Il tempo del miele

Un novembre da favola, quello che si sta concludendo: 20 giorni di temperature calde, di bel tempo, di sole e di primavera: giornate in cui nelle aiuole vedi fiori che spuntano tra le foglie secche, perché se da un lato la natura fa il suo corso, dall’altra però si è ben confusa: ho visto rose di un rosso tonante rosseggiare ancora di più sullo sfondo di foglie gialle in bilico sui rami secchi. Ho visto addirittura primule e viole del pensiero sbocciate nei vasi sui poggioli, e ho visto ciclamini selvatici violacei all’ombra umida degli abeti.

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Ma negli ultimi giorni il calendario si è ricordato che siamo a Novembre e che le temperature dovrebbero essere un po’ più rigide. Ha mandato Attila dal Polo Nord a ricordarci che neanche quest’anno avremo scampo e che anzi il freddo, invece che arrivare graduale, lo beccheremo tutto in una volta.

Il solo rimedio è, ancora una volta, quello che vado sostenendo da anni: rifugiarsi in casa, copertina sulle gambe, tazza di té o infuso in mano, arricchito da un po’ di miele. Perché col freddo arriva il raffreddore, lo so bene. Col raffreddore il mal di gola, che io personalmente non sopporto e per eliminare il quale venderei l’anima al diavolo. Così, in vista delle sofferenze che potrei patire anche quest’inverno, ho già fatto scorta di miele per la stagione. Come al solito però, non tutti i mieli che ho preso finiranno in tazza. Perché alcuni sono buoni così, da mangiare a cucchiaiate da soli. Così dolci da far venire essi stessi mal di gola, ma volete mettere la goduria?

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In Provenza, ad Aix-en-Provence, mi sono procurata un profumato miele alla lavanda. È molto chiaro e pastoso, diverso dal solito miele color ambra quasi trasparente. Al contrario è denso, torbido, quasi una crema. Nelle terre della lavanda, il miele è uno dei prodotti più commercializzati: avete mai attraversato un campo di lavanda? È tutto un ronzare di api indaffarate a suggere il nettare dai piccolissimi fiori a tubicino; il loro lavoro non va sprecato, gli apicoltori provenzali si danno un gran daffare per ricavare un miele profumato che vendono poi su mercati regionali o nei negozi di souvenirs a Gordes, a Aix-en-Provence, ad Avignone e a Grasse.

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Sempre in Provenza, anzi in Costa Azzurra, all’estremo confine con l’Italia, a Mentone mi sono procurata il miele al limone. Mentone è rinomata per la produzione di limoni, e anzi una volta l’anno organizza la Fête des citrons, la festa dei limoni, con tanto di parata di carri allegorici realizzati tutti interamente in limoni e agrumi. Il miele ha un profumo intensissimo di limone, è di un bel giallo chiaro e può anche avere effetto balsamico su una gola arrossata. Ma soprattutto è buonissimo da solo, o su una fetta biscottata. Credetemi.

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Ci spostiamo in Toscana, e precisamente a Pescia dove, durante la Festa della Castagna, all’inizio del mese, mi sono procurata presso un banchino di apicoltori del Pistoiese un miele di castagno, per l’appunto. Buono, profumato, le api non devono aver fatto troppa strada per procurarsi la materia prima: nell’entroterra di Pistoia, nella Montagna Pistoiese, il castagno è di casa, e tantissimi sono i prodotti che derivano dal suo frutto: la farina di castagne innanzitutto, con la quale in Toscana non solo si fa il castagnaccio, ma anche i necci, buonissime crêpes (che crêpes non sono: il termine è improprio, ma è l’unico che mi consente di rendere l’idea) di farina di castagne servite arrotolate con la ricotta. E poi il miele, appunto, che al primo assaggio ti riporta direttamente nel bosco dove come una bambina felice ti sei divertita a raccogliere frutti, a svuotare i ricci e sì, anche a bucarti le dita spesso e volentieri (è andata proprio così infatti).

Sempre il banchino di apicoltori pistoiesi ci ha rifornito di miele di melata. Che non sapevo cosa fosse, e che ho scoperto essere tratto non da fiori, ma dalla linfa delle piante. Il suo colore è scuro, al primo assaggio è molto aromatico e anche se non viene direttamente dai fiori, uno che non se ne intende non nota la differenza.

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Questa al momento la scorta per superare l’inverno. Ma non è escluso che altro miele arriverà in casa ad addolcirmi le fredde giornate invernali…

E voi amate il miele come me? Quale miele preferite? Scrivetelo nei commenti!

4 responses to this post.

  1. Il miele della Provenza e’ davvero ottimo. E se lo fanno pagare bene ma vale la pena.

    Rispondi

  2. ciao marina
    che bello il tuo blog..ho curiosato un po e mi piace troppo!! adoro il te e questo articolo dove parli anche della provenza (gordes aix en provence) m ha fatto venire tanta nostalgia pensando ad agosto quando l ho visitata:-( peccato che il miele io non l ho comprato:-((((
    se ti va di venir a farmi una visita al mio blog ti lascio il link
    https://infusodiriso.wordpress.com/
    un bacio daniela

    Rispondi

    • Ciao Daniela! Grazie! Grazie di essere venuta a trovarmi e grazie per i complimenti!😀
      Sì, la Provenza ha questo “difetto”, che a distanza di mesi ti manca da pazzi! Se non altro ogni tanto mi faccio un cucchiaino di Provenza e la sento meno lontana🙂
      Vengo volentieri a trovarti! A prestissimo!
      Marina

      Rispondi

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