Archive for marzo 2012

William, Kate e il té da souvenir

Sono appena stata a Londra, per un week-end breve ma intenso in cui tutto si è fatto fuorché andar per musei e gallerie d’arte. Shopping in particolare è stata la parola d’ordine, seguita, per quanto mi riguarda da un’immersione nel divertente (per me almeno) mondo dei té da souvenir.

Come ho già scritto altrove su queste pagine, a Londra il té è un souvenir al pari della classica calamita da frigo: tutti conoscono il rito del té delle cinque, tutti conoscono la cultura anglosassone del té, tutti associano il té a salotti illuminati di nobildonne inglesi sedute a sorseggiare una tazza dell’amabile bevanda. Così il té si è conquistato un posto di diritto nei negozi di souvenir della capitale inglese, quando addirittura non è il souvenir per eccellenza!

Possedevo già qualche simpatica scatoletta di latta acquistata a Londra nel corso di un altro mio week-end da queste parti. Questa volta però non mi sono trattenuta ed ho acquistato – in superofferta – una serie di scatolette di latta una più simpatica dell’altra (non ho ancora assaggiato il té, ma dubito che sia di buona qualità!): abbiamo la scatoletta a forma di bus rosso a due piani, la scatoletta a forma di cabina telefonica, la scatoletta a forma di Big Ben (ebbene sì!). Un’altra tea-tin riproduce un panorama londinese, mentre mi sono rifiutata di acquistare, ma le riporto qui per dovere di cronaca – e perché fanno folklore – le tea-tins che celebrano il matrimonio di William e Kate. Il principe William e la consorte Kate Middleton sono i protagonisti infatti di una quantità inimmaginabile di merchandising (finalmente Lady Diana è sparita dagli scaffali), di cui fanno parte anche le latte di té. Questa foto rende l’idea:

william&kate tea

Il té di William e Kate in vendita in un negozio di souvenir in Oxford Street - Marble Arch

Già in un post dell’epoca del regale matrimonio avevo mostrato il té di William e Kate. Ora invece che in bustina, della coppia principesca viene venduto il loose tea, oltre a tutta una vasta gamma di tazze e servizi da té che più kitch non si può.

Dammi una bustina di té e ti creo un elefante…

Si dice alle volte “Questa è arte!”. E l’arte cos’è, se non un’opera dell’ingegno umano, una trovata geniale, cui nessuno prima aveva pensato, una creazione di qualcosa in forme nuove mai sperimentate o escogitate da alcuno?

Arte è, tra le varie cose, avere a disposizione degli oggetti appartenenti ad un certo universo semantico, cioè di significati, con determinate funzioni, immediatamente riconoscibili per essere quegli oggetti con quel dato valore in quel dato contesto, e ricombinarli in forme nuove, inconsuete, incredibili, stupefacenti.

Questo è quello che ha fatto una studentessa di un college inglese, Irisha Cross, che ha creato un elefante indiano utilizzando all’incirca 2000 bustine di té. Il risultato è questo:

the elephant in the room

"The elephant in the room", opera d'arte costituita da bustine di té

Rimando al sito web da cui ho preso la notizia per la spiegazione artistica dell’opera, qui mi limito a sottolineare la genialità della trovata e il fatto che, in estrema sintesi, il significato dell’opera, che si intitola “The elephant in the room”, ha a che fare con la multiculturalità della società inglese, multiculturalità che la giovane artista ha espresso attraverso un oggetto, la bustina di té, quindi il té che è evidentemente visto come comune a molte nazionalità, oltre naturalmente a quella inglese.

E poi in alternativa, se l’opera d’arte non dovesse piacere, c’è sempre modo di sfruttarla utilmente per prepararsi il té… 🙂