Quanto costa un pu ehr d’annata…

Cazzeggiavo amabilmente su internet, su Aliexpress.com per la precisione, e, navigando a caso tra le migliaia di tipologie di “items” che si possono acquistare, ho oziosamente aperto la categoria “tea”. In vendita ho trovato té di varia tipologia e provenienza, principalmente té verde, qualche bella confezione Made in China, tutto a modiche cifre. Eh, un pensierino, quasi quasi… Ma poi mi sono imbattuta in offerte come queste:

Alcune costosissime mattonelle di té pu ehr. Perché costa così tanto?

Alcune costosissime mattonelle di té pu ehr. Perché costa così tanto?

I prezzi mi hanno lasciato di sasso. Possibile che una mattonella di té Pu ehr possa arrivare a costare 890 euro?

Ammetto che il Pu ehr è un té che conosco poco. So che rientra nella categoria dei té post-fermentati, ma ne ho bevuto molto poco e molto di rado, e sicuramente non abbastanza da capire quanto possa essere pregiato. Beh, l’ho capito stasera dopo una rapida ricerca in rete, fatta apposta dopo aver smandibolato davanti alla schermata del pc.

L’unica cosa che ho intuito lì per lì, guardando le specifiche dei té in vendita, è che più è vecchio, più il pu ehr in mattonella è pregiato. Un po’ come certi vini, che invecchiando migliorano, o come certi whiskey, o come certi rum, il pu ehr in mattonella più invecchia e più acquista valore. Ecco perché una mattonella del 1762 può arrivare a costare 889 euro.

Ho fatto un giro in rete, perché non mi basta che un té sia stato prodotto nel 1762, o nel 1969 (come il secondo té nello screenshot): Anch’io ho sicuramente da parte qualche té mai aperto arrivato nella mia collezione chissà quando, ma non per questo acquisterà valore se lo vorrò rivendere tra 20 anni: perché di solito il té che invecchia perde profumo e qualità, e di fatto è inutile. Allora cosa distingue il pu ehr dagli altri té? Da cosa gli deriva il suo valore?

Mi sono imbattuta, fortunatamente, nel favoloso sito de L’Arte del Ricevere, il quale approfitta di un articolo nel quale si parla dell’eccezionale vendita all’asta di un lingotto (è proprio il caso di chiamarlo così!) di pu ehr alla modica cifra di 1,2 milioni di dollari, per raccontare ai lettori perché si possa arrivare a tanto per un panetto di té.

E intanto scopro che il pu ehr è prodotto nello Yunnan, la regione migliore della Cina in cui produrre il té. Per la precisione, è tratto da una varietà di camelia sinensis a foglia grande, chiamata Da Ye. Pu Ehr è il nome della città nella quale il té, raccolto e preparato in mattonelle, viene commercializzato. Scopro poi che esistono due modi di lavorare il pu ehr e di conseguenza due tipologie: il sheng cha, tradizionale, verde, prodotto da piantagioni antiche,  e il shu cha, nero, prodotto da raccolti dei giardini più giovani.

Il Sheng Cha è il pu ehr che migliora invecchiando. L’essiccazione delle foglie avviene all’aria naturalmente per un periodo di 40-60 giorni, dopodiché le foglie vengono pressate in mattonelle e la fermentazione, naturale, avviene lentamente, in appositi luoghi di stoccaggio al riparo dalla luce, da fonti di calore e da forti odori, nei quali non interviene alcun agente esterno a disturbare il processo. Così il gusto migliora davvero con gli anni e con esso ne sale la qualità. Il processo di fermentazione va avanti e avanti e avanti, e il gusto migliora sempre più, producendo, se mai avrete cuore di spezzare una mattonella per farvi un’infusione, una bevanda color giallo luminoso, dal sapore fruttato e lievemente affumicato, che secondo i Cinesi sa di “terra bagnata da pioggia recente” e che potrebbe lasciare molto perplesse lì per lì le nostre occidentalissime papille gustative  (così almeno riporta teacompany.it).

Il shu cha, invece, è il pu ehr dei poveri, o meglio, è quello prodotto per soddisfare le richieste del mercato, ed è stato introdotto negli ultimi decenni; il procedimento di preparazione è diverso perché ad una prima fermentazione naturale segue una seconda fermentazione che viene arrestata col vapore (per questo sono detti pu ehr cotti) e il colore dell’infusione è di un bel rosso intenso.

Il Pu ehr è tanto apprezzato in Cina, e ormai in tutto il mondo, per le sue qualità salutari e terapeutiche. Addirittura viene chiamato té degli imperatori. Ora capite perché un pu ehr d’annata può valere parecchi soldini.

Un altro aspetto interessante è quello delle forme che assume quando viene pressato. Fin qui ho parlato sempre di mattonelle, ma la mattonella non è che una delle tante forme che esso può avere. Wikipedia viene in mio soccorso, mostrandomi la grande varietà:

Tipologie di forme di Pu ehr. Fonte: wikipedia

Tipologie di forme di Pu ehr. Fonte: wikipedia

Dietro c’è un gran lavoro artigianale. E non stupisce, perciò, che più che si risale indietro nel tempo, più che questo saper fare legato ad un prodotto di pregio decreti l’aumento del valore del pu ehr. Un té che da questa sera conosco un po’ di più.

PS: mi fa notare Fabio di Lovelyteanet nei commenti qui sotto che i té che troviamo in vendita su siti come ebay o aliexpress sono nella stragrandissima maggioranza dei casi dei falsi! Vi invito a leggere i commenti per saperne di più e, naturalmente, a fare attenzione all’acquisto

6 responses to this post.

  1. Posted by Fabio on 05/07/2015 at 21:03

    Fantastica ricerca!

    Manca però una informazione importante per chi un giorno dovesse visitare questo articolo e sarei felice di contribuire.

    Sul sito da te menzionato come anche su ebay e su taobao.com è pieno di questi Puer super antichi, il fatto è che il 90% di questi puer sono falsi😦

    Come puoi vedere tu stessa ci sono puer del 1970 di cui sono stati venduti 15.000 pezzi da un singolo venditore.. È vero che la Cina è grande, ma è impossibile che in un periodo in cui un cinese medio guadagnava 200$ l’anno ed in cui l’economia del paese era principalmente di sussistenza è difficile che qualcuno possa aver messo da parte 30.000 – 50.000 unità di puer e le stia rivendendo ininterrottamente da anni su internet.

    I puer antichi originali noi li abbiamo trovati solo alle aste ed in ++ uno ++ dei centinaia di negozi presenti nel distretto del tè di Maliandao a Pechino.. E non è così facile procurarseli, bisogna lasciare le proprie generalità, i prodotti a cui si è interessati e sperare che il venditore ti chiami se mai avrà qualcosa in linea con quello che cerchi.

    Per l’avvicinamento ai Puer è comunque meglio partire con dei Puer Standard, ci sono aziende moderne ma con una lunga tradizione che, come per i vini, producono dei puer invecchiati 3-5 anni dal prezzo ragionevole e con un’aroma di più facile comprensione🙂

    Quando il nostro sito lovelytea.net sarà pronto sarò felice di farteli provare ^_^

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    • Ah ecco,grazie di questa importante precisazione. In effetti mi aveva sfiorato il dubbio, ma non avendo conoscenza di questo mercato così particolare me la “son bevuta”. Grazie mille, correggo subito il post.

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  2. Posted by Marco on 14/01/2016 at 08:20

    Ciao Marina,
    tantissimi complimenti per il tuo ricco blog. E’ un piacere vedere tanta passione per questa magnifica bevanda ricchissima di storia. Stavo cercando qualcosa di nuovo da leggere sull’argomento e mi sono imbattuto nel tuo articolo sul pu erh.
    Avrei piacere di aggiungere solo un paio di informazioni.
    Esiste anche il pu erh non pressato, nel mio negozio lo vendo sfuso in foglia, ed esiste anche il pu erh aromatizzato.
    Così come esiste anche il tè pressato (anche se non è pu erh). La pratica della pressatura nacque per agevolare il trasporto del tè nel corso dei lunghi viaggi.
    Ultima cosa sul pu erh, possiede due straordinarie proprietà: contribuisce ad abbassare il colesterolo ed è un brucia grassi fenomenale. Se consumato con continuità i risultati sono garantiti.
    Ho aperto di recente con mia moglie un tea shop chiamato Mondo Tè a Leinì (vicino a Torino) e se ti fa piacere ogni sabato facciamo degustare un tè diverso. Se ci vieni a trovare saremo felicissimi di accoglierti. Abbiamo anche un sito internet non ancora completo al 100%: http://www.mondote.it

    Ancora complimenti per il tuo impegno.

    Saluti
    Marco

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    • Grazie Marco! Grazie della visita, grazie dei complimenti e grazie di queste preziose informazioni. A questo punto ti faccio una domanda sul té pressato: come lo posso utilizzare? Ho due panetti piccini (molto piccini) che arrivano dal Giappone e ho paura che rompendoli mi si sfaldi tutto. Come posso fare?
      Grazie ancora!
      E se passo dalle parti di Torino vengo volentieri a trovarti in negozio! ☺

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      • Posted by Marco on 14/01/2016 at 09:46

        Nel mio negozio vendo tè pressato sia verde che nero. Sono delle piccole semisfere a forma di nido (mini tuo cha black o green) di circa 15mm di diametro incartate singolarmente. Per utilizzarle si devono sbriciolare con le mani o grattugiarle. Poi il procedimento e il tempo di infusione sono gli lo stessi di una normale tazza di tè.

        Alla prossima🙂

      • Grazie mille! 😊

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