Archive for febbraio 2011

A gift from London…

Il bello di rendere pubbliche le proprie passioni e i propri interessi è che quando gli amici o i parenti vanno in giro per il mondo si ricordano di te e ti portano un pensiero, o un vero e proprio regalo attinente alla tua passione. Così siccome è arcinoto nel mio entourage che io adoro il té e tutto ciò che gli ruota intorno, se qualcuno va in vacanza all’estero si ricorda di me e al suo ritorno mi porta un té piuttosto che una tazza o delle spezie o chissà che altro.

Accade così che mi sono giunti da Londra – insieme alla famosa tazza che mi parla del té di cui vi ho parlato qui – due té provenienti dal negozio Whittard. Si tratta nella fattispecie di un Whittard Strawberry, loose tea, e un Whittard Mango, in bustina rotonda (flavoured teabags). Non li ho ancora provati, ma presto vi farò sapere cosa ne penso.

whittard mangowhittard strawberry

La Whittard of Chelsea è una casa di produzione di té inglese che vanta una bella tradizione, certo non paragonabile alla Twinings, e meno conosciuta fuori dalla Gran Bretagna,  ma ugualmente valida. In Londra ha almeno due negozi nel centro. All’epoca, quando andai io a Londra, mi ricordo che acquistai in uno di questi negozi una bella confezione completa di té Earl Grey, biscotti butter cookies e due marmellatine, ovvero tutto l’apparato utile per uno splendido english breakfast!

whittard of chelsea

Un pomeriggio da Mariage Frères

C’è chi vuole tornare a Parigi a vedere la città, i suoi monumenti…io, lo confesso, torno sempre volentieri per compiere quello che ormai è divenuto un rito per me: sostare al Salon de Thé Mariage Frères per vivere per un’ora in un’atmosfera magica sospesa nel tempo in cui ci siamo io, chi è con me al tavolo, una teiera e una tazza di té. E’ dal lontano 2006 che aspetto l’occasione di tornare a Parigi e di tornare qui. Quattro anni di attesa, ripagati però, nel momento n cui ho varcdato la soglia. Personalmente, sono affezionata alla Sala da thé Mariage Frères in Re du Bourg-Tibourg nel Marais, a due passi da Rue de Rivoli. E’ la terza volta che ci torno (su 4 volte che sono stata a Parigi!) e per me è sempre un’emozione.

cartolina Mariage freres

Entrare, vedere l’affacendarsi del personale, sentire il brusio ai tavoli e la musica in sottofondo, la luce gialla soffusa e l’eleganza dell’arredamento mi trasporta in un mondo di sogno. Un sogno che diventa realtà. L’indirizzo di Rue du Bourg-Tibourg è la casa madre, la Maison des thés vera e propria, il luogo fisico in cui è nata l’attività di Mariage Frères. Le sue pareti trasudano di storia, la storia di una famiglia di mercanti di té che è dai tempi del Re Sole che commerciano con l’Oriente.

C’è la coda per sedersi ai tavoli, questo sabato pomeriggio: d’altronde sono le 17, è l’ora del té. Ci disponiamo ad aspettare, ma siamo fortunate, e la nostra attesa dura poco: si è appena liberato un tavolo per due e io e mia sorella non ce lo facciamo ripetere due volte. Ci accomodiamo, e ci viene fornita la Carte dei Té, quella dei dolci e dei piatti da accompagnare al té, e un libro, L’Art Française du Thé, da consultazione.

Mariage Frères

Mariage Frères - la sala da tè

Ci accontentiamo di prendere il té: mia sorella ordina un Thé de Noel, profumato alle spezie dolci del Natale e arricchito di scorze d’arancia e di pezzi di vaniglia bourbon; io voglio sperimentare  e, attratta dalla presentazione, ordino un Thé Alexandra David-Néel. Costei fu un’orientalista ed esploratrice, grande amante del té: viene definita un’avventuriera dell’Asia e, a giudicare dal té che le è stato dedicato, una donna dalla forte personalità: la miscela è costituita da té nero, che evoca la Cina e ricorda la Via del té, un’ampia base di spezie (pepe, chiodi di garofano, zenzero, cannella, cardamomo) che rappresenta il personaggio alla ricerca dell’Oriente remoto, una fresca nota floreale che rivela i benefici e la pienezza della meditazione. Sono molto soddisfatta della mia scelta: è qualcosa di diverso, un flavour mai provato, pepato, molto pepato, tanto che la gola quasi brucia alla fine, ma il mix di spezie, inedito per me, ne fa un blend da non dimenticare. I té ci vengono serviti in due capienti teiere bianche tonde incapsulate in un’armatura metallica. Lo zucchero con cui eventualmente addolcire la bevanda è in cristalli all’interno di una zuccheriera che reca il marchio Mariage Frères, così come le tazze.

mariage freres

Il giovane cameriere che ci serve, vista l’attenzione che dedico al libro “L’art française du thé” me ne propone una copia in Italiano: accetto di buon grado perché, per quanto io possa conoscere il francese, il mio vocabolario non comprende ancora i nomi delle varie essenze e spezie e i vari termini tecnici di cui il testo è pieno. Inoltre scopro che se esiste una copia in italiano da consultare, a maggior ragione ce ne sarà una da acquistare…

Il nostro pomeriggio prosegue così, tra una tazza di té e l’altra, raccontandoci io e mia sorella, che ormai viviamo lontane e ci sentiamo molto poco, le ultime novità della nostra vita e i nostri progetti per l’immediato futuro. L’ora del té è un momento di condivisione e di ascolto: momenti così, in cui ci si ferma e si ascolta l’altro, se ne contano davvero pochi, ed è un peccato. Il problema, però, è che raramente ce ne rendiamo conto. Sono momenti come questo, seduta al tavolino della sala da té più prestigiosa di Parigi con mia sorella, in cui mi accorgo di quanto invece sia una cosa importante e a maggior ragione ne sento la mancanza. Il calore di una tazza di té è un abbraccio umano, fraterno. Un abbraccio cui non bisogna rinunciare.

Il mio té di San Valentino

sanvalentinoOggi è il 14 febbraio, giorno di San Valentino. Volevo dedicare alla giornata un post, andando a cercare nella mia collezione di té, teiere, tazze e accessori, qualcosa che avesse attinenza con la festa degli Innamorati, partire da lì e fare tutta una divagazione sull’amore e sul sentimento amoroso, che esplode come il profumo di un’essenza speziata a riempirti l’anima, è caldo come calda è una tazza di té ed è piacevole come il piacere che dà gustare in tranquillità e pace una tazza di té.

Purtroppo però non ho trovato granché. Non possiedo tazze né teiere a tema amoroso, e ho scovato solo qualche té nel mio catalogo personale che può avere, per il nome o per l’occasione, qualche attinenza con l’amore e dintorni. Ve li propongo ugualmente, e chissà, magari qualcuno di voi mi suggerisce nuovi flavours e nuovi blend.

  • Il primo che vi presento è, per l’appunto, la Miscela S. Valentino proposta nel 2006 da La via del té: un té nero gusto fragola-cioccolato, con cartamo, scorze d’arancio e roselline di zucchero. La miscela era ottima, tutti i flavours erano miscelati benissimo. Prevaleva il cioccolato amaro, che dava quel derto non so che che impreziosiva il tutto.
  • Il secondo è Heiße Liebe, della Teekanne (in Italia distribuito da Pompadour). Non ricordo chi mi ha procurato quest’unica bustina (forse i miei, durante un viaggio in Austria) il cui nome significa per l’appunto “Amore caldo” al gusto lampone-vaniglia: il gusto era dolce, e il profumo addirittura esageratamente dolce, quasi stucchevole, mentre il colore, di un bel rosso vivo, ricordava la passione amorosa.
  • Sempre della Pompadour, questa volta commercializzato in Italia, Sweet kiss, alla fragola e ciliegia. Cosa immaginare di più dolce di questo abbinamento? Dolce proprio come un bacio…

Come vedete, non ho molto da offrire a tema San Valentino. La dolcezza la fa da padrona, quando si sceglie una miscela dedicata all’amore, e come potrebbe essere altrimenti? Ma io consiglio anche un’altra scelta ugualmente amorosa: un té aromatizzato alla rosa: perché le rose hanno le spine e non tutti se le possono permettere, ma il profumo di un té alla rosa è altrettanto piacevole di un mazzo da 12 rose rosse. E poi, tante volte, basta il pensiero.

Buon San Valentino!

buon San Valentino!

Quando la tazza mi parla del té

Arriva direttamente dalla Gran Bretagna, da Londra, la patria del té delle 5, questa tazza in classica ceramica inglese, una vera cup of tea, by Roy Kirkham, England. Questa tazza è speciale, perché il suo decoro ci racconta la storia di quello che noi beviamo al suo interno: la tazza è interamente dedicata al té, parte dal fiore della camelia sinensis, passa alla raccolta, ad opera di una giovane fanciulla indiana, fino alla teiera e al servizio da té, completo degli accessori necessari, come il colino, per filtrare la preziosa bevanda. Di una semplicità unica, colpisce la mia fantasia proprio perché con poche, chiare, immediate immagini racconta tutto un mondo, il mondo semplice e intenso che si gusta in una tazza di té. Del resto, il suo nome è Tea Time. E quale altro poteva essere?

cup of teacup of teacup of tea

cup of tea

Tea Time: la tazza da té che parla del té...

SHIZUOKA: cielo, terra e piantagioni di té

Voglio condividere con voi quest’immagine che trovo stupenda. L’ho scovata da qualche parte nel web, ed ho scoperto essere simile, se non uguale, ad un’analoga immagine pubblicata sul n° 48 della rivista di Slow Food, dicembre 2010, all’interno di un lungo speciale dal titolo evocativo, “Foglie rituali”, in cima ad un articolo che ha un altro titolo evocativo, “Il sogno del té”. L’articolo è dedicato alle piantagioni di té della regione di Shizuoka, Giappone, a Ovest di Tokyo.

Shizuoka Giappone

Le piantagioni di té sullo sfondo del Monte Fuji nella regione di Shizuoka, Giappone

Un paesaggio semplice, eppure speciale, dove la mano dell’uomo ha scolpito filari di camelie come siepi di un labirinto. La vista spazia, e sullo sfondo il Monte Fuji domina, eterno custode di queste terre. Un solo albero anima la distesa ondulata di un verde brillante tutto uguale. I nuovi germogli attendono di essere colti, il té verde di qui a poco potrà essere preparato.

Potrebbe essere una delle vedute del Monte Fuji di Hokusai, l’artista giapponese le cui stampe hanno fatto il giro del mondo, contribuendo a diffondere quell’idea di magico, rituale, sospeso nel tempo che la tradizione giapponese ci suggerisce.

Immagine senza tempo, panorama immoto, perfetto di quella perfezione fatta di tanti piccoli dettagli che da soli non dicono nulla, ma che uniti insieme danno vita ad un sogno. Tutto è fermo qui. Eppure quanto si muove poco più in là, dietro l’obiettivo della fotocamera! Vedo un brulicare di contadini e di donne che colgono i germogli nelle loro ceste di bambù, ognuna china sul filare che le è stato assegnato. Ma ancora prima vedo un uomo, ogni ruga dei suoi anni scolpita dal sole e dal vento, e dal mutare delle stagioni. Lui deciderà de è giunto il momento: coglie tre foglie da una pianta, umida della rugiada mattutina. Le mette in una tazza, vi versa sopra dell’acqua calda. Poi aspetta. Quindi assaggia. E’ giunto il momento. Il giorno del raccolto è vicino. E si allontana tra i filari, accarezzandoli come fossero spighe di grano, imoltrandosi in questo paesaggio senza tempo, sorridendo all’eterno Monte Fuji.