Archive for gennaio 2015

Bill Bryson e la storia del té

Bill Bryson, Breve storia della vita privata

Una mia collega ieri mi ha detto “sto leggendo un libro in cui raccontano la storia del té”; oggi me l’ha portato: è “Breve storia della vita privata” di Bill Bryson, autore che già conosco, per cui al vederlo mi si sono illuminati gli occhi! É infatti l’autore di “In un paese bruciato dal sole” e di “America perduta“, che ho letto per via del mio interesse per la letteratura di viaggio. Il libro in questione è anch’esso un viaggio, ma molto più ridotto: un viaggio alla scoperta della propria vecchia casa inglese, delle sue stanze, dei suoi arredi; e ogni stanza è occasione per infinite digressioni sull’origine e la storia di abitudini, oggetti, usi, consumi, del popolo inglese. In questo contesto, dunque, non poteva mancare qualche pagina sulla storia del té, o meglio del té per gli Inglesi.

Non è che nelle sue pagine si dilunghi particolarmente a descrivere l’uso o il rituale del té delle Cinque; preferisce tracciare una storia dell’importazione e dei consumi. Così ho scoperto alcune cose interessanti sulla storia del té nel mondo occidentale. Innanzitutto che la prima menzione del té nella lingua inglese si trova nel Diario di Samuel Pepys, personaggio politico dell’Inghilterra del Seicento, grande bibliofilo che redasse un diario in cui racconta pagine importanti della storia d’Inghilterra, come l’incendio di Londra del 1666. Tra le varie annotazioni riportate nel diario, Pepys il 25 settembre del 1660 scrive “E poi ordinai una tazza di tee (bevanda della Cina) che mai avevo bevuto prima“. In realtà il té era già noto in Inghilterra e anzi negli anni successivi avrebbe avuto un grande boom, racconta sempre Bryson, grazie alla Compagnia delle Indie Orientali.

Il problema del té e della sua importazione è che un bel momento, nell’Ottocento ormai, la Cina era l’unico Paese produttore ed esportatore di té e il fabbisogno dell’Inghilterra era troppo elevato per poter continuare a commerciare con un solo interlocutore che avesse l’esclusiva. L’ideale per Londra sarebbe stato introdurre la coltivazione di té in India, ma la Cina si guardava bene dal rivelare il metodo di coltivazione e soprattutto di trasformazione delle foglie di camellia sinensis in té. Per risolvere la questione, uno scozzese di nome Robert Fortune, travestitosi da nativo cinese (e poi mi dovete spiegare come fa uno scozzese, che immagino biondo con gli occhi azzurri, a farsi spuntare gli occhi a mandorla…) per ben tre anni girò la Cina per carpire i segreti della coltivazione, della raccolta e della lavorazione delle foglie e infine portò quanto aveva appreso, nonché 20mila piantine in India. Da quel momento iniziò la produzione di té indiano, e la Cina perse il primato nelle esportazioni. Gli Inglesi, ormai, il té se lo producevano in casa…

La Cina per lunghissimo tempo fu l’unico produttore ed esportatore di té al mondo.

Devo dire che questa se pur breve lettura mi ha appassionato e incuriosito. La figura di Robert Fortune, per esempio… roba da dedicargli un film(come infatti è stato fatto)! Chissà, proprio lui potrebbe essere l’ispirazione per il prossimo post! 😉

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Regali di Natale all’Erboristeria Spada

erboristeria spadaNon sono una frequentatrice di erboristerie: ho passato la fase, di epoca universitaria, in cui tra tutte le amiche per Natale e per il compleanno era sempre un regalarsi prodotti per il corpo, creme idratanti, bagnoschiuma profumati, prodotti dell’Erbolario e sali del Mar Morto. Le erboristerie negli anni per me sono diventate luoghi che neanche guardo anche perché l’unico aspetto che mi potrebbe interessare, cioè il procurarmi gli ingredienti base per tisane ed infusi, in realtà non lo coltivo: solo una volta, anni fa, mi sono fatta preparare una tisana su misura; solitamente, invece, non avendo bisogno di particolari infusioni per questioni di salute, compro gli infusi già preconfezionati, facendomi guidare dal profumo e dal colore dei componenti piuttosto che dal loro nome e dalle loro caratteristiche.

erboristeria spadaMa per l’Erboristeria Spada faccio un’eccezione. Perché non è un’erboristeria come le altre. Si trova a Firenze, in zona Piazza Dalmazia, quindi fuori dal centro zeppo di turisti, ma molto nota ai Fiorentini, in qualunque quartiere essi abitino. Il perché è presto detto: basta passare davanti alla sua vetrina per capire che non è come le altre erboristerie. Quest’erboristeria di quartiere ha personalità, eccome! Oltre ai consueti prodotti di erboristeria, per cominciare, vende anche spezie, té, teiere e profumazioni per la casa. Non si limita a vendere pepe, origano, cannella e chiodi di garofano (e altro ancora), ma a proporli in bellissime composizioni cui è difficile resistere. E io, naturalmente, ci casco sempre. Soprattutto quando le composizioni sono a base di té. Nero, verde, aromatizzato, infusi alla frutta o ai fiori: l’Erboristeria Spada propone una discreta varietà di infusioni, di buona qualità e resa.

Sotto Natale, poi, la fantasia si scatena: tante, tantissime sono le idee regalo che riempiono gli scaffali dell’erboristeria. Tazze, teiere, accessori per il té, abbinati con miscele di té svariate. I prezzi sono competitivi, e la gioia per gli occhi è grande, immensa. Non ci credete? Guardate un po’:

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Di tutta questa bella teoria di oggetti ho acquistato due composizioni (e lo ammetto: le ho acquistate per l’oggetto in sé e non per l’infusione, anche se devo ammettere che mi è andata bene 😉 ): l’infusore a ombrello da tazza e il poggiateiera in ghisa.

E poi c’è lei… lei, che come l’ho vista l’ho adorata alla follia. Lei, per la quale non ho assolutamente spazio in casa, ma che sgomitando col suo manico nervoso, che sembra proprio un gomito piegato sul fianco di una tipa tosta che sa il fatto suo, lo spazio se l’è saputo conquistare, nella mia vetrinetta, spodestando la paciosa teiera inglese e il suo micio salvagoccia (un giorno o l’altro ve ne parlerò) che sono finiti miseramente nelle retrovie. Una bellissima, simpaticissima teierina color salmone, dalla forma alquanto spigolosa, che a Fancyhollow ricorda l’impertinente zuccheriera del cartone animato Disney La Spada nella Roccia. Ebbene, l’ho vista ed è stato amore. Ci ho pensato su una serata, ma in realtà nel momento stesso in cui il mio sguardo ha incontrato la sua silhouette avevo già deciso che sarebbe stata mia. E così son tornata il giorno dopo all’Erboristeria Spada, per acquistarla.

Erboristeria Spada

La mia teiera – Natale 2014

Simpatico lo scambio di battute con gli erboristi che mi hanno chiesto se i miei acquisti necessitassero di pacchetti regalo. “No, macché!” ho risposto “Sono per me!”. La loro risposta è stata la migliore, e vera, che potessi ricevere: è giusto farsi un regalo, ogni tanto, perché ce lo meritiamo. Personalmente non lo so se me lo merito, ma nel dubbio me lo sono fatta lo stesso. E mi coccolo, che di coccole, anche se non lo ammettiamo, ce n’è sempre bisogno.

Vi è piaciuto questo post? Conoscete l’Erboristeria Spada? Vi invito a parlarne insieme sia qui nei commenti che sulla pagina Facebook de IL MIO TE’ BLOG