Come tutto ebbe inizio

In passato in qualche post vi ho raccontato di come ormai 12 o 13 anni fa io scoprii l’universo del té. Fu dapprima la scoperta che non esiste solo il té alla pesca tra i té aromatizzati, seguita dalla scoperta che il té si può trovare anche in foglie, quindi che non esiste solo il té nero, ma anche il té verde e, udite udite, il té bianco! Un lungo processo di apprendimento, il mio, che ha cavalcato gli anni in cui lentamente, molto lentamente, si faceva strada in Italia una sempre più ampia scelta di té, se ne cominciava a parlare, comparivano i primi negozi specializzati, le erboristerie cominciavano a vendere infusi diversi dal semplice finocchio o dalla verbena, le drogherie si riempivano di boites di té sempre più speziati, i negozi di té, caffé e dolciumi riempivano le loro vetrine di té di importazione… insomma, la nascita della mia passione si è sviluppata negli anni in cui il té sbocciava in Italia, e si è accresciuta man mano che il té conquistava fette di mercato e di visibilità sempre più ampie.

La bustina (ormai raro pezzo vintage) del Coconut tea Twinings

Da secchiona completa, fatta e finita (com’ero all’epoca), dovevo in qualche modo studiare il fenomeno. Da collezionista fin nel midollo (questo lo sono ancora) non potevo perdere traccia di tutte le informazioni che pian piano stavo acquisendo. L’idea sorse spontaneamente, con la stessa spontaneità con cui raccoglievo, invece che buttarli, gli involucri delle bustine da té che volta volta bevevo. E menomale che l’ho fatto, perché altrimenti di certe perle come il coconut tea della Twinings, ormai non solo introvabile, ma proprio inesistente, non avrei memoria, così come non avrei traccia di tutti i vari restyling che nel corso del tempo i vari té in bustina – sempre Twinings in testa – hanno subito, seguendo le logiche di mercato e di gusto dei consumatori (ogni volta uno choc, tra l’altro). Ma non solo, non avrei neanche potuto rendermi conto che esistono prodotti diversi a seconda della nazione alla quale sono destinati: solo andando in giro per il mondo e raccogliendo qua e là bustine e confezioni ho potuto tracciare una mappa del gusto in fatto di té. In più ho raccolto articoli, pubblicità, speciali, scaricato post da internet, tutto per crearmi una cultura da vera e propria bevitrice di té senza pretese di essere un’esperta.

Come ho fatto? Quando lo racconto la gente mi guarda torto. Fancyhollow, che di solito mi asseconda, quando gliel’ho raccontato mi ha persino detto “A volte mi fai paura…” (eh, mia cara, non hai un’idea di quanta me ne faccia io da sola..😉 ): è molto semplice in realtà: raccolgo tutto il materiale in quaderni. Quaderni con pagine totalmente bianche che aspettano solo di essere riempite, decorate con variopinte bustine, scatole smontate di té, e brevi appunti su tutti (o quasi) i té assaggiati. Va detto che Fancyhollow dopo lo choc iniziale ha iniziato a collaborare alla causa (per esempio realizzando questo per me…) e ogni tanto mi fa pervenire scatoline vuote, e come lei tante amiche e amici, che conoscendo la mia passione contribuiscono ad arricchire il mio bagaglio.

Ma bando alle ciance: ecco i quaderni:

La mia collezione: i miei quaderni del té

La mia collezione: i miei quaderni del té

Questa qui sotto in particolare è la prima pagina del primo quaderno. Dovevo trovare ancora uno stile, e devo dire che non tutte le pagine sono dei capolavori di armonia dell’impaginazione, ma faccio del mio meglio cercando di adattare i contenuti alle pagine.

La prima pagina del primo quaderno della mia collezione

La prima pagina del primo quaderno della mia collezione

Ieri dopo mesi ho ripreso in mano questi quaderni:_da quando ho il blog, infatti, la loro elaborazione ha subito un notevole rallentamento, per non dire una vera battuta d’arresto. Per una volta, però, ieri mi sono staccata dal pc, ho deciso di guardare un film (che non era propriamente da pausa del té, ma vabbé), e mi sono armata di quaderno, forbici, colla, penna e bustine in attesa di una collocazione. Perché poi, in fondo, si tratta di ritagliare e incollare: un gioco da bambina, come tanti altri che non mi stancherò mai di fare…

Altre "pagine scelte" dai miei quaderni...

Altre “pagine scelte” dai miei quaderni…

8 responses to this post.

  1. Che idea favolosa! Deve essere una gran soddisfazione sfogliarli. Io ho delle scatole dei ricordi con oggetti, frasi e lettere legati a periodi della mia vita. Anche se ormai è un po’ che ho smesso. In un certo senso il blog mi serve per ricordarmi tutti i libri che leggo, per non perdere le impressioni che mi hanno suscitato. Invece non avevo mai pensato di collezionare le bustine di tè. Peccato🙂

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    • In effetti il bello di questi quaderni è di prenderli in mano ogni tanto e di sfogliarli, e di provare a ricordare ogni volta quando come e perché ne ho bevuto uno o ne ho acquistato un altro… Devo dire che la mia memoria funziona ancora abbastanza bene, ma certo se non avessi quei quaderni ricorderei una minimissima parte di tutto ciò che ho bevuto negli anni. Il blog non sostituisce i quaderni, ma li completa: racconta esperienze, ricordi e suggestioni, cosa che i quaderni non fanno (se non in rarissime occasioni); ma senza i quaderni certo il blog non esisterebbe o forse… comunque… chissà!🙂

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  2. Che belli questi quaderni! Da piccola mi piaceva tanto fare i collages…
    Anche io da quando ho il blog ho abbandonato il mio quadernino in cui scrivevo tutte le ricette. Solo due giorni fa l’ho ripreso in mano e ho iniziato ad aggiornandolo, ripartendo da dove l’avevo lasciato. Che coincidenza…secondo me è l’arrivo dell’autunno che spinge a queste operazioni intimistiche e meditative…😉

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  3. Poi son io l’accumulatrice! Sono chiaramente manifestazioni dell’io manico ossessivo compulsivo!!!

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  4. Posted by Freja on 06/12/2013 at 18:45

    Ciao!
    Sono un’appassionata di té capitata per caso sul tuo blog, ma ti seguo in modalità ombra da un po’ ormai. Che sollievo leggere questo articolo, pensavo di essere l’unica stramba in circolazione. Io colleziono bustine e scatole della Twinings, maledicendola ogni volta che cambia qualche dettaglio ed amandola ogni volta che entro nel suo negozietto sullo Strand….

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    • Oh, ma io adoro il negozietto sullo Strand! E mi consolo a mia volta al pensiero che non sono l’unica a collezionare bustine e scatole! Io però non la maledico quando cambia qualche dettaglio: perché sì, mi costringe a procurarmi la novità, ma è così maledettamente bello ingrandire la collezione! Tu come conservi bustine e scatole?

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