31 modi per celebrare l’International Hot Tea Month

Il blog The Little Tea Room mi informa che gennaio è l’Hot Tea Month. Si tratta di una “Festa”, se così la si può chiamare, che a dispetto delle apparenze non è inglese, ma americana, che ha come scopo la diffusione della cultura del té in un Paese, gli Stati Uniti, dove comunque la bevanda, in tutte le sue numerose declinazioni, è molto consumata. In Italia invece siamo ancora indietro: la maggior parte della gente preferisce il cappuccino a colazione e una cioccolata calda a merenda per combattere i rigori del freddo invernale. Ora, senza nulla togliere al cappuccino, che personalmente adoro, e alla cioccolata, sulla quale è anche superfluo pronunciarsi, è pur vero che bisogna diffondere la cultura del té in Italia perché anche se la situazione è migliorata rispetto a pochi anni fa, siamo ancora in pochi a saper distinguere un té nero da un té verde.

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Allora, aderisco anch’io all’Hot Tea Month proponendo, sulla base di quest’articolo che mi ha fornito l’ispirazione, 31 modi per celebrare il té. Ovvero 31 cose da sapere per imparare ad apprezzarlo. 31, come i giorni di gennaio, Hot Tea Month.

    1. Una tazza di té al giorno toglie il medico di torno; cominciamo in modo soft: té nero alla mattina per iniziare con grinta la giornata, oppure té verde a pranzo al posto dell’acqua o del vino, oppure té aromatizzato alle Cinque del pomeriggio, oppure ancora tisana o infuso la sera dopo cena, per chiudere in bellezza la giornata.
    2. Le tazze di cui sopra si possono bere anche tutte insieme nell’arco di una stessa giornata: non si muore, anzi: bere fa bene e d’inverno spesso ci dimentichiamo di bere l’acqua, sia perché non ci viene sete, sia perché (è il mio caso) l’acqua è fredda.
    3. Caldo è bello: volete mettere il piacere di una tazza di té bollente da stringere tra le mani quando avete freddo, e sentire poi il caldo che si irradia in corpo ad ogni sorso che mandate giù?
    4. Camelia sinensis: il té si produce a partire dai germogli della camelia sinensis, un arbusto a foglia verde originario della Cina, parente di quella bellissima pianta che è la camelia Japonica, ovvero la camelia da fiore, dalle cui foglie però non si ricava niente di niente. La camelia sinensis fa un fiore bianco molto piccolo, e certo non è pregiata per la sua fioritura: il suo tesoro sta nelle foglie.
    5. Il té nasce in Cina. Da qui arriva nel medioevo in Giappone, al seguito dei monaci buddisti, ma rimane per lunghissimo tempo l’unico importante produttore e consumatore. La scoperta del té da parte degli Inglesi apre le frontiere di questa bevanda al mondo occidentale. Ma la Cina continua ad essere l’unico produttore. Per toglierle il monopolio gli Inglesi “rubano” il “segreto” della sua coltivazione e la esportano in India e a Ceylon. E dalle varietà di questi té, che spesso prendono il nome dell’area geografica di produzione, nascono i migliori e tradizionali blend inglesi, come l’English Breakfast o l’Afternoon Tea.
    6. I pregi del té in bustina: la bustina è veloce, pratica, profumatissima in genere ed è già lì, pronta per essere buttata nell’acqua calda. Pochi minuti di infusione ed è fatta. Dalla forma canonica quadrata alle bustine rettangolari più grandi a quelle piramidali, in mussolina o altro materiale, sono fatte apposta per rilasciare il profumo e l’infusione nella tazza.teabag
    7. Accessori per il té in bustina: dove poggiare la bustina utilizzata senza per forza farla sgocciolare sul piattino o altrove? Esistono degli oggettini apposta: sono i poggia-bustina, dei piattini mignon a forma solitamente di tazzina da poggiare accanto alla tazza, pronti a ricevere la bustina utilizzata; un altro oggettino, ancora più simpatico, è un reggi-bustina che si agganci direttamente alla tazza.
    8. Bustine fai-da-te: ebbene sì, si può fare! Si trovano in vendita dei filtri monouso vuoti da riempire con il té sfuso che più si preferisce. Personalmente uso queste soluzioni quando voglio fare un pensierino alle amiche, ma nulla vieta di usarle anche a fini personali. Si trovano in vendita nei negozi specializzati in té e accessori.
    9. Loose Tea: è il té sfuso, quello che trovate in vendita in quei bei barattoloni di latta che fanno bella mostra di sé nei negozi di té. Ne apri uno e scopri un universo di profumi che non vorresti più cancellare dal tuo naso. Eh sì, il loose tea è più immediato come aroma e potenza rispetto al té in bustina. E poi c’è la soddisfazione di poter toccare con mano le foglie di té lavorate e di poterne mettere in infusione secondo il quantitativo che più ci aggrada.loose tea
    10. Accessori per il loose tea: beh, fondamentalmente l’accessorio è uno, e cioè l’infusore. Si tratta di un contenitore, solitamente un ovetto, bucherellato in modo da poter rilasciare tutta l’infusione nel modo più omogeneo possibile. Le infinite variazioni sul tema portano a forme fantasiosissime (la più nota nel web è il sottomarino giallo, ma le forme possono essere molteplici, a casetta, a farfalla, a cuore, a pinna di squalo… e potrei andare avanti per ore). Un altro accessorio è il misurino, che a seconda di quante tazze vogliamo preparare, ci dirà quanto té mettere: strumento interessante per chi non si sa regolare e rischia di preparare un té troppo pesante o al contrario troppo leggero.
    11. tea-tins mon amour: le scatoline di latta per conservare il té sfuso sono per alcuni un vero oggetto di culto; c’è chi colleziona quelle delle grandi marche di té (a proposito, chissà come sta il buon vecchio Stano Breja) e chi invece non resiste al fascino delle scatoline più fantasiose e ne compra sempre di nuove perché tanto un’occupazione la trova sicuro (e questa sono io). Le fantasie di queste scatoline sono svariate e proprio in questo sta la loro bellezza; anche le dimensioni non sono standard, e variano dalle più piccoline a quelle da 100 g o più; le forme più comuni sono quella rettangolare e quella cilindrica col coperchio rialzato, ma non mancano scatoline dalle forme più elaborate. Insomma, ce n’è per tutti i gusti.
    12. A ognuno il suo (té): té nero, té verde, té bianco. Sono queste le principali categorie di té, che si distinguono sulla base della loro lavorazione, cui corrisponde anche un maggiore o minore contenuto di teina e di conseguenza una maggiore o minore leggerezza dell’infusione.Tea_in_different_grade_of_fermentation
    13. Si fa presto a dire té nero: parlare di té nero e basta, è quanto di più incompleto si possa fare. Esistono tantissime varietà di té neri, così come di verdi, che si distinguono sulla base della regione di coltivazione, o della lavorazione, o ancora del tipo di raccolto. I principali té neri coltivati al mondo sono il Darjeeling, indiano, definito lo champagne dei té, l’Assam, indiano, lo Yunnan, cinese, il Ceylon, dello Sri Lanka. E poi ci sono i blend… il più noto è l’English Breakfast, una sapiente unione di più té neri d’importazione per ottenere una miscela corroborante, ideale per il Breakfast inglese.
    14. Si fa presto a dire té verde: vedi sopra. Come per il té nero, vi sono infinite varietà di té verde, prodotto sia in Cina che in Giappone. In Giappone addirittura non esiste té nero e  oltre ai té verdi in foglia esiste il té verde in polvere. È il matcha, usato nella cerimonia del té
    15. Il Cha-no-yu: la cerimonia del té è un aspetto particolarissimo della cultura giapponese. Per condurre una cerimonia del té in una casa del té occorre essere maestri del té. Un preciso rituale fatto di gesti, di formule, di oggetti e di pose governa la preparazione del té matcha, che viene disciolto nell’acqua bollente con un frullino in bambù. Partecipare ad una cerimonia del té ha un che di sacrale e spirituale ed è interessante vedere come il té sia un aspetto tanto importante nella cultura giapponesechado homemade
    16. Tra i té verdi merita una menzione speciale il Gen-maicha, un particolare té verde arricchito con riso tostato. L’aroma della tostatura permane in tazza e conferisce a questo té un sapore molto particolare che, a mio gusto, ben lo adatta a consumarlo durante i pasti.
    17. Tornando ai té neri, un altro té a mio parere si adatta meglio degli altri ad essere consumato durante in pasti: il Lapsang Souchong. Si tratta di un té affumicato, ovvero lasciato ad essiccare in ceste di legno affumicato, che conferisce il profumo marcato così caratteristico.
    18. Té bianco: ebbene sì, esiste anche il té bianco. Delicatissimo, questo té in tazza risulta chiarissimo e dal profumo molto leggero. Anch’esso viene aromatizzato con frutti e fiori, in modo tale però, da mantenere sempre un profumo e un sapore delicato. La sua caratteristica principale è la leggerezza.
    19. fiore di té: elegantissimo e bellissimo, dispiace quasi poi berne l’infusione. Il fiore di té è solitamente un bocciolo di foglie di té e di fiori che, messo in infusione in acqua calda, pian piano si schiude liberando forme e colori eccezionali. Un vero e proprio miracolo in teiera: la quale dev’essere rigorosamente trasparente, sennò è del tutto inutile.
    20. Rooibos: non è un té, ma la sua diffusione è tale da far parlare di esso come di té rosso. Ma non contiene né teina né caffeina. In realtà deriva da un arbusto africano, e la bevanda stessa è di origine africana. Siccome è naturalmente dolciastro, si presta ad essere aromatizzato con frutta e aromi che enfatizzano la caratteristica dolce.rooibos
    21. Mate: Yerba Mate è il nome dell’infusione nazionale del Sud America. Trattasi di un’erba che in tazza rilascia un aroma dolciastro, molto apprezzata anche al di fuori della sua terra di origine per le sue caratteristiche particolarmente benefiche nei confronti dell’organismo. Come bevanda tradizionale, nella sua regione d’origine viene servita in un contenitore particolarissimo, una zucca a fiasco e bevuta attraverso la bombilla, una cannuccia con un filtro, apposta per evitare di bere le foglie sminuzzate in infusione.
    22. Il Mate in sudamerica indica in senso lato tutti gli infusi di erbe e foglie. Tra questi il più famoso è il mate de coca, estremamente diffuso sulle Ande, in particolare in Perù, dove gli abitanti addirittura hanno l’abitudine di masticare le foglie di coca che, com’è noto, rilasciano sostanze tali da favorire la sopportazione della fatica derivata dall’altura e dal lavoro. Il mate de coca si prepara semplicemente mettendo in infusione in acqua delle foglie di pianta di coca: tranquilli, se la bevete non vi drogate, ma anzi, ci guadagnate in energia, parola di Quechua.

      mate de coca

      il mio primo mate de coca

    23. Infusi a profusione: una volta le tisane e gli infusi erano prerogativa delle erboristerie che propinavano a seconda dei bisogni di ciascuno, preparati a base di gambi di ciliegio, finocchio selvatico, anice e zenzero e chi più ne ha più ne metta. Oggi ancora le erboristerie forniscono questo importante servizio, ma se volete semplicemente un infuso dopopasto, una bevanda calda tanto per concludere la serata, i negozi specializzati di té offrono vastissime gamme per tutti i gusti.
    24. Tra gli ingredienti prediletti per gli infusi, la rosa canina e l’ibisco sono spesso presenti perché donano il colore rosso e un certo carattere acidulato, ma non amaro, all’infusione; inoltre si prestano all’abbinamento con moltissimi altri ingredienti, creando ogni volta soluzioni nuove e sempre più profumate.
    25. Teiere per tutti i gusti: personalmente ho una predilezione per le teiere in ghisa giapponesi, ma adoro quelle kitsch dove la fantasia comanda e tu puoi trovarti a versare il té dalla bocca di un cammello dal lungo collo, o dal calice di un fiore, o ancora da un pianoforte a coda o da un autobus a due piani londinese… teiere a forma di edifici, di case, di palazzi, persino di castelli medievali (cèlo!😀 ), la collezione può essere davvero lunga e le variazioni infinite. Per questo adoro oltre al té pure tutto gli accessori che gli ruotano intorno. E devo mozzarmi le mani ogni volta per non acquistarne una nuova.

      teiera Re Enrico VIII

      La mia teiera Re Enrico VIII. Lato B

    26. Il té nel deserto: tra tutte le teiere quella più evocativa è senz’altro quella marocchina: in genere in ottone o in argentone, è riconoscibilissima per la sua forma allungata e per la pancia dolitamente incisa con decori arabeggianti. A questa teiera si abbinano dei bicchieri in vetro variopinto, spesso col bordo dorato e con decorazioni ad arabeschi e simili. Completa il quadro un vassoio rotondo inciso o intarsiato e il té, rigorosamente alla menta, è servito.
    27. Attenzione: occorre distinguere tra teiera e bollitore! Il bollitore è il contenitore che va messo a diretto contatto col fuoco, nel quale si porta a ebollizione o quasi l’acqua per il té. L’infusione avviene poi nella teiera, che sarà stata preventivamente temperata con uno sciacquo di acqua calda e che poi accoglierà le foglie di té e l’acqua per realizzare l’infusione.
    28. Té freddo: il té si può bere anche freddo. L’ice tea è anzi una bevanda molto diffusa, al pari delle bibite gassate: negli scaffali del supermercato trovate principalmente limone e pesca, ma sappiate che potete prepararvi da soli il té freddo al gusto che più vi aggrada. I metodi per prepararlo sono diversi: dall’infusione messa tra i cubetti di ghiaccio (metodo piuttosto lungo perché bisogna aspettare che il ghiaccio si sciolga) al té preparato caldo, eventualmente zuccherato e lasciato raffreddare, non c’è una ricetta giusta e una sbagliata: provate e sperimentate il metodo che più vi aggrada.
    29. Latte o limone? Zucchero o miele? L’uso di mettere il latte nel té, tipicamente anglosassone, deriva dal carattere molto forte dei té neri inglesi o irlandesi, té talmente intensi da aver bisogno di essere stemperati dal latte. L’uso del limone è invece un’abitudine più italiana. Se andate a Londra e dintorni probabilmente vi sparano a vista se mettete una fettina di limone nella tazza. Quanto allo zucchero, i puristi vi diranno che il té va bevuto senza. Ve lo dico anch’io,  che non sono così estremista: lo zucchero esalta il profumo, ma altera il sapore. Naturalmente però è questione di gusti. Una cosa che consiglio invece è usare il miele come emolliente, più che come dolcificante, quando sentite che i malanni di stagione bussano alla vostra gola: non guarirete di sicuro, ma ne trarrete senz’altro giovamento. lemon tea
    30. Pasteggiare con il té: premesso che il té si può utilmente impiegare in cucina nella preparazione sia di piatti salati che dolci, una valida alternativa al vino, all’acqua o alle bibite durante i pasti è sostituire una tazza di té. Il té verde o il tè affumicato Lapsang Souchong ben si adattano ad accompagnare l’uno piatti leggeri, magari a base di pesce, l’altro piatti più di sostanza, o formaggi. Se poi preparate un cous cous alla marocchina, il té alla menta o alla salvia si adatta benissimo alla circostanza. Provate, e non ve ne pentirete.
    31. Keep calm & drink tea: nonostante la teina sia una sostanza eccitante, alla pausa del té viene sempre associato il relax, la pace, la tranquillità, l’intimità di un momento da dedicare a se stessi, oppure il piacere di una chiacchiera tranquilla e spensierata con le amiche. Il té ha un doppio potere, a seconda se si è da soli o in compagnia: nel primo caso ha la capacità di condurci, insieme al fumo che sale dalla tazza, attraverso i nostri pensieri, e di adattarsi come un guanto al nostro stato d’animo; nel secondo caso sa creare una grande convivialità intorno al tavolo, e convivialità è sinonimo di benessere e di buonumore collettivo.

Lunga vita al té, e buon Hot Tea Month to everyone!

6 responses to this post.

  1. O la teiera di Enrico VIII da dove salta fuori?😀 favolosa!

    Rispondi

  2. e’ sempre un piacere leggerti e scoprire curiosità che non sapevo esistessero..ww il te!!!
    buona giornata
    daniela
    https://infusodiriso.wordpress.com/

    Rispondi

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