Teiere Bauhaus

Sono archeologa di formazione, per me l’arte comprensibile arriva sino agli Impressionisti, dopodiché faccio molta fatica e salvo alcuni rari casi più comprensibili o studiati a random o conosciuti attraverso mostre ben impostate, per me il Novecento è un secolo di vuoto indistinto dove fluttuano alcuni nomi e alcune opere, mentre il resto è tutto un immenso “mah..“. Così della Bauhaus, questa scuola tedesca che nacque a Weimar in Germania nel 1919 e che ebbe tra i suoi insegnanti niente meno che Paul Klee, sapevo poco o nulla fino a qualche tempo fa, quando a Berlino, in opportuna compagnia di esperti della materia, sono andata a visitare il Bauhaus Archiv. Qui ho scoperto alcune cosette interessanti.

teiere bauhaus

Teiere Bauhaus dal Bauhaus Archive di Berlino

La Bauhaus, che esistette come scuola dal 1919 al 1933, quando fu chiusa per motivi principalmente politici, non era né un’accademia d’arte, né un’università, né una scuola di artigianato; era una fucina di idee e di innovazione che aveva uno scopo: progettare idee e prodotti che si potessero produrre industrialmente, sperimentando materiali, tecniche, idee in un’ottica di democratizzazione, che investe anche l’architettura. Martin Gropius ne è il fondatore e molti preziosi maestri si avvicendano nell’insegnamento delle varie discipline, tra cui la lavorazione dei tessuti, della ceramica e dei metalli (oltre che, naturalmente, la pittura e la fotografia). Proprio a proposito di ceramica e metalli, il Bauhaus Archiv propone una selezione di teiere prodotte nei primi anni ’20. Soprattutto quelle in metallo sono così moderne nella linea da sembrare incredibile che siano state inventate così indietro nel tempo. E il mio occhio clinico non poteva rimanere indifferente…

bauhaus teapot

Queste prime due teiere, realizzate da Theodor Bagler sono in grès, per la verità, ma in esse già vediamo la sperimentazione e la ricerca di forme nuove ed effetti nuovi, almeno per il mondo occidentale, visto che l’impasto (mi) ricorda molto certi impasti utilizzati per le teiere tradizionali.. ammetto però di non essere un’intenditrice e che le mie sono solo pure supposizioni.  Entrambe sono definite combination teapot, immagino perché impiegano materiali differenti nella loro realizzazione: l’una ha manico in metallo, mentre il corpo è in grès ricoperto da uno smalto grigio; l’altra ha manico tubolare, anch’essa in grès ricoperta da uno smalto grigio chiaro.

bauhaus teekanne

Qui invece abbiamo un contenitore per il té in metallo prodotto nel 1921 presso il metal workshop, ovvero il laboratorio dei metalli, di Weimar (chissà se Stano Breja ce l’ha… ecco, lo sapevo, l’ho detto!), abbinato ad una teiera in nickel-argento con inserti in ebano, di Christian Dell del 1922.

bauhaus teekanne

Per concludere, abbiamo poi una teiera “tea-extract pot” in ottone ed ebano e un servizio da té e caffé in argento, ottone ed ebano, entrambi di Marianne Brandt del 1924.

bauhaus archiv

E così, quella che doveva essere una normalissima visita ad un museo si è trasformata in una strepitosa occasione di ampliamento delle conoscenze in un campo, quello delle teiere, che mi interessa particolarmente! Chi l’avrebbe mai detto che al Bauhaus Archiv avrei trovato pane per i miei denti?

2 responses to this post.

  1. Io sono grande fan anni 20… Che belli! E dire che se qualcuno non avesse snobbato il museo delle Arti Decorative di Parigi per un’indegna sessione di shopping si sarebbe tolto la voglia di questi oggettini…😛 !!

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