Cheviche rivisitato, mate di coca, e il pranzo “peruviano” è servito!

Passava di lì per caso al supermercato il nasello in offerta. Che fai non lo prendi? Certo! Ma poi come lo cucini? Siamo a dieta: una cosa semplice che più semplice non si può, che dici? Tipo bollito e condito semplicemente col limone? Ma sì, perché no? E perché già che ci siamo non ci aggiungiamo una cipolla di Tropea tagliata fine fine? Intanto nell’acqua mettiamoci anche un goccio di aceto. Ok.

Il cheviche (quello vero). Arequipa, Perù

Il cheviche (quello vero). Arequipa, Perù

Il pesce, ormai cotto e pulito, viene sistemato su un piatto, subito irrorato con tanto succo di limone. Aggiungiamo la cipolla e… un momento! Mi si accende una lampadina: io ho già mangiato qualcosa di simile tanto tempo fa! E mi torna in mente un pranzo su una terrazza ad Arequipa, in Perù, in una bella giornata di sole, all’ombra del grande vulcano che incombe sull’altopiano. Quella volta avevo mangiato il cheviche, un piatto a base di pesce, che viene tagliato a tocchetti piccolissimi e che viene servito crudo, cotto solo da abbondante succo di limone, insieme ai chicchi grandi di una particolare varietà di mais bianco e alla cipolla, il tutto abbondantemente spolverato di pepe.

Oddio! È troppo forte la suggestione per non coglierla. E così, in assenza di mais bianco, che ha chicchi grandi e croccanti, scegliamo dei fagioli borlotti. Una spolverata di pepe e via, il cheviche rivisitato è servito.

coca leaf

Foglie di coca: l’ingrediente fondamentale del mate de coca

Ma un momento… manca qualcosa, non so… ah sì, certo! Se Perù dev’essere Perù sia! E allora preparo un mate de coca, direttamente importato dal Perù, dove è bevanda tipica che viene offerta in qualunque circostanza, soprattutto sulle Ande e sul lago Titicaca. Ricordo che davvero lo si poteva bere ovunque: quando si arrivava in hotel c’era sempre alla reception un thermos con un contenitore di foglie di coca da mettere in infusione, oppure direttamente la bustina di mate; anche negli spostamenti in autobus sulle Ande o in battello sul Titicaca il mate veniva offerto spesso e volentieri: la capacità della coca di alleviare la stanchezza dovuta all’altitudine ne fa la sua fortuna come foglia da mettere in infusione. E non vi nego che durante il viaggio ogni volta che mi capitava l’occasione mi lanciavo sul bicchiere o sulla tazza di mate de coca perché poi… quando mi ricapiterà di berlo di nuovo?

Oggi non sarà come trovarsi in Perù, ma l’idea c’è. Buon appetito, e buon mate!

4 responses to this post.

  1. Io a casa ho il mate ma non è specificato di cosa. Ce ne sono di diversi tipi o il mate e’ mate?

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    • Il mate in generale è derivato dalla yerba mate, un arbusto sudamericano, ed è un’infusione che nasce in Brasile ottenuta mettendo in infusione solo ed esclusivamente la yerba mate. Il mate de coca è il nome dell’infusione di sole foglie di coca in acqua. Col mate vero e proprio quindi non ha niente a che vedere. Diciamo che il termine mate indica per estensione un “herbal tea”, ma se trovi a vendere il mate, è fatto con yerba mate, non con coca o con altre piante.

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