Fiori di ibisco e karkadé

imageQuest’estate in vacanza mi sono imbattuta spesso e volentieri nel fiore dell’ibisco. Non che non lo conoscessi, anzi. Ma per la prima volta, passando tutti i giorni davanti ad una serie di piante nel percorso dall’appartamento al mare, non ho potuto fare a meno di osservarli, di notarne le varietà differenti e di pensare, inevitabilmente, complice la sete perenne e il caldo drammatico che ci stanno accompagnando nel 2015, al karkadé, bevanda dissetante che si può gustare sia calda che fredda, che sovente viene accostata al té, anche se té non è, e che deriva proprio dal fiore dell’ibisco.

Così mi sono documentata, perché mi son chiesta, nella mia ignoranza, “possibile che dai fiori di una pianta ornamentale si tragga il karkadé? E come si fa?” Oh, avevo sete, in quei momenti avrei fatto qualsiasi cosa, sarei persino stata capace di produrre karkadé se ne avessi avuto la possibilità.

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E invece…
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È bastato un giro su Wikipedia, supportato dal confronto con altri link recuperati online, ed ecco svelato perché non basta avere una pianta di ibisco sul balcone per poter bere il karkadé.
Innanzitutto il karkadé si ottiene dal calice carnoso e rosso della varietà di hibiscus sabdariffa, diffusa in Africa nelle regioni subsahariane, e poi nei Caraibi e in India. Apprendo che in epoca fascista, quando l’Abissinia era colonia italiana, il karkadé era molto apprezzato e diffuso in Italia e sostituiva il té, la cui importazione era vietata.
Il fiore dell’hibiscus sabdariffa ha il calice rosso e i petali gialli. Il fiore è un po’ diverso da quello classico dell’ibisco rosso che noi tutti conosciamo, molto più diffuso nei nostri giardini, ma è ugualmente riconoscibile.
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In infusione si mettono i calici rossi del fiore, essiccati dopo la raccolta, che rilasciano il colore rosso e conferiscono alla bevanda quel sapore a metà strada tra l’aspro e il dolciastro, molto stuzzicante per togliere la sete. Il karkadé non contiene caffeina, ed ha diverse qualità: oltre ad essere rinfrescante e dissetante è un diuretico, digestivo, ricco di vitamina C.

Abbinato alla rosa canina, poi, costituisce la base di molti infusi a base di frutta: il colore è sempre rosso, mentre mutano i profumi in funzione di questo o quel frutto o fiore abbinato.

Tra l’altro, ora che ci penso, è da molto che non bevo un bel bicchiere di karkadé puro. Appena ne avrò l’occasione vedrò di rimediare, intanto però mi godo questi bei fiorelloni che sanno di estate, di sole e di belle giornate.
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