Archive for febbraio 2015

Le teiere di Portobello Road

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Le teiere di Portobello Road


Ormai conoscete la mia predilezione per mercatini delle pulci e dell’antiquariato. Sapete anche che, anche se la tentazione è sempre dietro l’angolo, mi piace curiosare più che comprare, mi piace cercare e guardare. Cerco, naturalmente, quelle categorie di oggetti che mi attirano di più: sto parlando delle teiere e dei servizi da té, che in numerose occasioni ho trovato e fotografato, a Bologna, a Firenze in Santo Spirito e alla Fortezza, persino in occasione degli svuotacantine.
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Un'insegna a forma di teiera a Portobello Road. Ma il negozio che segnala non vende teiere...


Così, quando sono capitata a Londra non potevo farmi sfuggire l’occasione di visitare il re dei mercati dell’antiquariato, il famosissimo mercatino di Portobello Road.
È una via, una lunga via nel cuore di Notting Hill, un mercatino tradizionale, che già veniva cantato in Pomi d’ottone e manici di scopa, luogo che ha mantenuto intatto il suo fascino, nonostante sia ormai un’attrazione turistica in piena regola.
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Ma veniamo alle teiere. Perché dove se non a Londra, capitale del Five O’Clock Tea, potrei trovare teiere e servizi da te dismessi, appartenuti a chissà chi, chissà quando, e in attesa di una nuova destinazione?
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In attesa del loro nuovo futuro le ho fotografate io, soffermandomi di volta in volta su teiere in ceramica, bollitori in acciaio, linee semplici nel perfetto stile delle ceramiche inglesi, o più elaborate, decorazioni sobrie o al contrario ricche e ridondanti e che, in qualche caso, risentono anche di influenze esotiche o dall’arte antica. Come al solito, non mi sono trattenuta.
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La bottega delle teiere a Portobello Road


Alcune botteghine si sono rivelate particolarmente interessanti: una quasi è interamente dedicata ai servizi da té, ed è bellissimo osservarli tutti, questi piccoli e preziosi oggetti.
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Teiere in acciaio a Portobello Road


Accanto alle teiere, poi trovate orologi antichi e vecchi telefoni: e allora sì che nella vostra fantasia venite catapultati in un salotto di inizio secolo, con orologi da tavolo dorati e intarsiati, apparecchi telefonici elegantissimi e teiere in porcellana finissima. E siete sedute al tavolino, conversando amabilmente con le vostre amiche, avvolte nei vostri caldi manti e con in testa raffinati cappelli, in un’atmosfera ovattata in cui riecheggiano solo le vostre risatine sommesse, a commento dell’ultimo scandalo in città.
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Iyemon Cha: il mio té che arriva direttamente dal Giappone

Bei gesti che non ti aspetti: la mia padrona di casa, che recentemente è stata in Giappone, mi ha portato dalla terra del Sol Levante un sacco di té: un matcha in un elegante scatolino colorato e uno Iyemon Cha, che non conoscevo e che ieri per la prima volta ho provato, con grande soddisfazione!
Iyemon Cha è un blend di matcha in polvere e Genmaicha, il té verde arricchito con riso tostato. Quando si apre la confezione la polvere verde del matcha riempie l’aria del suo profumo, mentre solo in un secondo tempo sale l’aroma tostato del riso.

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Per apparecchiarlo ho usato tutti i sacri crismi: acqua bollente ma non troppo nella teiera di ghisa giapponese, due minuti in infusione e poi l’ho bevuto in una tazzina giapponese, perfetto completamento dell’apparecchiatura.

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A pensarci bene sono rimasta un po’ perplessa all’idea di mettere in infusione il matcha, che andrebbe sciolto col frullino (chasen in Giapponese, strumento essenziale nella cerimonia del té), ma la presenza del genmaicha non permetteva di preparare direttamente in tazza il té verde, come avviene invece nella cerimonia del té giapponese.

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In infusione al naso, così come al palato, il té risulta profumato e delicato, il tostato dato dai chicchi di riso bruniti è stemperato e aromatizzato dall’inconfondibile profumo del matcha.
Il prodotto è rigorosamente giapponese: nessuna istruzione in inglese sulla preparazione, solo ideogrammi e poco più: un vero prodotto made in Japan che mi ha letteralmente conquistato.