Samurai al Museo Stibbert

Ho visitato recentemente il Museo Stibbert. Purtroppo non è possibile, a meno che non si vogliano pagare cifre astronomiche, vedere la cosiddetta Armeria Giapponese, una parte della collezione di armi e armature dal mondo per le quali Frederick Stibbert andava pazzo, ma per fortuna almeno una piccola parte è esposta al pubblico nella piccola mostra “Samurai” all’interno del Museo.

Intanto va detto, per fugare ogni dubbio, che il signor Stibbert del Giappone non amava certo il chanoyu, ma piuttosto aveva un interesse particolare per la vita dei samurai e per le loro pesanti armature. Ma vorrei dire al signor Stibbert che anche i samurai bevevano il té e anzi, qualcuno avrà sicuramente fatto l’ospite d’onore in qualche cerimonia del té a Edo, l’antica Tokyo.

Ma andiamo con ordine. La piccola mostra del Museo Stibbert estrae dall’ampia collezione dell’Armeria Giapponese alcuni degli elementi più rappresentativi della casta sociale dei guerrieri giapponesi nota al mondo intero, soprattutto nell’immaginario collettivo: i samurai, coraggiosi combattenti al servizio dell’imperatore, tanto devoti al loro signore quanto amanti della raffinatezza e dell’eleganza. Così le loro armi e armature sono preziosissime nei materiali e nelle lavorazioni, e guardarle è una gioia per gli occhi: sete dai colori sgargianti, katane finemente incise, elmi elaboratissimi, più simili a maschere, in realtà.

Una delle sgargianti armature da samurai in mostra

Una delle sgargianti armature da samurai in mostra

Mi direte “ma che hai scritto a fare un post su una mostra di samurai se di té non ce n’è?” E avete ragione, non è che posso scrivere un post su qualcosa che ha a che fare col Giappone solo perché sto facendo un corso di cerimonia del té giapponese. Ma il té, seppure di straforo, c’è anche qui!🙂

In mostra si può ammirare infatti, nella sua resa minuziosa dei dettagli, un rotolo orizzontale dipinto a inchiostro e colori su carta realizzato nel 1657 che rappresenta il quartiere dei piaceri di Edo (l’attuale Tokyo): e tra negozi, botteghe artigiane, gente che si incontra per strada, episodi di vita reale, quelle che nell’arte occidentale sarebbero le scene di genere, si trova anche una sala da té! All’interno di una casa, come si intuisce dall’incannucciato che la copre parzialmente alla vista, stanno 3 persone di cui una sta per prendere in mano la teiera. Ebbene sì, lo ammetto, sono stata più davanti a questo piccolo dettaglio del rotolo che non a vedere tutta la mostra di katane, armature, elmi dei samurai. Ma del resto ognuno ha i suoi interessi! E ribadisco che i samurai bevevano il té e prendevano parte al chado.

rotolo orizzontale dipinto a inchiostro e colori su carta, 1657

rotolo orizzontale dipinto a inchiostro e colori su carta, 1657

La collezione giapponese di Stibbert è considerata una delle più importanti dell’Occidente, nonché una delle prime a formarsi, a metà Ottocento. Collezione affascinante perché affascinanti sono gli oggetti che accoglie. Anche se non si tratta di té, vale comunque la pena di vederli e apprezzarli.

Ah, e per la cronaca, a Stibbert non sarà piaciuto il té giapponese, ma quanto a cineserie, in casa non se ne faceva mancare…

...le cineserie di casa Stibbert...

…le cineserie di casa Stibbert…

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