Archive for aprile 2011

Il té di William e Kate

Un té davvero regale… o un gadget piuttosto triste? Ai posteri, anzi ai lettori, l’ardua sentenza.

C’è da dire che per celebrare il matrimonio dell’anno, il matrimonio regale per eccellenza, quello avvenuto oggi tra il principe William e  la bella Kate Middletown, nell’inglese patria occidentale del té, gadget migliore non potevano inventarlo: basta con le tazze, le magliette, le foto ricordo e gli accendini, il gadget del momento è la bustina di té con l’immagine dei due sposi regali.

Eccola qui:

Il té di William e Kate

Le bustine di té che celebrano il matrimonio tra il principe William e Kate Middletown

Inutile dire che ogni scusa è buona per ricavare quattrini anche dal più minuto evento, e che il matrimonio dell’anno non mi ha particolarmente attirato (anche se l’abito della sposa firmato da Alexander McQuinn ha il suo perché…) ma mi piaceva comunque pubblicare il té delle nozze perché dimostra ancora una volta come il té sia, in Gran Bretagna ma ormai anche al di fuori, apprezzato e diffuso. Non solo, ma da collezionista di té quale sono, apprezzo particolarmente il pensiero. Anzi, se qualcuno che passa da Londra mi fa avere una di queste bustine…

Ora però basta parlare dei due sposini. Il mondo ha problemi più importanti, e più pubblici di un matrimonio, cui pensare.

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Le rose, questi meravigliosi colori primaverili

Colori e profumi, che inondano i balconi e i giardini.

Ricordi di uno splendido té bianco alla rosa, dal bel nome Passion Fleurs di Damman frères: talmente delicato e potente al tempo stesso da sembrare un rosolio, un liquore di rose, un elisir d’amore.

E, assaporandolo, immagini di rose sublimi, nate per il piacere degli occhi e dei sensi in genere…

Rose rose

rose rose

Le foto sono state scattate al Giardino dell’Orticoltura di Firenze, dove in questi giorni (25 aprile – 1 maggio 2011) si sta svolgendo l’annuale Mostra dei Fiori e delle Piante. Da non perdere per chi si trova in zona e non riesce ad andare a Euroflora.

Euroflora: di bonsai e atmosfere giapponesi..

euroflora

Alcune immagini da Euroflora 2011. bonsai pinus pentaphyllaeurofloraeuroflora bonsaieuroflora bonsai

Euroflora: atmosfere giapponesi, poche camelie e tanti bonsai

 
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Peonie risaltano nel Giardino giapponese

Si svolge in questi giorni a Genova Euroflora 2011, l’evento che si ripete ogni 5 anni e che ha per protagonista il regno vegetale in tutte le sue manifestazioni. Anche se non si ha questa innata passione per piante e fiori, credo che Euroflora sia comunque un evento irrinunciabile, perché offre comunque una serie incredibile di spunti di riflessione e di meraviglia.

Tema di quest’anno è la biodiversità, parola che va tanto di moda, ma che ben esprime la bellezza e la varietà del nostro bel mondo.

Ho colto numerosi scatti, fatti di scorci e di particolari, nel corso della mia visita di sabato. Vi propongo però qui, per la vicinanza, almeno geografica e tematica, con il tema di questo blog, alcune immagini della bella installazione che ricostruisce  un giardino giapponese con tanto di ponte sul torrentello e di pesci rossi.

Vi proporrò, magari nei prossimi post, qualcuno degli splendidi bonsai esposti. Mi è venuta voglia più volte di comprarne uno per me, ma è troppa la bellezza di queste sculture viventi perché io indegna me ne possa prendere cura con successo.

Ma non perdiamoci in altre chiacchiere: ecco alcune immagini del giardino giapponese proposto dai Vivai Porcellato.

euroflora

Euroflora – il Giardino Giapponese

Il mio té augura a tutti voi Buona Pasqua!

Buona Pasqua a tutti! Per farvi i miei migliori auguri faccio come al solito, a mio modo, mostrandovi questa bella teiera pasquale….

easter teapotAuguri auguri auguri a tutti voi!!!

Arte, condivisione e una tazza di té

Oggi è lo Slow Art Day, un evento mondiale che si è svolto contemporaneamente su tutto il pianeta. Firenze ha preso parte all’iniziativa e, sotto il patrocinio del magazine in lingua inglese The Florentine e Fondazione Palazzo Strozzi, ha organizzato un evento collegato alla mostra Mirò Picasso Dalì. Giovani e arrabbiati: la nascita della modernità. Un’occasione per guardare l’arte lentamente. Siamo arrivati alle 15, abbiamo ricevuto una cartella nella quale era contenuta una guida per osservare, guardare oltre, fermarsi letteralmente davanti a 6 delle opere esposte e vivere una vera esperienza personale dell’opera d’arte. Poi, alle 17, l’appuntamento era al loggiato di Palazzo Strozzi. Qui, davanti ad una bella tazza di té con tanto di dolcetti, si svolgeva poi il momento culminante dell’operazione, ovvero la condivisione dell’esperienza in gruppo.

mostra palazzo strozzi

E’ incredibile quanto tante teste possano esprimere tante idee ed emozioni davanti ad un solo dipinto. Dipinto che non è di facile interpretazione, ma dietro al quale si apre tutto un mondo, il mondo in cui si muoveva l’immaginario, la poetica, la sperimentazione del pittore.

La mostra è di difficile lettura, lo ammetto anzi lo affermo con forza. Difficile il tema, quello di tre pittori colti nelle loro prime opere, quando ancora non hanno trovato il loro indirizzo, ma che si stanno guardando intorno ed hanno in comune un forte senso di attaccamento alla loro terra di origine, la Catalogna. Difficile lo svolgimento, fatto non in senso cronologico, ma al contrario, a ritroso e per flash-back. Difficile farcela da soli a capire il senso di ciò che è esposto, il messaggio di fondo. Così lo Slow Art ci costringe a fermarci su alcune opere, ad analizzarne i dettagli e così facendo, magari ci ispira a comportarci così anche davanti alle altre opere, e a stabilire relazioni…

Finiamo il percorso che non sappiamo se abbiamo effettivamente capito le opere (soprattutto alcune particolarmente ostiche), ma sicuramente abbiamo imparato a guardare meglio, a chiederci il perché di ciò che abbiamo davanti, a chiederci cosa significa per noi e a trasportare nelle nostre categorie. Operazione difficile, ma non impossibile, se ci si prende del tempo.

Ed è questo il senso dello Slow Art: vivere lentamente l’arte, goderla e capirla, in contrasto con la filosofia del turismo mordi e fuggi che se porta grandi introiti ai musei e alle mostre temporanee, non lascia nulla al visitatore se non, nella migliore delle ipotesi, un vago ricordo. Così prendere una tazza di té, con calma, parlando con calma con altri, condividere con altri la propria personalissima esperienza davanti all’opera d’arte, si sposa benissimo con la filosofia dell’evento.

Karate Kid 2, e la cerimonia del té

Mi è capitato di rivedere Karate Kid 2. Ho scoperto che nel corso del film c’è la rappresentazione di una cerimonia del té. Rivederla è stata una piacevole sorpresa, così, visto che su youtube esiste un video di tutto, ho pensato di riproporla anche a voi. Non sarà filologicamente corretta, magari, ma è un bel momento di cultura e tradizione giapponese gratuita all’interno di un film made in USA anni’80. E non è per niente scontata!

Buona visione!