Alla (ri)scoperta del rooibos

Le giornate sono piene di segni e di riferimenti. Basta solo saperli cogliere. Un esempio? Ieri, a Firenze, ero al Mercatino di Natale di Piazza Santa Croce. Accanto al consueto banco di ceramiche, biscotti e marmellate inglesi c’è l’altrettanto consueto banco di spezie sfuse. Qui, tra le varie cannella, noce moscata, lavanda, té verde e quant’altro, in una cesta c’è anche il rooibos, e al vederlo mi è scattato qualcosa: ma da quant’è che non mi bevo un bel rooibos?
wpid-screenshot_2014-12-14-17-24-53-1.pngProprio mentre ero lì davanti, altri chiedevano cosa fosse il rooibos: già, perché nonostante sia abbastanza diffuso, sono ancora in pochi a conoscerlo. Il rooibos è un ottimo infuso, dolciastro di base e dal colore rosso in infusione. A vederlo si presenta spezzettato in piccolissimi aghi rossicci che possono passare attraverso il filtro e finire in tazza. Nonostante spesso venga venduto come “té rosso”, proprio per via del colore in infusione, col té non ha niente a che vedere: deriva invece da un arbusto africano ed è quindi in Africa che nasce. Dolciastro di natura, viene poi preferibilmente aromatizzato con ingredienti e profumi ancora più dolci quali la ciliegia, la fragola e la vaniglia: ricordo a tal proposito che il mio primo rooibos era aromatizzato proprio alla ciliegia; lo acquistai a Vienna e negli anni imparai che nel mondo germanico il rooibos va per la maggiore, insieme ad essenze il più possibile dolci.
Ma torniamo a noi. Ho lasciato il mercatino di Piazza Santa Croce col suo rooibos e sono andata a La Via del Té, per fare un giro di ricognizione.

wpid-img_20141213_195818.jpgLa cosa veramente ganza de La Via del Té è l’aromateca: una serie di boccette piene di tutti i té e le infusioni in foglia che tutti possono annusare alla ricerca del té perfetto.

L'aromateca de La Via del Té

L’aromateca de La Via del Té

Così, svolazzando di boccetta in boccetta mi sono imbattuta nella serie dei rooibos.

E tra questi non ho potuto resistere ad uno aromatizzato principalmente alla mandorla: si chiama Graceland, in tazza viene di un bel rosso arancio e il profumo è davvero intenso.

Una tazza piacevole che incontra il gusto di chi non ama il té tradizionale o di chi preferisce evitare la teina: il rooibos, infatti, non ne contiene. Chissà se mi sarei fatta colpire da questo rooibos aromatizzato lo stesso se non avessi visto il cesto di rooibos in Santa Croce? Chi può dirlo. Comunque sono contenta di averlo bevuto di nuovo, dopo tanto tempo.
Allora vi ho convinti? A Natale quest’anno regalate un rooibos!🙂

rooibos

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