grattugiato sul momento e versato nel bicchiere. Quindi si mescola il tutto, si tappa il bicchiere e per 2 £ il Masala chai tea da asporto è pronto.

Il profumo è speziatissimo, il sapore dolciastro, grazie al latte che tutto blandisce, ma estremamente di carattere perché, se permettete, lo zenzero vuole farsi sentire.
Un’esperienza che, a distanza di un anno, ancora mi è rimasta impressa e ricordo con grande piacere.

Il Masala Chai in preparazione: lo zenzero grattugiato viene versato nel bicchiere di chai latte

Il Masala Chai in preparazione: lo zenzero grattugiato viene versato nel bicchiere di chai latte