Lusso ed eleganza a Palazzo Pitti

Si trattavano bene i Granduchi di Toscana. E ancora meglio si trattavano i re di Francia: quelle porcellane finissime prodotte dalla manifattura di Sèvres, ricchissime e pretenziose nelle forme e nelle decorazioni, erano certo un ulteriore elemento di lusso della corte francese, guardate con ammirazione dagli ospiti internazionali che si trovavano a passare da Versailles.

La locandina della mostra di Palazzo Pitti (Firenze)

In Italia, Toscana, Sesto Fiorentino, anzi Doccia, nel 1737 apre i battenti la manifattura Ginori. L’evento coincide temporalmente con l’insediarsi, alla guida del Granducato, di Pietro Leopoldo di Lorena, il cui governo fu improntato alla crescita imprenditoriale e tecnologica del territorio. Se si visita il Museo di Doccia si può proprio vedere, vetrina dopo vetrina, oggetto dopo oggetto, lo svilupparsi delle tecniche, delle produzioni, che vanno verso il miglioramento tecnologico e le produzioni di lusso man mano che le innovazioni tecnologiche e i contatti con i vicini francesi portano nuove conoscenze e decorazioni.

Servito da té, manifattura Dagoty, 1810. Porcellana smaltata

Servito da té, manifattura Dagoty, riassortito a Doccia, 1810. Porcellana, biscuit e pasta smaltata. Firenze, Palazzo Pitti, Museo delle Porcellane

La mostra che si può visitare ora al Museo degli Argenti di Palazzo Pitti (fino al 23 giugno 2013) ci racconta proprio del periodo in cui la manifattura di Doccia viene a contatto con le manifatture di lusso francesi, soprattutto durante il periodo dell’Impero Napoleonico e soprattutto grazie all’interessamento di Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone e granduchessa di Toscana fino al 1814. Costei promosse un rinnovato interesse per le arti di cui da tempo a Firenze si sentiva la mancanza (eh, i fasti della Firenze rinascimentale erano in effetti ormai solo un ricordo..). Il suo mecenatismo richiamò a Firenze scultori, pittori, musicisti, e sostenne anche le industrie artigiane toscane, incentivando la lavorazione della seta, della mobilia e, per l’appunto, della porcellana. In questo contesto la manifattura di Doccia ebbe un posto di rilievo, accogliendo importanti influssi francesi sia nella ricerca delle forme che nelle decorazioni.
In particolare, la manifattura, sotto la direzione di Carlo Leopoldo Ginori Lisci fece sue importanti innovazioni tecniche e stilistiche provenienti dalla Francia.

teiera Asselin. Manifattura di Sèvres, 1813. Donata da Napoleone a Elisa BAciocchi, Granduchessa di Toscana

In mostra si ripercorre tutta questa fase e storia della produzione di Doccia, con il costante e continuo rimando alle lussuose porcellane francesi che fecero da modello alle produzioni di lusso di Doccia.

Come sempre io mi interesso soltanto ad una tipologia di oggetti esposti a mostre di questo tipo, ovvero le teiere e i servizi da té; e c’è da dire che effettivamente in questo caso scarseggiano, ma per un motivo molto semplice: in Francia e soprattutto in Italia a inizio ‘800 il té non è una bevanda diffusa, non vi è la pratica di berlo come invece avviene nell’Inghilterra di quegli anni (e poi soprattutto più tardi, in epoca vittoriana). Questa scarsa presenza non deve quindi stupire, anzi dà modo di concentrarsi sull’osservazione degli altri oggetti, tutti assolutamente bellissimi, elaboratissimi, sia che siano di manifattura francese o italiana. E’ quasi divertente, anzi, vedere i decori sulle produzioni francesi e ritrovarli pressoché uguali su quelle italiane, oppure stupirsi di fronte alle placche e alle lastre in porcellana dipinta che riproducono dipinti famosi dell’arte italiana rinascimentale… Le forme articolatissime di alcuni vasi, poi, alcuni immensi, altri con preziosissime anse, altri ancora placcati d’oro oppure blu, altri con inserti in materiale a contrasto che non fa altro che impreziosire l’insieme, si possono considerare veri e propri oggetti di design per un mercato di élite, e che élite: quella dei regnanti d’Europa e delle loro corti. Non certo oggetti da mercatino dell’antiquariato…

Abraham Constantin (1785-1855); manifattura di Sèvres (?) Venere Da Tiziano 1821. Lastra rettangolare in porcellana dipinta; cornice dorata contemporanea di fattura fiorentina Torino, Galleria Sabauda

Abraham Constantin (1785-1855), Venere; manifattura di Sèvres (?) 
Da Tiziano,1821. Lastra rettangolare in porcellana dipinta; cornice dorata contemporanea di fattura fiorentina. Torino, Galleria Sabauda. Credits: unannoadarte.it

2 responses to this post.

  1. molto sontuoso e di classe questo tuo post …che nobilita il tè…
    ti auguro un buon mercoledi
    daniela
    https://infusodiriso.wordpress.com/

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