Un pacchetto di té dalla Georgia

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Poco tempo fa mi è stato recapitato un pacchettino: all’interno una scatola di té in bustina con la scritta Georgian Tea e altre due parole in un alfabeto a me ignoto, che immagino essere georgiano. La confezione è nera, con una M rossa che è il logo che si trova sulla bustina. Insieme ad alcune di queste bustine nere con le M rosse, che racchiudono un té nero non aromatizzato, la scatola conteneva (parlo al passato perché ormai buona parte è stata consumata) anche alcune bustine purtroppo senza altra specifica, qualcuna di té nero non aromatizzato, qualche altra ai frutti rossi, e per finire alcune bustine di Maryam Tea, té nero prodotto addirittura in Azerbaijan.

georgian tea

Il mio té georgiano

maryam tea

la bustina di Maryam tea, té nero dall’Azerbaijan

La mia mappa del giro del mondo dei té si sta riempiendo sempre più di bandierine, devo dire! Ringrazio perciò mio cugino, che mi ha fatto pervenire il prezioso pacchetto!

Siccome, tanto per cambiare, non sapevo nulla sul té georgiano, mi sono andata a documentare, ed ho scoperto anche questa volta una storia interessante, di quelle da leggere mentre si gusta una tazza di té.

La mia fonte è la più ufficiale possibile (e anche l’unica, sembrerebbe, visto che tutti gli altri siti che parlano di té georgiano raccontano la stessa identica storia quasi con le stesse parole!): il sito Geo-tea.ge, che produce e vende di conseguenza té georgiano per l’esportazione.

Secondo la mia fonte il té cominciò ad essere coltivato in Georgia intorno al 1830,  introdotto dalla Cina. Come? Il principe Miha Eristavi era stato in viaggio in Cina e aveva avuto modo di assaggiare alcune varietà di té che gli piacquero molto, soprattutto perché intravvide la possibilità, data la somiglianza del clima tra Cina e Georgia occidentale, di poterlo coltivare nella regione.

A quel tempo, però, era vietato esportare foglie di té dalla Cina. Il principe allora decise di nascondere i semi di camelia sinensis in un pezzo di bambù e in questo modo riuscì a far giungere nella sua terra quelle che sarebbero diventate le prime piante di una produzione che in pochi anni raggiunse un’importanza notevole per l’economia stessa del Paese.

Già nel 1864, infatti, il principe Eristavi poteva presentare il té georgiano all’Esposizione Universale di San Pietroburgo di quell’anno; nel frattempo la produzione si specializzò sempre di più nell’elaborazione di té pregiati, tanto da far meritare all’Esposizione Universale di Parigi del 1899 la Medaglia d’Oro! La buona terra, l’ottimo clima, la sapiente lavorazione da parte di chi confezionava e rilavorava le foglie avevano creato ormai un té dalla qualità inarrivabile.

Sull’onda di quest’entusiasmo, che aveva un ritorno economico non da poco nell’Est Europeo dei primi del Novecento, fu fondato ad Anaseuli, città della Georgia occidentale, il “Tea and Subtropical Cultures Research Institute”, presso il quale venivano studiate e sperimentate nuove produzioni di té anche aromatizzato, in vista della richiesta del mercato. La Georgia era diventata ormai una grande esportatrice di té in Russia. Ma la troppa richiesta da parte di quest’ultima comportò un inevitabile declino nelle coltivazioni, seguite in modo da puntare ormai sulla quantità piuttosto che sulla qualità.

E come sempre in questi casi, se peggiora la qualità decade l’offerta. Così il té georgiano cadde lentamente in disgrazia, si potrebbe dire, comunque nell’oblio, e la Russia tornò ad affidarsi alla sua fornitrice storica di té, la Cina.

georgian tea

Una piantagione di té in Georgia

Oggi c’è un tentativo di riscoperta del té georgiano. C’è, tanto per cominciare, il sostegno alla produzione da parte dello stato georgiano. I produttori di té sono riuniti in cooperative, e il té è esportato in Ucraina, nelle Repubbliche Baltiche, in Turkmenistan, Uzbekistan e addirittura negli USA, oltre che in Germania, Olanda e Polonia (per approfondire leggi qui). Senza raggiungere i fasti di un secolo fa, il té prodotto soprattutto nella regione chiamata Ozurgeti, è dunque conosciuto nel mondo. Anche da noi, come un recentissimo post del blog Una stanza tutta per (il) te mi conferma.

14 responses to this post.

  1. Posted by anto on 03/10/2012 at 20:40

    Secondo fonti ufficiali (pervenute direttamete da georgiani conosciuti personalmente: MAIA!!!), il vero motivo per il quale si sarebbe svalutata la vendita di the in Russia – almeno per quanto riguarda la storia contemporanea – non sarebbe da imputarsi a una minor qualità dell’infuso ma a una situazione di enbargo gestita proprio dalla superpotenza ai danni del piccolo Paese. Altri generi “enbargati” sono il vino (al primo posto) e gli agrumi. Cugina, GRAZIE da parte mia e di Maia per esserti interessata alla storia. Sarebbe bellissimo portarti lì per farti provare, trovare e imparare altre cose interessantissime, sia sulla cultura della Georgia che sulle loro doti culinarie. Ciao!!!

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    • Grazie a voi! Se non era per voi non avrei neanche saputo che esisteva il té georgiano, figurati! Credo che la mia fonte si riferisse alla prima metà del Novecento, ma in ogni caso ottimo l’appunto di Maia, che segnala una situazione politico-economica di cui è giusto parlare anche nello spazio “frivolo” di un blog.
      Grazie ancora!

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  2. Ciao! Lietissima che anche tu abbia scoperto il te’ georgiano e sono daccordo con tuo cugino in merito al boicottaggio di questo prodotto. Il te’ sfuso in foglia, lavorato a mano, che ho ricevuto grazie a Serena di La’ dove fumano le tazze, e’ davvero di buonissima qualita’. Se vuoi, provo a inviarti un campione.

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  3. Il mondo del tè è ricco di storie affascinanti e non smette mai di incuriosirmi. Anche io, come te, provo a fare il giro del mondo in una tazza: è un’esperienza incredibile, tante le varietà e sfumature di sapore! Grazie di aver parlato un pò del tè georgiano che non conoscevo affatto🙂

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    • Anche per me é stata una vera scoperta! E ogni volta non posso fare a meno di incantarmi al pensiero di quanta storia, di quante storie si nascondano dietro le cose apparentemente più minute…

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  4. Posted by claudia on 04/10/2012 at 20:48

    Prendo ogni giorno una tazza di the ma non ho ancora assaggiato quello Georgiano: devo colmare questa lacuna dopo aver colmato quella storica in merito.

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  6. Posted by Nick on 16/10/2012 at 15:41

    Ciao, ho da poco acquistato del tè nero georgiano ma non ancora non lo ho provato, vorrei chiederti se hai mai assaggiato il tè armeno o se ne sai qualcosa, mi intrigano molto i sapori di quella regione.. grazie e complimenti per il blog!

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    • Posted by viaggimarilore on 16/10/2012 at 16:28

      Ciao Nick, grazie per i complimenti! Purtroppo non posso aiutarti: il té armeno manca alla mia collezione. Spero di poter colmare la lacuna al più presto, ma nel frattempo rigiro la domanda agli altri lettori del blog: qualcuno di voi conosce il té armeno?

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  7. Per completare la questione sul té georgiano pubblico il link a questo articolo che parla dell’argomento: http://www.messenger.com.ge/issues/2715_october_16_2012/2715_econ_one.html

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  8. Posted by claudia on 18/10/2012 at 12:50

    A corredo da quanto scritto sul blog sopra enunciato UNA STANZA tutta per(il) te, voglio dire che anche io zucchero il te con le marmellate fatte da me, more, conquat’s, melograno. Il te acquista un sapore leggiadro.

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