Un pomeriggio da Mariage Frères

C’è chi vuole tornare a Parigi a vedere la città, i suoi monumenti…io, lo confesso, torno sempre volentieri per compiere quello che ormai è divenuto un rito per me: sostare al Salon de Thé Mariage Frères per vivere per un’ora in un’atmosfera magica sospesa nel tempo in cui ci siamo io, chi è con me al tavolo, una teiera e una tazza di té. E’ dal lontano 2006 che aspetto l’occasione di tornare a Parigi e di tornare qui. Quattro anni di attesa, ripagati però, nel momento n cui ho varcdato la soglia. Personalmente, sono affezionata alla Sala da thé Mariage Frères in Re du Bourg-Tibourg nel Marais, a due passi da Rue de Rivoli. E’ la terza volta che ci torno (su 4 volte che sono stata a Parigi!) e per me è sempre un’emozione.

cartolina Mariage freres

Entrare, vedere l’affacendarsi del personale, sentire il brusio ai tavoli e la musica in sottofondo, la luce gialla soffusa e l’eleganza dell’arredamento mi trasporta in un mondo di sogno. Un sogno che diventa realtà. L’indirizzo di Rue du Bourg-Tibourg è la casa madre, la Maison des thés vera e propria, il luogo fisico in cui è nata l’attività di Mariage Frères. Le sue pareti trasudano di storia, la storia di una famiglia di mercanti di té che è dai tempi del Re Sole che commerciano con l’Oriente.

C’è la coda per sedersi ai tavoli, questo sabato pomeriggio: d’altronde sono le 17, è l’ora del té. Ci disponiamo ad aspettare, ma siamo fortunate, e la nostra attesa dura poco: si è appena liberato un tavolo per due e io e mia sorella non ce lo facciamo ripetere due volte. Ci accomodiamo, e ci viene fornita la Carte dei Té, quella dei dolci e dei piatti da accompagnare al té, e un libro, L’Art Française du Thé, da consultazione.

Mariage Frères

Mariage Frères - la sala da tè

Ci accontentiamo di prendere il té: mia sorella ordina un Thé de Noel, profumato alle spezie dolci del Natale e arricchito di scorze d’arancia e di pezzi di vaniglia bourbon; io voglio sperimentare  e, attratta dalla presentazione, ordino un Thé Alexandra David-Néel. Costei fu un’orientalista ed esploratrice, grande amante del té: viene definita un’avventuriera dell’Asia e, a giudicare dal té che le è stato dedicato, una donna dalla forte personalità: la miscela è costituita da té nero, che evoca la Cina e ricorda la Via del té, un’ampia base di spezie (pepe, chiodi di garofano, zenzero, cannella, cardamomo) che rappresenta il personaggio alla ricerca dell’Oriente remoto, una fresca nota floreale che rivela i benefici e la pienezza della meditazione. Sono molto soddisfatta della mia scelta: è qualcosa di diverso, un flavour mai provato, pepato, molto pepato, tanto che la gola quasi brucia alla fine, ma il mix di spezie, inedito per me, ne fa un blend da non dimenticare. I té ci vengono serviti in due capienti teiere bianche tonde incapsulate in un’armatura metallica. Lo zucchero con cui eventualmente addolcire la bevanda è in cristalli all’interno di una zuccheriera che reca il marchio Mariage Frères, così come le tazze.

mariage freres

Il giovane cameriere che ci serve, vista l’attenzione che dedico al libro “L’art française du thé” me ne propone una copia in Italiano: accetto di buon grado perché, per quanto io possa conoscere il francese, il mio vocabolario non comprende ancora i nomi delle varie essenze e spezie e i vari termini tecnici di cui il testo è pieno. Inoltre scopro che se esiste una copia in italiano da consultare, a maggior ragione ce ne sarà una da acquistare…

Il nostro pomeriggio prosegue così, tra una tazza di té e l’altra, raccontandoci io e mia sorella, che ormai viviamo lontane e ci sentiamo molto poco, le ultime novità della nostra vita e i nostri progetti per l’immediato futuro. L’ora del té è un momento di condivisione e di ascolto: momenti così, in cui ci si ferma e si ascolta l’altro, se ne contano davvero pochi, ed è un peccato. Il problema, però, è che raramente ce ne rendiamo conto. Sono momenti come questo, seduta al tavolino della sala da té più prestigiosa di Parigi con mia sorella, in cui mi accorgo di quanto invece sia una cosa importante e a maggior ragione ne sento la mancanza. Il calore di una tazza di té è un abbraccio umano, fraterno. Un abbraccio cui non bisogna rinunciare.

7 responses to this post.

  1. una bellissima esperienza di condivisione con tua sorella, al di là del posto, immagino. Se posso esprimere il mio personalissimo parere…sono a Parigi e Mariage Freres non mi è piaciuta come sala da tè.

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  2. Leggendo il tuo post mi sono commossa. Io amo Parigi, la vivo come la “mia” città ed, in particolare, quella sala da tè mi riporta ad uno dei rari attimi di felicità che ho vissuto. Ero con l’uomo che io credevo essere “per la vita” e, proprio da Mariage Freres abbiamo trascorso attimi preziosi. Non esiterei a tornarci, non tanto per vivere di ricordi, quanto perchè quel posto fa parte di me.
    Grazie per avermelo ricordato.

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  3. Posted by arcid63 on 04/03/2011 at 21:16

    I spent a fortnight in Paris last July and managed to visit the Mariage Freres shop in the area around Notre Dame. A lovely and stunning experience with my girlfriend, we spent almost an hour there, bought some tea and filter bags and hardly felt like leaving the shop! thanks for posting and sharing your memories with us readers. @.

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  4. Grazie mille a voi! Thank you so much! A me piace condividere le mie esperienze e i miei ricordi in merito a ciò che lascia il segno nel mio cuore, e sono contenta se suscito bei ricordi in chi legge. Un blog è anche questo, condivisione di esperienze e di sensazioni. Grazie ancora!

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  5. […] con una tazza di té Earl Grey French Blue, un earl grey addizionato ai fiori blu acquistato da Mariage Frères, quando mi sono imbattuta nella ferale notizia: la Twinings, la casa produttrice di té più famosa […]

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  6. […] té è quel fantastico Alexandra David-Néel di Mariage Frères che la nostra ospite si procurò a Parigi dopo averlo assaggiato dalla mia teiera circa un anno fa, […]

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  7. […] E c’è un solo posto al mondo (per ora) dove vorrei essere per bere una tazza di té: è la sala da té Mariage Frères nel cuore del Marais a Parigi. Se qualcuno si dovesse lamentare che in questa mia giornata ideale […]

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