Archive for aprile 2012

How to prepare my perfect cup of Aussie Tea

Sono riuscita a passare indenne tutto l’inverno, neanche un raffreddore, niente di niente. Solo in questi ultimi giorni, con il ritorno del freddo a pochi giorni da maggio (!), sto avvertendo il sopraggiungere di un leggero mal di gola. Per contrastarlo, stasera ho pensato bene di prepararmi un emolliente e insieme balsamico té all’eucalipto, con l’eucalipto acquistato in Australia. Ecco allora che mi è venuta l’illuminazione: perché non prepararmi, e quindi canonizzare IL MIO TE’ australiano?

In fondo ho tutto l’occorrente che mi serve per prepararlo: ho il té – il Daintree Tea, per la precisione, coltivato in una radura all’interno del Daintree National Park, la foresta pluviale più antica e più grande del mondo – ho l’eucalipto – acquistato in Australia dove è vero e proprio simbolo, anche e soprattutto per l’importanza vitale che riveste per i koala – e ho il miele – il miele delle api liguri di Kangaroo Island.

aussie tea

My perfect Aussie Tea: gli ingredienti

In questa foto potete vedere gli ingredienti in tutto il loro splendore (poggiati su una tovaglietta decorata con un motivo di arte aborigena australiana): l’eucalipto, una bustina di daintree tea e alcune altre bustine di té australiano, infine il miele di Kangaroo Island.

Il mio té australiano, o My Perfect Aussie Tea, come l’ho appena battezzato, è preparato dunque utilizzando ingredienti prodotti localmente: già solo per questo è un té australiano autentico. Qualcuno magari potrebbe obiettare che l’acqua non è australiana, qualche purista potrebbe invece non essere d’accordo con l’utilizzo di un té in bustina…ma la cosa francamente non mi riguarda: non ho pretese di creare IL té australiano, io mi bevo semplicemente il mio aussie tea e non mi curo di nient’altro!

daintree tea

La piantagione di té nel Daintree National Park

Viaggio in treno e voglio un té

É da un po’ che non aggiorno il blog. É da un po’, soprattutto, ed é la cosa grave, che non ho l’ispirazione, mi dico “dovrei” aggiornare quando invece la parola giusta dovrebbe essere “vorrei” aggiornare. Non so a cosa dare la colpa, se alle mie giornate che ultimamente sono state un po’ pienotte, se al cambio di abitudini dovuto sia al cambio di casa che, soprattutto al cambio di orario al lavoro, se allo spirito con cui torno a casa dopo il lavoro. In effetti ultimamente ho avuto poco tempo da dedicare a me stessa e alle cose che più mi rilassano, quindi ai blog, e dovendo guardare alla scaleta delle priorità nei miei blog, ho dovuto fare delle scelte dovute all’urgenza (se di urgenza si può parlare) di aggiornare quello o quell’altro blog invece di questo. Ilmiote é per sua natura e per l’argomento di cui tratta un blog votato totalmente al relax, alla calma e alla pacatezza di un movimento lento e naturale come può essere sorseggiare il té da una bella tazza fumante.
Eppure non é che non ho bevuto té in questo periodo, anzi! Non dico mai di no ad una tazza di té, né di infuso nel dopocena. É mancata solo la disposizione d’animo necessaria. Che piano piano spero ritorni.
Ora sono in treno, per esempio, su un AV da Roma a Firenze sulla via del ritorno verso casa, e ho avuto la folgorazione che potevo utilmente spendere quest’ora e mezza postando qualcosina, giusto per dire a me stessa che se voglio posso trovare il tempo e le parole per scrivere, senza che necessariamente diventi un impegno con cui autoschiavizzarmi (per quello bastano le pulizie in casa!). Tra l’altro sono contenta perché due mie colleghe al lavoro hanno intrapreso la bella strada del blog attraverso il quale parlare delle proprie passioni e interessi: l’una, Fancyhollow, taglia, cuce, inventa, crea, riutilizza vecchi tessuti e ne crea di nuovi, dimostra che la creatività non ha confini; l’altra, 12mqdiesperimentibotanici, racconta la sua passione per le piante grasse, passione che posso dire di aver visto nascere, e racconta di come il pollice verde non é un fatto genetico, ma piuttosto un atto d’amore o di attenzione, se preferite. E mi fa piacere parlarne qui perché entrambe mi hanno detto che il fatto che già io avessi (un) blog le ha spronate a fare altrettanto. La cosa mi fa molto piacere, come si può immaginare, e la cosa che in assoluto mi colma il cuore di gioia é che, ora che sono agli inizi, mi chiedono consigli in materia che a me piace tanto dispensare! E questo non per manie di protagonismo, che nei bloggers é sempre in agguato, ma in quell’ottica di condivisione di esperienze e di conoscenza che é caratteristica del web 2.0 di cui il blog é la massima espressione.
Non ho parlato di té in questo post. Ho parlato di me (orribile gioco di parole) piuttosto, ma questo é il classico post che uno può leggere davanti ad una tazza di té, oppure, se preferite, é la tipica pausa di riflessione che uno può fare mentre beve il suo té in tutta tranquillità. Una volta ho letto un librino dal titolo “La vicevita” il cui sunto era che il tempo trascorso in treno non é vita vera, perché é tempo pressoché perso nell’attesa di ciò che bisogna fare giunti a destinazione. Non sono per nulla d’accordo: in treno come da nessun’altra parte riesco a prendermi del tempo per me, a fermarmi, a riflettere un po’, ad organizzarmi. In treno spesso sento la mancanza di un té che mi accompagni nelle riflessioni (oggi ci starebbe bene un Anastasia di Kusmi Tea, agrumato e profumatissimo, di note russe ideali col tempo nuvoloso/temporalesco che sto attraversando nella campagna umbro-toscana). E soprattutto é in treno, e non altrove, che vedo l’arcobaleno eccezionale, che così vivo non l’avevo mai visto, che mi fa sobbalzare dalla poltrona per quanto é meravigliosamente bello.