Archive for marzo 2011

Un anno con “Il mio té”

Un anno fa, per la precisione il 10 marzo 2010, aprivo questo blog invitandovi a bere con me una tazza di té. Di tazze in questi 12 mesi ne sono state bevute molte, insieme ai preziosi compagni di viaggio che ho incontrato e con cui mi sono trovata a conversare da queste stesse pagine.

Da tempo sentivo il bisogno (un bisogno mio, certo, non un bisogno per l’umanità) di dire qualcosa riguardo questo magico mondo che mi affascina e da cui mi faccio trascinare. Non è solo un interesse, è un desiderio di approfondire, di conoscere meglio. E qui riporto le impressioni, i ricordi, le sensazioni, gli appunti tratti dai miei incontri con il té. Suggestioni, spesso; idee, qualche volta; consigli? spero di sì, anche se non ho la presunzione di darne. Non sono un’esperta, né vorrei essere scambiata per tale. Sono una dilettante, parlo e soprattutto scrivo di quello che più mi piace. Esprimo i miei pensieri come acqua che si versa nella tazza. Prendono forma scritta come il té che rilascia lentamente la sua infusione  e il suo profumo. Parole, a leggerle non durano il tempo di un sorso. Ma spero lascino la piacevole sensazione di un buon sapore, di un caldo abbraccio, di una quieta pausa in cui godersi un instante per sé.

Questo blog compie un anno. Ancora tante sono le cose da dire, ancora molte le pagine che scriverò. Ringrazio chi mi legge, mi fa sentire utile. Ringrazio chi mi commenta, mi fa sentire ascoltata. Ringrazio chi passa di qui per caso, e si ferma; ringrazio anche chi arriva per sbaglio e fugge via. Il blog è qui, per tutti, e in primo luogo per me, mio diario e custode delle mie sensazioni, mio cassetto dove raccogliere la mia collezione di té.

cup of tea

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Sorseggiare un Oolong mentre in TV trasmettono “Hero”

Il film “Hero ” narra, tra il mito e la leggenda che avvolge ogni cosa, soprattutto gli eventi più epici della storia di un popolo, le vicende che portarono alla fondazione della dinastia Chin, quella che unificò per la prima volta la Cina sotto un unico potere (“sotto un unico cielo“). La storia narra (una mostra recentemente conclusasi a Roma ce l’ha raccontato, a Palazzo Venezia) che nel 221 a.C. (più o meno negli anni in cui, dalle nostre parti, la piccola ma esuberante Roma si espandeva in Italia e combatteva con Cartagine) la dinastia Chin per la prima volta fece quello che prima non era riuscito a nessun altro: riunire sotto di sé tutte le popolazioni cinesi. La dinastia Chin resiste poco: nel 206 a.C. è sostituita dalla dinastia Han, questa sì, duratura, che permane fino al 220 d.C. (negli anni che da noi precedono di poco la famosa crisi del III secolo, quel periodo tumultuoso che vede alternarsi alla guida dell’impero tutta una serie di generali dell’esercito romano prima acclamati dalle truppe e poi dalle stesse truppe barbaramente trucidati).

Non avevo mai visto il film che racconta, a suo modo, la vicenda. Mi era stato preannunciato come un capolavoro, tant’è che ho resistito a guardarlo in seconda serata su Rete4. Devo ammetterlo, mi piace lo stile tutto cinese (ma che forse è nato con Matrix?) dei combattimenti che non tengono in alcun conto la gravità: corpi che roteano in aria, che rallentano il tempo, che colpiscono esattamente dove devono colpire, che piegano le lame altrui, che son talmente veloci (“che spada fulminea!”) da non farti capire che ti hanno trapassato da parte a parte..

hero

“Hero” è differente dagli altri film del genere epico-mitologico-leggendario cinese che sono usciti negli stessi anni. Parla di versioni differenti di uno stesso racconto, il cui risultato è sempre lo stesso. Parla di un fine che guida le azioni dei più prodi, invincibili e pericolosi guerrieri della Cina. Parla di un immaginario che si tinge dei colori del sangue, poi dell’acqua, poi della purezza d’intenti, parla di un linguaggio che può sembrare fiabesco, ma che si sposa perfettamente col modo tutto orientale di concepire la vita e le azioni che rendono grande un uomo. Questo fa grande “Hero”. E la fotografia, ovviamente. Sei calato dentro l’ambiente, dentro le foglie gialle che mulinellano mentre infervora il combattimento tra l’allieva e la guerriera, nella pioggia che scandisce il tempo e le note di un combattimento tutto intellettuale tra i due eroi, nei veli verde chiaro che nascondono alla vista il nemico – ma sarà poi tale? – nel deserto che è deserto anche dell’anima, oltre che reale, nel vento che interpreta l’urlo di dolore dell’amante amata disperata…

hero

Potrei andare avanti per ore… ma il film finisce. Mi rimane una tazza, vuota, di té oolong per rendere omaggio alla leggenda della nascita della Cina. E’ l’una di notte, nel frattempo. Sognerò di leggiadre figure che si esercitano nella calligrafia, di fiamme che esprimono il pensiero di chi vi sta davanti, di personaggi talmente saggi da sapere cosa si muove nell’animo altrui prima addirittura del diretto interessato… sognerò la grandezza di una nazione, che ancora oggi si identifica con la Grande Muraglia che quel primo re fece costruire e che ancora protegge il territorio dall’esterno, dal nemico, dall’ignoto…

oolong

Il mio té tricolore per festeggiare l’Italia

E’ appena passata la festa per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Personalmente ho vissuto con partecipazione i festeggiamenti, in particolare quelli della Notte Tricolore del 16 marzo. Ero a Firenze, dove il luoghi simbolo della città risplendevano del bianco-rosso-verde della nostra bandiera.

bandiera italiana

Anch’io nel mio piccolo volevo rendere omaggio all’evento, con una mia personalissima creazione: il mio té tricolore per festeggiare l’Italia. Ho buttato giù un’idea e, in attesa di provare la mia creazione, ve la sottopongo: e se arrivano suggerimenti, sono i bene accetti!

  • Té bianco ai frutti rossi e limonina: il té bianco è molto delicato, ma sposa con i frutti rossi che si stemperano.  Mi ha dato qualche problema trovare il verde, ma la limonina, delicata anch’essa, mi ha convinto. Il colore in tazza risulta di un bel rosso: la tazza bianca e due foglioline di limonina a guarnire…e il tricolore è fatto!

Il vassoio si servirà con un accompagnamento di dolcetti tipici della cucina regionale italiana: baci di dama, canestrelli, cantuccini, brigidini, sfogliatelle, cannoli, tilicche, paste di meliga… un tripudio, insomma, per dire “Buon compleanno, Italia!

Un pensiero rivolto al Giappone

Un pensiero di speranza rivolto al Giappone

Un té dedicato a tutte le donne

Oggi è l’8 marzo, festa della donna. Anche se c’è qualcuna, più d’una, che sulla scia di San Valentino pensa che sia una festa inutile e che le donne andrebbero festeggiate sempre, a me fa piacere pensare che c’è un giorno in cui non veniamo date per scontate. Anche perché la festa della donna nasce da un evento di alta importanza sociale, per cui più che una festa consumistica è un omaggio alla forza e alla caparbietà di tante donne che agli inizi del Novecento rivendicarono il nostro diritto a far parte della vita politica e sociale a pari diritto degli uomini. Quindi, a chi si lamenta dell’esistenza di questa festa consumistica rispondo che anche se la manifestazione esterna è questa, ciò che conta è quello che sta dietro, ovvero i motivi che hanno portato a celebrare la donna non in quanto bella o in quanto figlia o in quanto mamma, ma in quanto donna, inserita attivamente in un contesto politico e sociale. E se ci pensiamo bene, c’è ancora molto da fare in questa direzione. Vedo situazioni nella vita di tutti i giorni di donne lavoratrici costrette a non rivelare di aspettare un bambino perché rischiano di non veder trasformare il loro contratto in un tempo indeterminato; vedo donne che direttamente non vengono assunte proprio per questo motivo. Vedo che le famose “quote rosa” ultimamente si sono rivelate un bluff e che alcune donne hanno vanificato un secolo di emancipazione sociale in nome di un risultato facile. Sono poche, queste donne, ma chissà come fanno più notizia delle migliaia di altre donne che in silenzio portano avanti ideali veri e da premiare. Per ognuna di queste poche donne ne esistono migliaia cui bisognerebbe stringere la mano. Oggi è la festa della donna, ricordiamocelo anche noi il perché.

Tutte queste riflessioni mi sono nate mentre bevevo il più femminile tra i té, il Lady Grey, té nero agli agrumi che è in assoluto il mio prediletto. Ed ho pensato che oggi, il massimo per accompagnare una tazza di té sarebbe una bella fetta di torta mimosa, e un ramo fiorito di mimosa a decorare il tutto.

torta mimosa

E così, immaginandomi di assaggiare una fetta di questa torta femminile, mentre bevo il mio té femminile, auguro a tutte voi buona festa della donna.