Oggi un po’ di tempo lo dedico a me

Ultimamente non mi sono fermata un attimo. Tante cose da fare (fuori dall’orario di lavoro!), tante cose cui pensare, novità da imparare a gestire, e ancora ansia da prestazione per un lavoretto che sembra sia una cazzata, e lo è per gli esperti del settore, ma che in realtà per me è la prima volta che lo affronto (e non si smette mai di imparare, davvero!), in più segui 10 cose contemporaneamente, coordina 10 cose contemporaneamente, studia, manda avanti una casa cercando di non trascurare tuo marito e di non farti trascinare dagli eventi, di qualunque sorta essi siano… Sì, l’ultima settimana è stata decisamente impegnativa, l’ho patita fisicamente e anche psicologicamente, sempre sul nervosetto andante e con un più o meno latente mal di stomaco da stress che certo non ha aiutato. Non sono mai stata in casa: uscivo presto la mattina, rientravo la sera per cena, poi dopocena subito al computer per continuare quello che non avevo esaurito durante il giorno, trovando un certo compiacimento nel darmi da fare a questa maniera, io che fino a poco tempo fa puntavo ad alzarmi con calma la mattina, quando dovevo andare al lavoro al pomeriggio.

stress!

Oggi mi sono detta “basta”. Questa mattina mi sono comunque alzata presto, ma ho deciso di non correre in biblioteca subito, pronta ad affrontare un’altra giornata di studio. Andrò questo pomeriggio, con calma. E intanto, finalmente, dopo tutti questi giorni, trovo il tempo di prepararmi, del tutto in tranquillità, una tazza di té. Il tempo in effetti aiuta, visto che non fa per niente caldo e minaccia pioggia (e pioverà nel pomeriggio), per cui questa mattina, anche se sono sempre davanti al computer, una bella, calda e profumata tazza di té non me la toglie nessuno.

E guarda un po’, decido di bermela in una delle mie tazze preferite (oddìo, tutte le mie tazze sono le mie preferite, vuoi perché le ho scelte oculatamente, vuoi perché mi sono state regalate da persone d’oro, vuoi perché tutte, comunque, hanno una storia dietro…): la tazza che acquistai a New York, al bookshop del Museum of Natural History: una mug con i dinosauri che quand’è vuota e fredda mostra i dinosauri nel loro ambiente naturale e che quando è piena e calda trasforma quei dinosauri in scheletri al museo con tanto di cartellino sotto. Deformazione professionale, la mia, non potevo non amare questa tazza! In più a ottobre ritornerò a New York, quindi un omaggio stamani ci stava tutto.

E come té, per questa mattinata di ricercata tranquillità, ho scelto un té che non bevevo da tantissimo tempo, qualcosa insieme di strepitoso e pieno di ricordi, perché quando si è troppo presi dal presente è salutare cercare un po’ di conforto nel proprio passato… ho scelto allora un coloratissimo té di Fauchon, che si chiama significativamente “Bonheur“. Perché un po’ di felicità credo di essermela meritata. Come ce la meritiamo tutti, del resto.

2 responses to this post.

  1. Complimenti per il blog interessantissimo,
    Ti seguirò spesso!!!
    Io e il mio compagno abbiamo un negozietto di tè a Finale Ligure,se capiti dalle nostre parti vieni a trovarci! Si chiama “White Mug” e si trova nel borgo medievale!!
    Un abbraccio!

    Rispondi

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