Archive for settembre 2012

E anche a Lima ho trovato il Bubble Tea. Che si chiama Babolti!

babolti

Potrei dedicare un blog solo al bubble tea, dato l’entusiasmo che mi sale ogni volta che incappo in un piccolo negozino che distribuisce la preziosissima bibita/merenda che adoro con tutta me stessa.

Ogni volta trovare il bubble tea in giro per il mondo è una sorpresa, una gioia e un’emozione, ben ripagata poi dalla bontà del bubble tea che di volta in volta prendo. La prima volta fu a New York, la seconda in Australia (Sydney, Melbourne e Brisbane), la terza fu Berlino all’inizio dell’estate e infine, questa quarta e (per ora) ultima volta, a Lima la settimana scorsa.

Ebbene sì, anche Lima ha il suo dispensatore di Bubble Tea e, a giudicare dagli articoli di giornale che espone orgogliosamente, dev’essere l’unico nella capitale peruviana, se non di tutto il Perù, e considerato che nelle altre città peruviane non l’ho trovato…

Ma veniamo al bubble tea di Lima, anzi al Babolti. Sì, perché il nome del piccolo locale – che fa anche pasticceria/caffetteria ed è frequentato soprattutto per questo – è proprio Babolti, cioè la traslitterazione della pronuncia, né più né meno. Già solo per questo mi sta simpatico.

L’offerta è piuttosto varia, e tiene conto del gusto locale per i frutti esotici e della poca dimestichezza con il té in quanto tale. Il bubble tea, anzi babolti che viene offerto è soprattutto un succo di frutta, o un té addizionato con latte e con succhi di frutta, e le immancabili perle di tapioca (la quale, essendo fatte di farina di manioca, prodotto tipico dell’America Latina, giustamente meritano di essere consumate in Perù!), senza le quali il bubble tea non sussiste.

Io ho preso un babolti, anzi baboltisimo, molto tropicale: succo di ananas, lichee e melone con le perle di tapioca: una delizia dolcissima che mi ha scaldato il cuore, nonostante a Lima facesse freddino venerdì scorso, quando l’ho preso a colazione.

Babolti si trova a Miraflores, nel quartiere più all’occidentale della città, lungo Av. José Pardo, centralissima, e trafficatissima, arteria di comunicazione di quella che possiamo considerare la zona più signorile della capitale peruviana.

Fortuna o naso da tartufi il mio? Non lo so, ma la mia ricerca intanto continua… chissà che un giorno non arrivi anche in Italia?

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Che cos’è la muñita

Come promesso nello scorso post, oggi vi racconto che cos’è la Muñita, ovvero il Mate de Muña. Innanzitutto, che cos’è la muña? La muña è una pianta arbustiva che cresce nella sierra peruviana, tra i 2500 e i 3500 m s.l.m. Ha piccole piccolissime foglie, piccolissimi fiori bianchi ed è aromatica, una via di mezzo tra la menta e il timo, se vogliamo ricondurla ad un’essenza a noi familiare.

muna

La muña, detta anche menta de los Andes

Viene usata sia come spezia per insaporire i piatti (io ad esempio l’ho provata in una zuppa di quinoa, un cereale tipico del Perù) che come essenza per il mate. In questa veste è utilizzata dai peruviani per le sue numerose doti curative: innanzitutto è un ottimo digestivo, da prendere dopo un pranzo abbondante; poi ha un alto contenuto di calcio, per cui è  un utile e naturale integrativo alimentare, importante per la salute di ossa e denti. Infine è utilizzato come insetticida naturale e per conservare le riserve alimentari proteggendole dagli insetti e parassiti, che sono tenuti alla larga dal suo forte odore.

muñita

la mia tazza di muñita, bevuta a Taquile, Lago Titicaca

Oltre a queste doti, ne ha una che in Perù, sulle Ande, è fondamentale: è valida tanto quanto il mate de coca, se non di più, nell’alleviare il mal d’altura e l’affaticamento dovuto alla rarefazione dell’aria. Ci è stato detto infatti che il mate de coca è più famoso, soprattutto tra i turisti, ma il rimedio naturale più efficace è probabilmente il mate de muña in quanto aiuta a decongestionare le vie respiratorie e, agendo sullo stomaco, allevia la sensazione di nausea che il mal d’altura può comportare.

mate de muña

Ho bevuto il mate de muña sull’isola di Taquile, nel lago Titicaca. Qui ho appreso delle sue numerose virtù, e a Puno me ne sono procurata una confezione. E’ vero, in ambiente turistico non è diffusa, lo spazio è occupato dal mate de coca. Peccato, perché a differenza del mate di coca, che è solo lievemente amarognolo, il mate de muña è decisamente aromatico. Basta la parte terminale di un rametto per creare una tazza di mate profumatissima ed efficace.

E’ arrivato un bastimento carico di… Mate di Coca

Sono appena rientrata da un viaggio di due settimane in Perù. Come sempre, quando sono in viaggio cerco il più possibile di approfondire gli aspetti della cultura che incontro che più mi interessano, e così anche questa volta ho scoperto tutto un magico mondo che ruota intorno al té, o meglio agli infusi, anzi, per chiamarlo con la parola giusta, al mate. Tra le varie opzioni che ho incontrato, quella che sicuramente più affascina e stimola la fantasia è il mate de coca. Si tratta di un infuso a base di foglie di coca, sì, proprio quelle foglie di quella pianta che opportunamente trattate danno origine alla cocaina. La cocaina è una droga ovviamente vietata, mentre il consumo di foglie di coca in Perù è più che concesso, anzi, fa parte della tradizione popolare di buona parte della popolazione peruviana, soprattutto quella andina.

coca leaf

La coca viene coltivata nell’area di Cusco, tuttavia è utilizzata, almeno tradizionalmente – ora col turismo è diventato un bene diffusissimo un po’ in tutto il Perù – proprio nel territorio andino, nel quale la popolazione ha a che fare con l’affaticamento dovuto all’altitudine e all’aria rarefatta che taglia il fiato. Le popolazioni andine masticano foglie di coca – che sono decisamente amare – oppure le bevono sotto forma di mate, ovvero di infuso.

mate de coca

il mio primo mate de coca

Come potete ben immaginare, non sono stata solo a guardare e a prendere appunti, ma ho provato anch’io il mate di coca, che ho sperimentato sia in bustina – visto che è molto commercializzato – che in foglia vera e propria.

Per prepararsi un mate di coca come dio comanda bisogna mettere in infusione in acqua bollente (per i turisti sarà bene che sia bollita, a meno che non utilizzino direttamente l’acqua minerale) ben 7 foglie di coca. Le foglie non sono fresche, ma essiccate, e questo perché, come dicevo prima, solo nella regione di Cusco si coltiva la pianta, mentre le foglie vengono consumate da sempre in tutta la regione andina. Il sapore, come si può ben immaginare, è naturalmente più intenso se si sceglie di prepararsi l’infusione direttamente dalle foglie: più intenso, più fresco, ma più amaro, lasciando un  sapore amarognolo in bocca. Le foglie di coca contengono tra le altre cose caffeina, pertanto sono un eccitante naturale. Sarà, ma io dopo averne bevuto una tazza mentre ero sul Lago Titicaca, mi sono addormentata senza pietà!

mate de coca

Il mio mate de coca sul lago Titicaca

E proprio sul Titicaca esiste una consuetudine abbastanza bizzarra, legata alle foglie di coca, che vale la pena di raccontare: sull’isola di Taquile gli abitanti consumano, come in tutta la regione andina, le preziose foglie, ma addirittura gli uomini dell’isola, la usano come gesto di saluto quando incontrano altri uomini: gli uomini sposati dell’isola, che hanno un abbigliamento tutto particolare, portano legata in vita una borsa di lana variopinta contenente foglie di coca. Quando incontrano un altro uomo sposato, l’usanza è di salutarsi scambiandosi foglie di coca che ognuno preleva dalla propria borsa.

Isla Taquile

Nella piazza del pueblo di Taquile gli uomini che si incontrano si salutano scambiandosi foglie di coca

La coca non è l’unico eccitante naturale presente in Perù. E’ quello più famoso, quello che fa più folklore, che viene propinato ai turisti contro il mal d’altura, ma non è l’unico. Un’altro infuso ha le stesse qualità del mate di coca, ed è il mate de muña. Che cos’è? Lo scoprirete nella prossima puntata…