Orti Dipinti e bizzarre piante aromatiche

C’è un giardino a Firenze sconosciuto ai più. Dalla strada, Borgo Pinti, non si vede, chiuso da un alto muro e da un cancello. In passato quel cancello era spesso chiuso; ultimamente invece è aperto. È il Giardino degli Orti Dipinti.

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Entrando si varca il confine per un posto diverso, nuovo, magico, animato da folletti come quelli dei boschi di Fantaghirò, per capirci. In effetti ci sono, i folletti: mille occhi e mille facce in terracotta dipinta ti scrutano appese al murettino che delimita lateralmente il giardino; davanti a noi una casetta di legno, dall’altro lato un’aiuola, alberi e più in là una specie di pagoda in muratura. E altre figurine in terracotta dipinta, buffe, goffe, grottesche, che sorridono e che si nascondono dietro un ramo o che ti accolgono, ritte su una panchina.

Ti senti osservato, ma vai avanti.
Se fin qui eravamo nel regno delle favole, andando avanti entriamo in un settore che non ci aspetteremmo mai di trovare in un giardino pubblico: un vero e proprio orto. Un orto nel quale gli ortaggi e le piante aromatiche non sono piantate direttamente in terra, ma in cassoni di legno, ognuno riservato ad un’essenza singola, o al massimo a due, coltivate secondo l’andamento delle stagioni: in estate troverete i pomodori, per intenderci, ora invece no. Ogni cassone è irrigato grazie ad un primitivo quanto ingegnoso sistema: un orcio in terracotta riempito d’acqua e tappato con un tappo in ceramica o in sughero, che rilascia lentamente l’acqua la quale così riesce ad irrigare tutta la terra del cassone senza rischio di dispersione. Anche qui tornano i buffi animalini e le facce grottesche: disseminate nei cassoni, tra gli steli delle cipolle, tra le foglie delle piante, tra i peperoncini che pendono, questi esserini animano, rallegrano e rendono magico questo posto.
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Tra le piante coltivate una serie in particolare ha attratto la mia attenzione: la serie delle piante aromatiche. Timo? Menta? Salvia? Certo, ma in varianti che lasciano davvero a bocca aperta. Perché c’è un motivo se ho detto che quest’orto è magico, ed è che le piante aromatiche hanno profumi che non sono i loro: la menta sa di arancia oppure di fragola, la salvia sa di melone e di pesca e il timo sa di bergamotto! Non è suggestione, è davvero così: che siano quei buffi esserini, ancora una volta, ad aver fatto l’incantesimo?

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Gli Orti Dipinti sono una Community Garden nel cuore di Firenze. Sono un orto didattico e si chiamano così (e qui un po’ di poesia si perde), perché sono gli Orti di (Borgo) Pinti, la via sulla quale si affacciano. Occupano il posto che un tempo fu di un campetto di atletica e che da qualche tempo versava in stato di abbandono. I volontari, perché sono volontari coloro che se ne occupano, hanno reso in breve tempo questo spazio vivo e vitale, con una sua personalità e una sua mission: uno sviluppo urbano sostenibile, attraverso la coltivazione delle piante dell’orto, la sensibilizzazione a tematiche green, ecologiche e ambientali. In programma hanno tutta una serie di attività che svolgono anche in collaborazione con le scuole. Perché l’educazione all’ambiente, compreso l’ambiente dell’orto, ormai così estraneo alla maggior parte delle nuove generazioni, deve iniziare fin da bambini. I volontari sono lì tutti i giorni. È grazie alla loro presenza e alla loro attività se questo giardino è accessibile a tutti. Sul loro sito web si può essere informati costantemente delle loro attività ed iniziative.

20151213_155649-01.jpegMa torniamo a noi: le piante aromatiche, la menta che sa di arancia e la salvia che sa di melone. Esistono davvero, e per rendersene conto basta strofinare le foglie, come si farebbe con qualunque pianta per impregnarsi i polpastrelli del profumo, e portarsi le dita al naso. No, tranquilli, i sensi non vi ingannano, quelli che sentite sono profumi davvero assimilabili a frutti diversi da quelli che avete davanti. Queste piante, la salvia melone, la menta arancia, il timo bergamotto, e ancora la salvia pesca e la menta fragola sono delle particolari varietà della salvia, del timo e della menta. Devo ancora decidere se fa più specie non riconoscere il profumo consueto o indovinare quello bizzarro. Fatto sta che la scoperta diventa meraviglia, poi divertimento, voglia di condivisione e desiderio di saperne di più. Eravamo lì in 6 o 7 persone, e senza conoscersi ma con lo stupore nel cuore abbiamo cominciato dal nulla a scambiarci le impressioni: “la menta arancia è eccezionale” “la salvia pesca si sente meno” “fantastico, davvero” e a chiacchierare così del più e del meno, del giardino, del tempo, di Firenze e di come sarà quest’inverno. Questo è il potere aggregante della terra.
Una volta tornata a casa mi sono informata  su queste piante speciali. Sul blog di Orti Dipinti trovo il post in cui si parla del loro arrivo nel giardino. Ma non mi basta, voglio saperne l’origine: sono create in laboratorio? Sono varietà particolari che si trovano in natura?

Qualche ricerca su google, non del tutto esaustiva, in verità, ed ecco che le mie domande iniziano a trovare risposta: il tema mi interessa perché a suo tempo avevo acquistato una piantina appartenente a questa categoria, una menta bergamotto che avevo impiegato utilmente per prepararmi un té nero aromatizzato. Non è dunque la prima volta che mi imbatto in questo genere di prodotti dell’orto.

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Google interrogato mi risponde. Partiamo con la salvia melone: trattasi di una salvia dalle foglie venate, ricoperte da fine peluria, di color verde brillante con un profumo simile al melone. I fiori rossi sono raccolti in spighe e fioriscono dalla primavera all’autunno. Vuole un terreno asciutto, ben drenato ed esposto al sole. Non tollera l’umidità. Avendo un aroma simile al melone le foglie trovano utilizzo in bevande fresche, cocktail e macedonie; sono usate anche per esaltare il gusto di piatti a base di pollame, maiale e formaggio; le foglie giovani vengono utilizzate nei pot-pourri e bruciate per deodorare gli ambienti (fonte: qui). Pianta nativa del Messico e del Guatemala, attrae molte specie di fauna selvatica, come bombi, vespe, falene, ma anche colibrì. I suoi semi possono essere ridotti in polvere e usati come farina. È sorella della Salvia Ananas, che a suo tempo ho posseduto: troppo delicata, però, per poter ottenere un infuso aromatizzato sufficientemente profumato.

La menta fragola è un ibrido che associa alle normali foglie di menta l’odore delle fragole. Il profumo fa sì che le foglie possano essere aggiunte alle insalate di frutta o come guarnizione di dolci di frutta. Inoltre le foglie fresche danno un piacevole aroma al tè freddo o caldo e ad altre bevande (fonte: qui).

Quanto alla menta arancia, l’abbinamento sta talmente bene in cucina e negli infusi, che annusare direttamente una fogliolina che racchiude in sé entrambi gli aromi non stona per niente, anzi! Anche in questo caso, unire le foglioline  all’acqua calda, al té, oppure alla macedonia (o come decorazione ad una torta al cioccolato) regala grandi soddisfazioni.

20151213_155559-01.jpegVedo le potenzialità di tutte queste erbe aromatiche profumate ben espresse in una tazza di infuso. Un infuso di menta arancia lo berrei di corsa, senza ripensamenti, così come di salvia melone, anche se temo che sia un po’ delicato, come la salvia ananas. In ogni caso non mi dispiacerebbe ugualmente: anche solo l’infusione delle foglie di salvia è una bevanda molto diffusa nel mondo arabo, in particolare in Giordania, ed ha un potere antibatterico e antinfiammatorio. A me personalmente piace molto anche senza l’aggiunta di limone (come invece è consigliato qui), ma sono sicura che qualche variante più “fruttata”, se ben riuscita, potrebbe essere ancora più gradevole.

Al termine della mia esplorazione del mondo magico degli Orti Dipinti sono proprio contenta: anche se non ho assolutamente il pollice verde mi ha piacevolmente colpito il fatto che in città, in pieno centro, si possa trovare un orto urbano, un angolo nascosto di verde e di allegria. Un mondo a sé, a parte, racchiuso tra le sue mura, isolato, ma che vuole aprirsi alla comunità e vuole farsi conoscere dai Fiorentini. Gli Orti Dipinti sono di tutti, il lavoro dei volontari è meritorio e va sostenuto e promosso. Per parte mia sono rimasta affascinata dalla varietà delle piante aromatiche e credo che vi tornerò spesso prossimamente, magari a primavera, per vedere gli sviluppi di un orto che muta col passare delle stagioni. E per andare a salutare i mille folletti che animano il Giardino e che, me l’hanno già detto, vogliono che torni spesso a trovarli.

5 responses to this post.

  1. Voglio. Quelle. Erbe.

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    • 😂
      Scherzi a parte, la menta bergamotto e la salvia ananas le avevo comprate a suo tempo alla mostra mercato dei fiori e delle piante al Giardino dell’Orticoltura. Le altre in effetti non le avevo mai viste (né sentite) prima. Ma ci farò attenzione nel futuro!

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  2. Sarebbe bello replicare anche in altre città. Educativo, interessante e divertente. Buone feste!

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