Ogni tazza è un viaggio…

Il cofanetto Tea Travels de La Via del Té

Il cofanetto Tea Travels de La Via del Té

 Si chiama Tea Travels ed è il cofanetto de La Via del Té che mio marito mi ha regalato per Natale (dell’altro cofanetto, Christmas Tea, sempre de La Via del Té, ne parlerò in un’altra occasione, forse Pasqua visti i tempi con cui ultimamente aggiorno questo blog😦 ). Chi conosce i miei gusti sa che basta regalarmi un té per farmi felice. Se poi i té nel cofanetto sono 6… beh, fate voi la moltiplicazione della gioia!

E poi non si tratta di té a caso, ma blend particolarissimi, creati e selezionati con criterio, per compiere un vero giro del mondo nelle regioni che vantano una lunga tradizione di produzione e consumo del té.

Ogni tazza è un viaggio.

Con Anastasia siamo a bordo dell’Orient Express, in treno verso San Pietroburgo. Me l’immagino così, di sorseggiare la mia tazza di questo blend di té neri aromatizzato agli agrumi, secondo la ricetta classica che Anastasia impone, dal XIX secolo in avanti. Seduta sulla mia poltroncina nel mio scompartimento, su un treno d’altri tempi che attraversa sconfinate regioni dalla natura sublime immerse nella neve…

Lu Yu, l’inventore del Canone del Té

L’Orient Express arriva in Cina, ma qui la miscela di té bianco e Oolong arricchita con petali di fiori chiamata Lu Yu potrei sorseggiarla tranquillamente seduta sotto un albero, magari proprio quello dalla cui foglia caduta, secondo la leggenda, sarebbe nato il té. Lu Yu è delicato, il profumo è dolce: un piccolo sogno di danzatrici cinesi e meditazione. Lu Yu, poi, è colui che scrisse il canone del té, che per primo, dunque, segnò i passaggi fondamentali della cerimonia del té cinese. Un omaggio che gli è dovuto.

Arriviamo poi in India, e possiamo scegliere se a dorso di elefante o in treno. I colori dell’India, le atmosfere, la gente e la devozione sono cose che mi hanno sempre affascinato, motivi per cui da un lato mi attira, dall’altro mi intimorisce il pensiero di andarvi. Così l’India rimane un sogno che forse un giorno realizzerò. Per intanto il mio viaggio lo compio chiudendo gli occhi e sorseggiando il blend chiamato Rajastan, una miscela di té nero con cardamomo, pepe rosa, cannella e semi di finocchio, che ricorda molto, anche se in maniera più blanda, il chai tipico indiano.

Steve McCurry, una locomotiva a vapore passa davanti al Taj Mahal (Oggi la ferrovia qui non esiste più)

E se dall’India andiamo in Persia, il té Shahrazad mi trasporta immediatamente, su un tappeto volante, in un souq, o nelle notti d’Oriente di Aladdin dove tutto è magia… il té nero è aromatizzato però non con spezie, come ci si potrebbe aspettare, ma con frutta matura. E del resto come potrebbe essere più dolce un sogno da Mille e una Notte?

Un té nel deserto, ecco cos’è Tuaregh, una miscela di té verde, menta e fiori blu che trasporta immediatamente nelle tende beduine del deserto, laddove cerimonie antiche di ospitalità impongono di bere il té davanti al fuoco. Ma anche in un’oasi, una palma, uno shaduf per captare l’acqua, un dromedario che si abbevera. Il profumo fresco quasi balsamico fa pensare alle notti nel Sahara al chiaro di luna, alle stelle che disegnano come su una tela nuove rotte da seguire. Le stelle, tante, tantissime, che noi abbiamo dimenticato di vedere, offuscate come sono dalle luci delle città. E invece ci sono, sempre. E forse basta solo guardare un po’ più in là per vederle.

Infine, scendiamo in  Sud Africa. Cape Town si chiama il rooibos arricchito con petali di rosa, malva e girasole dal profumo dolcissimo, che fa girare la testa come il troppo caldo nella savana africana. Il rooibos viene ricavato da un arbusto sudafricano, dunque anche se viene inserito tra i té, in realtà non lo è e non rilascia neanche caffeina. Ma è utilizzato come infuso in Africa da sempre. Mi immagino danze tribali e ruggiti di leoni in lontananza. Oppure, ma mi sposto in Kenya, mi sento come Karen Blixen, autrice de La mia Africa, nella sua tenuta fuori Nairobi a metà del ‘900: seduta alla veranda di casa, guardando l’infinito piatto paesaggio africano, perdendomi nei suoni della Savana, nei barriti degli elefanti e nel tremare della terra al passaggio di mandrie impazzite di gnu.

Una piantagione di rooibos in Sud Africa

Mondi lontani, mondi che non mi appartengono, mondi che non conosco. Ma che posso sognare, ogni volta, immergendomi in una tazza di té.

One response to this post.

  1. Bellissimo viaggio! Grazie per averlo condiviso!
    Un cofanetto davvero allettante!

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