Daintree, una piantagione di té in Australia

L’avevo annunciato, ma non ho mai dedicato un post all’argomento: ed è l’emozione, tutta mia e tutta particolare, per aver scovato una piantagione di té in Australia durante un’escursione, invero non troppo fortunata, nel Daintree National Park verso Cape Tribulation, a Nord di Cairns, nel Queensland.

daintree tea

la piantagione di té nel Daintree National Park, Queensland

Che in Australia si beva il té non è una novità: da buon Paese del Commonwealth, dunque di tradizioni e cultura inglese, il té non può mancare nelle abitudini degli Australiani. Da sempre, direi, da che l’Australia è stata colonizzata di fatto il té viene preparato, bevuto e consumato; qualche tempo fa avevo anche dedicato un post al té ai tempi della corsa all’oro a Ballarat e dintorni, infatti…

Ma se bere il té è cosa nota, meno noto è sapere che l’Australia è essa stessa produttrice di té! Il Daintree Tea è il té nazionale, e viene prodotto in una radura all’interno della grande foresta pluviale che va sotto il nome di Daintree National Park. Esso è un’enorme foresta, la più grande più antica foresta pluviale del mondo, l’unica dove ancora riesce a vivere serenamente quel relitto preistorico che è il casuario, che solo qui trova la cassowary plant, dei cui semi va ghiotto. Il fiume che attraversa la foresta, il Daintree River, è infestato dai coccodrilli, e per le sue condizioni di fiume irregolare, che va soggetto alle inondazioni proprie della stagione delle piogge, è attraversabile solo mediante una chiatta che fa servizio in continuazione tra una sponda e l’altra del fiume. Dopo, la strada che si apre all’interno della fitta foresta è stretta, densa, tutta curve, finché non si apre in una radura che si svela davanti ai miei occhi come una rivelazione: eccola! E’ lei la piantagione di té!

daintree tea

Non mi era mai capitato di vedere una piantagione di té dal vivo; l’unica vista finora è quella tutta italiana, a Sant’Andrea di Compito (LU) di Guido Cattolica, più simile a un vivaio, però, che ad una piantagione. Quella del Daintree Tea invece è la tipica piantagione di té: circondata dalla natura, estesa per qualche ettaro, immersa nel verde e nella bruma, come uno si aspetterebbe una piantagione di té. Non è il Darjeeling, non è lo Yunnan, non è Fukuoka né Ceylon, ma è una vera piantagione di té.

Dato che l’escursione non si stava svolgendo nel migliore dei modi, causa una pioggia incessante da anticipo della stagione delle piogge cui non eravamo preparati, vedere la piantagione mi ha risollevato il cuore e la giornata: ho fatto fermare il pulmino e tutta l’allegra combriccola di turisti fradici di pioggia apposta per fare almeno una foto. Ne ho riportato a casa un ricordo autentico, perché mio, scelto e selezionato da me, totalmente personale, dell’Australia, ed è un’immagine che mi porterò nel cuore.

Ah, naturalmente ho anche acquistato il Daintree Tea, té nero che non dev’essere di grandissima qualità, visto il basso costo, e che infatti non è eccezionale, ma è autenticamente australiano. Ed è questo che conta!

daintree tea

3 responses to this post.

  1. Che bel viaggio che deve essere stato! Io ho visitato le piantagioni del tè in India, Cina e Giappone, ma in Australia mai! Capisco che tu abbia fatto fermare il pulmann perchè vedere la prima volta una piantagione di tè, per noi appassionati, è un’emozione unica! Se avrai la possibilità ti consiglio vivamente di andare a visitare le piantagioni selvatiche di tè wulong sui Monti Wuyi: primo perchè lì davvero vedrai spuntare inaspettate piantine tra brumosi picchi di roccia divisi a metà dalle rapide dei fiumi, secondo perchè i Monti Wuyi sono bellissimi (patrimonio dell’UNESCO) e vi si può anche fare tante attività divertenti (come il rafting, il canottaggio, escursioni e arrampicate). Ancora complimenti per il bel viaggio: sono sicura che sarà un’emozione che ti porterai dentro per molto molto tempo. Letizia

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    • Sì, è stato un succedersi di grandi emozioni, e la piantagione di té rientra tra quelle. Certo che è ben poca cosa rispetto alle piantagioni in India, Cina e Giappone, e infatti metto in conto di visitare anche qualcuna di quelle, prima o poi!

      Rispondi

  2. […] nulla, quella volta lì per qualche fortuito caso avevo scoperto che avremmo attraversato una piantagione di té, il Daintree Tea. E durante il viaggio ero stata in perenne apprensione, perché per nessuna ragione al mondo […]

    Rispondi

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