Archive for settembre 2011

Quali té si bevono in Australia?

Dò il via ad una nuova inchiesta de Il Mio Té: quali té si bevono in Australia? La domanda è lecita, dato che tra poco più di una settimana partirò per il viaggio di nozze in Australia. Che al mio futuro sposo piaccia o meno, il mio occhio sarà naturalmente orientato a scovare a Sydney, Melbourne, Darwin e dintorni, tutto ciò che ha a che fare con il té. Come faccio di consueto, entrerò nei supermercati per acquistare il té che bevono gli australiani quotidianamente, mi guarderò intorno per scovare sale da té e tea-shop (non sarà difficile, data la presenza di numerose comunità di Asiatici, Cinesi, Giapponesi e non solo, tra Sydney e Darwin), getterò un occhio alle produzioni locali.

australian tea

In passato mi è capitato di bere un prodotto australiano: era il Lemon Myrtle confezionato per Harrod’s, acquistato a Londra. Si trattava di un infuso dal colore molto chiaro e il profumo di limone, fresco e dissetante, come mi immagino potrebbe essere una bevanda da gustare nel deserto australiano per togliersi la sete.

Ho cercato su internet se c’è qualche produttore di té in Australia – che in quanto colonia inglese tuttora all’interno del Commonwealth non può non avere nei suoi geni una propensione per il té  – e ho trovato alcuni marchi. Uno di essi però ha attirato la mia attenzione e il perché si capisce subito: è la Koala Tea Kompany, che ha sede nel New South Wales, lo stato di Sydney, per capirci, le cui confezioni coloratissime mi hanno incuriosito e attirato, e mi hanno anche fatto dire “le voglio!!!”.

koala tea logo

Ho poi scovato qualche tempo fa un blog, individuato su Tea Entrepot, che si chiama Sydney Tea Lovers. Peccato che non venga più aggiornato da marzo 2010, e che consti di ben pochi articoli, ma i contenuti che offre sono piuttosto interessanti: in uno dei post si parla di una sala da té cinese a Sydney, Zensation, all’indirizzo 656 Bourke Street, Redern, Cnr. of Cleveland St, Surry Hills. Non credo che il mio futuro sposo vorrà portarmici (e del resto abbiamo talmente poco tempo a disposizione per girare la città che io per prima rinuncio di mia spontanea volontà), ma le foto che si possono vedere su quel post sono molto interessanti.

Ma non si può andare in Australia senza aver prima fatto il test del té: come bevo il té? Secondo le consuetudini e le abitudini inglesi o australiane? Un simpatico test sul sito web dello storico produttore di té Bushells (since 1883) ci permette di scoprirlo. E vedere che sono più incline a bere il té alla maniera australiana che a quella inglese mi fa tirare un sospiro di sollievo: sono pronta per affrontare il viaggio in Australia!

teacaddy kangaroo

Jasmine Dragon Pearls direttamente da Napa Valley

Vi chiederete: perché un té tipicamente cinese, come il Moli Long Zhu Cha, comunemente noto come Jasmine Dragon Pearls arriva da Napa Valley, che invece è negli States? La risposta è semplice: una mia cara amica, in vacanza nei grandi parchi dell’America del Nord, passando da Napa Valley mi ha pensato e mi ha portato una confezione di Jasmine Dragon Pearls prodotto dalla Tillerman Tea Company, che ha sede proprio nella Napa Valley, in California.

Non avevo mai bevuto né preparato un té lavorato in questo modo: la foglia di té, verde, è arrotolata su se stessa a formare una piccola sferetta che, messa in infusione, si schiude e rilascia l’aroma di gelsomino. La sua origine è la provincia cinese del Fujian, nota e rinomata per le piantagioni di té.

jasmine dragon pearls

Per prepararlo ho seguito il consiglio di una blogger che in un articolo dedicato al Jasmine jade pearls ne spiega innanzitutto l’origine e la lavorazione, e dice che per una corretta infusione ci vuole un cucchiaino di perle da tenere in infusione per 3  minuti in acqua a 85°. Durante l’infusione la foglia avvolta su se stessa si srotola e l’insieme delle perle crea un groviglio di filamenti molto bello a vedersi.

Il profumo di gelsomino, dice ancora il blog (La finestra sul té), è dovuto al fatto che il té destinato a questo profumo viene fatto crescere proprio in prossimità di campi di gelsomino. Per creare l’aroma, poi, le foglie di té vengono fatte riposare una notte con i fiori aperti, dopodiché il té viene setacciato e i fiori tolti. Più naturale di così! Il profumo risulta così delicato ma inconfondibile, di un’eleganza e una levità senza pari.

Mentre scrivo questo post preparo il té. L’acqua è stata portata a temperatura. Ora verso le perle di té. Rimangono per un attimo sul pelo dell’acqua, poi, pian piano, una per una vanno a fondo, mentre si sente sfrigolare per via dell’acqua che si insinua all’interno della foglia avvolta su se stessa. Questione di pochi secondi, e le perle si srotolano, lasciando libera l’intera foglia o il germoglio. Uno spettacolo in continua evoluzione.

jasmine dragon pearls

Fine infusione. Il té è profumatissimo, delicato come solo un té al gelsomino sa essere. Colore chiaro, giallo ambrato, mentre le foglie di té sono filamenti più simili ad alghe, ormai.

jasmine dragon pearls

E, mentre finalmente sorseggio la mia tazza di té, rimane la sensazione bellissima di aver fatto una grande scoperta. Per esempio, che se non esistessero gli amici, il mondo delle mie conoscenze ed esperienze resterebbe molto, molto limitato.

All’asta!!!

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Oggi mi è capitato per le mani, dopo tanto tempo, un catalogo della casa d’aste Pandolfini, relativo ad un’asta dell’ormai lontano maggio 2007, di arte orientale. Straordinari gli oggetti, dalle statuette ai servizi in porcellana, alle stampe. Ormai questi oggetti sicuramente sono stati acquistati, appartengono a qualche collezionista appassionato che sa sicuramente come goderne, visto quanto è stato disposto a spendere per appropriarsene. Rimane il catalogo a stampa, che saltuariamente e oziosamente amo sfogliare. Ed ecco che cisa ho trovato:
Una serie di dodici acquerelli (purtroppo ne posso vedere solo quattro) provenienti dalla Cina, prodotti da esponenti della cd Scuola di Canton, del XIX secolo, su seta, ritagliati e rimontati su legno. Perché li riporto qui? Perché raffigurano il ciclo della produzione del té!
Quattro omini per ogni acquerello: la raccolta, la pressa (con i piedi, come si faceva in passato con l’uva per il vino!), la vendita e la degustazione: poche figurine che evocano tutto un mondo, un processo, quello della preparazione del té, lungo ed elaborato.