Archive for dicembre 2012

A Bologna in cerca di té

Domenica 23 dicembre io e mio marito abbiamo pensato di farci un giro a Bologna: nonostante non sia così lontana da Firenze, devo ammettere che la frequento decisamente poco. Qualcosa di più conosce mio marito, ed è a lui che mi sono affidata in questo tour di un giorno in periodo natalizio. Inutile che vi stia a raccontare il nostro itinerario (che tra l’altro ho già raccontato qui), preferisco piuttosto soffermarmi sugli elementi di questa gita che hanno a che fare con il té (e con cosa sennò?): perché la giornata è stata molto proficua da questo punto di vista…

Passeggiando a Bologna (photo by Viaggimarilore)

Innanzitutto, finalmente mi sono tolta uno sfizio, meglio, ho piantato una bandierina, ho piazzato un carroarmato (per dirla alla Risiko), su uno dei negozi di té che, da quando ha aperto 10 anni fa, ho sempre seguito con interesse, pur senza averci mai messo piede. Ricordo anzi che parecchi anni fa ormai mia sorella, che era stata a Bologna per una manifestazione sul cioccolato, mi aveva portato casualmente dei té aromatizzati di questo negozio, suscitando la mia gioia e gratitudine: si tratta dello StregaTe, un bel negozietto in pieno centro il cui profumo inconfondibile – di spezie, infusi e quant’altro – si sente già a metri di distanza lungo la via. Desideravo ardentemente entrare, e naturalmente mi sono fatta stregare: la confezione di té natalizi è stata subito mia, così come un favoloso portabustina a forma di renna da applicare alla tazza. L’ambiente è piccino, l’affluenza di clienti – tutte giovani donne alle prese con i regali di natale – decisamente alta, tanto da costringere a procurarsi il numerino. Le ragazze che vi lavorano hanno il loro bel daffare sotto le feste! Il negozietto, con gli scaffali straboccanti di té, infusi e oggettistica, si riflette nella straripante vetrina, resa ancora più accattivante dall’atmosfera natalizia… Come resistere?

La vetrina natalizia di StregaTe Tea Shop, Bologna

La vetrina natalizia di StregaTe Tea Shop, Bologna

Nel corso dei nostri giri per Bologna abbiamo incrociato un mercatino dell’antiquariato. Ho già detto altre volte quanto io sia attratta da questo genere di manifestazioni, sia perché attraverso di esse oggetti che potrebbero essere in altro modo gettati o abbandonati riacquistano una nuova vita (insieme a un nuovo proprietario), dunque ritrovano un senso che avevano ormai perduto, sia perché spesso e volentieri teiere, tazze e servizi interi da té fanno bella mostra di sé sui banchini (e ogni tanto qualche teiera si ritrova dal banchino alla mia credenza così in un battito di ciglia!). A Bologna non ho comprato nulla, lo dico subito, ma l’offerta di servizi da té era piuttosto varia e abbondante. Tra le varie scelte, era la prima volta che vedevo un set di teiere/bollitori in rame, per esempio…

Teiere in rame su un mercatino dell'antiquariato di Bologna

Teiere in rame su un mercatino dell’antiquariato di Bologna

A conclusione del nostro giro, verso le 17, non potevamo non andare a prenderci un té in uno dei locali che sembra essere tra i più in voga in centro: mio marito mi ha portato infatti da “Colazione da Bianca” che offre una scelta di té Damman Frères e Kusmi Tea. Peccato che volevamo un Christmas Tea di Damman Frères ma era finito! Ma che si può finire il té di Natale sotto Natale? E vabbé! Ripieghiamo su un Kusmi Tea: Lorenzo prende un Prince Vladimir, té nero agli agrumi che conosco bene, mentre io vado su un Imperial Label, té verde sencha alla liquirizia, arancia e cannella, in cui la liquirizia predomina conferendo un gusto deciso all’infusione. Beviamo le nostre tazze di té in tutta tranquillità, nonostante intorno ci sia un gran viavai di gente che siede, consuma, si alza e va. Noi abbiamo trottato tutto il giorno al freddo: una pausa al caldo, gustando qualcosa di buono, ce la siamo proprio meritata.

Kusmi tea da Colazione da Bianca, Bologna

Kusmi tea da Colazione da Bianca, Bologna

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Still life with Christmas Tea

Come ogni anno Natale è passato. Talmente in fretta che non ho avuto modo di farvi gli auguri! Rimedio così, in ritardo, con questo nuovo esperimento della premiata ditta Marina&Lorenzo, una foto di Christmas Tea secondo i principi dello still life, che sfrutta nientemeno che la nostra tavola di Natale: il pranzo è ormai finito da ore, è pomeriggio inoltrato, è l’ora del té! Il té nello specifico si chiama “Panettone” (avrò modo di parlarvene più avanti), e intorno ad esso ruota tutta la composizione.

Questo nuovo esperimento di still life applicata al té è il mio regalo di Natale per voi: auguri!

Still Life with Christmas Tea. Photo by Lorenzo Bagnoli

Still Life with Christmas Tea. Photo by Lorenzo Bagnoli

A Natale siamo tutti più buoni, no?

É dicembre inoltrato, è periodo di regali e di mercatini, ed è anche il periodo in cui è da quando siam piccini che ci vien detto “a Natale siamo tutti più buoni“: frase assolutamente falsa, tendenziosa e buonista. Ma chissà come, in certi casi appropriata. Soprattutto nei casi in cui si usa la scusa del periodo natalizio per ricordarsi che si può fare del bene. La parola magica “solidarietà” va spesso a braccetto con le feste natalizie. Fermo restando che ogni giorno dell’anno è buono per fare qualcosa per gli altri, e che non ci è richiesto chissà che, ma è sufficiente anche un semplice gesto, ora sotto Natale è possibile incontrare accanto ai consueti mercatini in stile germanico anche mercatini di solidarietà.
A Firenze ce n’è uno in piazza S.Maria Novella: é il mercatino dei “volontari al servizio dei diritti” patrocinato dal Comune di Firenze; non è particolarmente grande, ma sono presenti alcune delle principali associazioni di solidarietà e di impegno sociale d’Italia. Sono venduti oggetti semplici, naturalmente, perché l’importante è il fine, e di tutti i tipi.

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Personalmente ho unito l’utile al dilettevole: ad un banco che raccoglie fondi per l’adozione a distanza ho trovato pane per i miei denti: una teierina e una graziosa scatoletta per il té: e cosa altrimenti?
Questi due oggetti hanno un valore speciale, in quanto entrano nella mia collezione non per soddisfare una mia  voglia o un capriccio, una volta tanto, ma per dare il mio piccolo contributo per una buona causa.

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Se siete a Firenze vi invito a fare altrettanto. E se non siete a Firenze, sicuramente nelle vostre città esistono analoghe occasioni.

Still Life with English Breakfast

Sono contenta di poter inaugurare su questo blog un nuovo sodalizio, una nuova collaborazione che prevedo sarà lunga e fruttuosa! Il sodalizio per la verità sarà bene che sia lungo, visto che è con mio marito (!); per ora, per questo primo esperimento posso dire, a nome di entrambi, che l’esperienza è stata divertente, interessante, stimolante, e che verrà replicata spesso e volentieri.

Ma di cosa si tratta? Giusto, non ve l’ho detto! Il mi’ marito (come si dice da queste parti) è appassionato di fotografia. Ultimamente si sta avvicinando allo still life, stile fotografico che riprende in tutto e per tutto quelle famose nature morte della pittura che rappresentano oggetti inanimati disposti su un tavolo o su un qualunque supporto apparentemente senza un senso preciso, senso che si rivela invece analizzando più attentamente i soggetti rappresentati. Lo still life in fotografia parte da queste nature morte della pittura e va oltre, intendendo come soggetto qualsivoglia oggetto inanimato. Diventa occasione per il fotografo di misurare se stesso nello studio delle luci, dei contrasti, e soprattutto nella composizione dell’immagine. Perché non credetevi che sia così facile comporre una foto disponendo semplici oggetti secondo uno schema che dev’essere già in parte prefissato, e che deve tenere conto della forma degli oggetti, delle ombre che generano, dei colori che hanno e di come interagiscono tra loro. E poi c’è la possibilità di tirar fuori dagli oggetti un significato, un’idea, un senso che va oltre la semplice immagine.

Nei prossimi post ho intenzione di approfondire l’argomento still life soprattutto per quanto riguarda il té, quindi probabilmente cercherò in rete altri esempi che serviranno senz’altro da fonte di ispirazione. Intanto vi propongo il nostro primo esperimento: Still Life with English Breakfast

Still Life with English Breakfast, Photo by Lorenzo Bagnoli

Still Life with English Breakfast, Photo by Lorenzo Bagnoli

Gli ingredienti ci sono tutti: il té nero, ovviamente, la tazza che lo contiene (che è di manifattura inglese), la teiera, i biscotti al burro tipici, il limone, lo zucchero, le tea-tins comprate a Londra con la Union Jack stilizzata e un pizzico di ironia, con la spilletta dell’m&m’s che scimmiotta la guardia reale di Buckingham Palace e con la piccola teierina a forma di limone che sembra venir fuori dall’esplosione di un limone vero. Gli elementi presenti nella foto sono quelli che uso io quando intendo prepararmi un English Breakfast. E’ il mio personalissimo English Breakfast, quello che è ritratto in questa foto.

Ci sono margini di miglioramento, ovviamente, e col tempo diventeremo più bravi (leggi: il fotografo diventerà più esperto!). Sono contenta perché, certo, ognuno ha i suoi interessi, i suoi hobby e le sue passioni, ma in questo campo ci veniamo incontro e possiamo collaborare! Ognuno dà il suo apporto, dalla scelta degli oggetti alla disposizione, alla composizione delle luci… Già lo so, diventeremo bravissimi!

A presto allora, con nuove still life!

Degustazione di té homemade

La location non sarà stata delle migliori (una fredda e anonima stanza con 4 tavoli quadrati) e senz’altro gli oggetti utilizzati lasciavano a desiderare, ma lasciatemelo dire: quando c’è la voglia di bere un té, e di berlo buono, si può anche fare finta di essere in una favolosa tearoom, di bere da preziose tazze di porcellana finissima e di servirsi da pregiate teiere di manifattura francese…

Si è appena conclusa la prima vera degustazione di té organizzata da Ilmiote – cioè da me – su ispirazione di una mia collega e amica che è stata la cavia di tutta quanta la celebrazione: devo anzi a lei l’ispirazione per questo piccolo evento.

L’idea è nata negli scorsi giorni, ieri su what’s app abbiamo concordato i dettagli: che preferenze hai? le ho chiesto, té nero? té verde? fruttato? speziato? floreale? esotico? Confusa in mezzo al bene, la mia amica ha optato per té nero fruttato e speziato.

Così oggi mi sono presentata con un favoloso sacchetto di Mariage Frères (perché io non butto via nulla!) pieno dell’offerta di té in serbo per la mia degustatrice.

Alle 5, perfetto orario di ogni teatime che si rispetti, abbiamo messo su l’acqua. Il bollitore lasciava alquanto a desiderare, per cui sorvolerò sull’oggetto che abbiamo utilizzato, così come sulle tazze, per concentrarmi sulla scelta di té a disposizione.

Innanzitutto, per accompagnare la degustazione, ho portato dei biscotti al burro di produzione inglese, i classici shortbread di forma circolare dal caratteristico burrosissimo sapore, acquistati al Mercatino di Natale di Firenze, che ogni anno si svolge in Piazza Santa Croce, presso il banco di prodotti tipici inglesi che personalmente adoro! E la scatola di latta che celebra il Diamond Jubilee ha fatto bella mostra di sé. Insieme ai té della degustazione.

Ed eccoli: per la categoria té nero fruttato ho portato – e abbiamo assaggiato – il Bonheur prodotto dalla Fauchon e un té alla fragola della Whittard. Per la categoria té nero speziato mi sono buttata su una tipologia che è specifica di questo periodo: il té  Canto di Natale de La via del Té e un Weihnachtstee proveniente dal mercatino di Natale di Monaco di Baviera: entrambi sono un trionfo di spezie quali chiodi di garofano e cannella cui nel primo caso si aggiunge pepe e coriandolo, nel caso tedesco la scorza d’arancia. Infine, ho osato con il té più speziato in cui io mi sia mai imbattuta finora: il té dal souk di Dubai, talmente ricco di spezie (pepe rosa, cardamomo, cannella, chiodi di garofano) che il té nero fa quasi perdere le sue tracce.

La degustazione è stata un piacevole momento conviviale, casereccio quanto volete ma conviviale. La possibilità di poter sentire uno dietro l’altro té dai profumi tanto diversi è stata sicuramente un’esperienza interessante, diversa dal semplice “annuso e bevo”: perché qui si è trattato di far confronti, confronti dai quali risaltava ora questo ora quell’ingrediente segreto, a decidere quale sia il più buono (la mia amica propende per Bonheur, seguito da Canto di Natale, io  invece… non ve lo dirò mai!)

teatime

…siamo belline, vero? 🙂

Non importa il luogo, non importa il modo, importa chi e cosa: una tazza di té con le persone con cui si ha piacere di passare del tempo insieme.