Ad ogni té la sua teiera!

La strada del paradiso passa per una teiera” dice un proverbio inglese… inutile dire che se gustare una tazza di té è di per sé un gran piacere, anche l’occhio vuole la sua parte: il piacere estetico, oltre che quello sensoriale dato dal profumo e dall’aroma della bevanda, va soddisfatto e questo può avvenire se si presta attenzione ai particolari della preparazione. Gli utensili impiegati sono fondamentali sia per la loro funzionalità che per il loro valore estetico e decorativo. E la teiera, che è il più importante tra tutti gli utensili che servono per preparare il té, riveste un ruolo particolarmente ricercato.

Se alla preparazione e alla presentazione del té, dunque, attribuiamo sia un valore funzionale che un valore estetico, dobbiamo considerare che non tutte le teiere sono uguali e che, data l’ampia gamma dei té che ci possiamo preparare, se si vuole fare bella figura bisogna avere la teiera giusta per ogni occasione.

Queste le principali:

  • Le teiere dalle pareti lisce, in maiolica, vetro e ghisa smaltata sono le più adatte per i té dolci, delicati e profumati, come l’oolong di Formosa, il Darjeeling o i té della Cina.
  • Le teiere in ghisa rappresentano 800 anni di tradizione giapponese. Anticamente apprezzate dai nobili e dai potenti per le caratteristiche di solidità e resistenza della ghisa, che indicavano potenza e autorità. L’interno è smaltato e conserva molto bene il calore. Adatte a tutti i tipi di té, preferisco però, per una questione “filologica” prepararvi i té giapponesi sia puri che aromatizzati.
teiere

La mia teiera giapponese in ghisa

  • Le teiere in porcellanasono anch’esse adatte a tutti i tipi di té. La teiera in porcellana è più comune di quella in ghisa nell’immaginario collettivo, per cui si sposa più che bene, anche filologicamente, con tutti i tipi di té.

    un té con le farfalle 2010

    Servizio da té in porcellana Richard Ginori

  • Le teiere in vetro non trattengono il profumo o l’aroma del té che vi viene infuso. Per questo sono adatte per la preparazione dei té profumati e aromatizzati. Personalmente, poi, aggiungo che, sempre per la storia che anche l’occhio vuole la sua parte, più l’infuso è colorata, più bella figura si fa con la teiera di vetro! nelle teiere in vetro più piccole, con filtro incorporato trasparente anch’esso, poi, dà particolare soddisfazione mettere in infusione i cosiddetti té artistici, o boccioli, che si schiudono al contatto con l’acqua calda liberando tutto il loro colore e profumo. Un’esperienza da vedere prima ancora che da gustare.
  • Le teiere di terracotta, quindi in materiale poroso, si adattano ai té più saporiti e più ricchi di tannini, come quelli di Ceylon, Indonesia, Assam, Sud America, Oceania o Africa. Tra questa categoria di teiere, la teiera cinese Yixing in terracotta non smaltata, originaria della provincia di jiangsu, è l’ideale perché si impregna immediatamente e conferisce al té tutto il suo sapore. Ha però i suoi lati negativi: è adatta infatti ad un solo tipo di té, altrimenti rischia di “inquinare” le infusioni successive.
  • A questo elenco mi piace aggiungere la teiera in argento o in peltro, tipica dei Paesi maghrebini per la preparazione del té alla menta. Non esiste té alla menta senza la sua teiera tipica, così come non esiste questo tipo di teiera se non in funzione del té alla menta: la sua forma infatti si presta all’infusione non solo dell’acqua, non solo del té, ma di interi rami di menta che danno all’infusione il suo caratteristico profumo.

L’ideale sarebbe possedere più di una teiera: una per il té nero e per il té blu, una per il té affumicato, una per i té aromatizzati e una infine per i té più leggeri, verdi, gialli o bianchi. E’ preferibile una teiera con filtro incorporato, altrimenti è necessario un filtro da degustatore: questo perché il té deve essere libero di rilasciare completamente il suo aroma senza essere costretto nel piccolo spazio del dosatore/ovetto.

Al termine dell’infusione, qualunque sia stata la teiera prescelta, essa va sciacquata con acqua, capovolta per scolare e infine asciugata al suo interno. Bandito il detersivo per i piatti e, ovviamente, la lavastoviglie.

A ciascuno la sua teiera. E voi avete scelto la vostra?

Questo post è ispirato e per larga parte tratto da “L’arte francese del Té“, il libro che ho acquistato nella sala da té di Mariage Frères nel novembre 2010.

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