Archive for settembre 2015

Non solo Earl Grey: i vari usi del bergamotto in cucina

Citrus bergamia, bergamotto (fonte: Wilkipedia)

Citrus bergamia, bergamotto (fonte: Wilkipedia)

Mi sono imbattuta di recente nella marmellata al bergamotto: l’ho vista, l’ho acquistata e l’ho provata subito, come faccio ogni volta che scovo da qualche parte qualche prodotto a base di qualche ingrediente che mi stuzzica la curiosità. Come il bergamotto appunto. Come quella volta che ho comprato il miele al bergamotto, cui ricorro ogni volta che mi spunta il mal di gola. Come quella volta che in una gelateria ho trovato il gusto al bergamotto. Come quella volta che ho mangiato il cioccolato al bergamotto.

Per me bergamotto è sinonimo di té Earl Grey, miscela di té neri del quale questo agrume, meglio, l’olio estratto dalla sua scorza, costituisce l’aromatizzante. È sicuramente tra i blend di té più noti al mondo, o almeno in Italia, e la sua fortuna è data proprio dal suo caratteristico profumo agrumato. Di per sé il frutto, però, è molto aspro, tant’è che non viene mangiato a spicchi come le arance, e non se ne bevono le spremute come i limoni. Dal frutto viene estratto, per l’appunto, l’olio essenziale che trova vari impieghi, soprattutto nella cosmesi e nella profumeria.

Vi dicevo, però, che sempre più spesso il bergamotto è ingrediente caratterizzante di alcuni prodotti alimentari: il miele risulta fortemente balsamico (un cucchiaino scarso, preso liscio o sciolto nel té è più che sufficiente), la marmellata piuttosto amara, adatta a chi non ama le marmellate troppo stucchevoli; dal bergamotto possono essere tratti anche canditi, caramelle e, perché no, si possono ottenere anche liquori e grappe. E ancora, con l’olio essenziale, oltre all’Earl Grey si può produrre il sorbetto.

Etichetta ottocentesca di una ditta di Reggio Calabria, nell'illustrazione è visibile la "macchina calabrese" (fonte: wikipedia)

Etichetta ottocentesca di una ditta di Reggio Calabria, nell’illustrazione è visibile la “macchina calabrese” (fonte: wikipedia)

Il bergamotto è un agrume coltivato esclusivamente in provincia di Reggio Calabria: storicamente è qui che si trovano le piantagioni, qui che ne fu scoperto l’olio essenziale e qui che fu inventata la macchina apposita per estrarlo detta, con ben poca fantasia, macchina calabrese. Nonostante il bergamotto sia una pianta ormai naturalizzata del Sud Italia, non è chiara la sua origine. Tra i candidati in tal senso ci sarebbe la Cina, ed effettivamente era cinese il Mandarino che fece dono al conte Charles Grey del primo té al bergamotto. Al conte il té piacque talmente tanto da volerne bere ancora e ancora una volta tornato in Inghilterra. Pare che il Conte si sia rivolto alla Twinings per riprodurlo e metterlo in circolazione. Da allora l’Earl Grey ha conquistato il mercato mondiale del té.

Tornando alla cucina, va detto che certo il sapore decisamente aspro della polpa non ha aiutato, però in passato il bergamotto è stato bandito pesantemente dalle tavole, ritenuto persino dannoso per la salute. Ultimamente invece c’è una certa riscoperta di questo frutto e delle sue potenzialità in cucina: merito di una ricerca culinaria sempre più attenta agli ingredienti più curiosi e agli utilizzi più particolari. Per esempio, lo sapevate che l’olio di bergamotto può essere utilizzato per aromatizzare la selvaggina? E che in Calabria viene utilizzato ampiamente nella pasticceria e in gelateria? Io no, ma ho letto tutto qui, in quest’articolo tratto da Civiltà della tavola n. 156, 2004, che mi ha aperto parecchi orizzonti. Aspetta, per esempio, che mi capiti sotto mano l’olio aromatizzato al bergamotto e vedrai che ti combino… 😉

Annunci

Idee per un finale di stagione: il calippo al té alla menta

È inutile, diffidate da chi vi dice che l’estate finisce con l’equinozio di autunno. Se secondo il calendario astronomico l’estate termina il 23 settembre, secondo il calendario delle sensazioni umane l’estate inizia a finire il 31 agosto. Lo scavallare del mese indica per molti di noi a livello mentale la fine delle ferie, nostre e altrui, la fine della bella stagione, l’arrivo del freddo, l’inizio delle scuole, il rientro di tutti a casa e a lavoro. Per me, che le ferie le ho fatte a luglio, l’estate è finita davvero nel momento in cui, a fine agosto, la città si è di nuovo riempita e io ho smesso di trovare parcheggio sotto casa: ergo, l’estate è finita.

Le temperature però sono ancora estive, mi illudono che quest’estate sarà ancora lunga; è per questo che sul finale di stagione mi sto dando da fare con altri esperimenti che parlano di té e di freddo, anzi di molto freddo. Dopo i cubetti di ghiaccio al té, infatti, mi è venuta una nuova ispirazione.

image
Quest’idea che mi è saltata per la testa ha tre responsabili: 1) il blog di TheLittleTeaRoom, responsabile di aver parlato in un suo recente post dei ghiaccioli al té; 2) il negozio Tiger, responsabile di vendere le formine in silicone del calippo; 3) Il negozio La via del Té, responsabile di aver commercializzato un té aromatizzato alla menta: trattasi nello specifico di Tuaregh, uno dei blend del cofanetto Tea Travels, a base di té verde, menta e fiori blu.

Ho dunque seguito la ricetta proposta da TheLittleTeaRoom per ghiaccioli col metodo fast, preparando lo sciroppo di zucchero e aggiungendo in infusione il té aromatizzato alla menta. Ho filtrato tutto come indicato e mixato lo sciroppo con l’acqua nelle formine, che ho tappato e posto in freezer. Ne è risultato un calippo molto dolce, fresco e piacevolmente aromatizzato alla menta. Per farlo più forte la prossima volta aggiungerò qualche foglia di menta fresca all’infusione, e, soprattutto, la prossima volta ho intenzione di diversificare la produzione: credo che possa venire bene anche un calippo al té nero, oppure al té alla pesca o ancora al té al limone o al bergamotto. Sono tutti esperimenti che ho intenzione di fare. Ma già così mi ritengo soddisfatta. E mi sento pronta ad affrontare il finale di stagione.